| Titolo originale | Jianyu Jianghu |
| Anno | 2010 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | Cina |
| Durata | 121 minuti |
| Regia di | Chao-Bin Su, John Woo |
| Attori | Michelle Yeoh, Woo-sung Jung, Barbie Hsu, Xueqi Wang, Shawn Yue, Yiyan Jiang Xiaodong Guo, Kelly Lin. |
| Uscita | venerdì 3 agosto 2012 |
| Tag | Da vedere 2010 |
| Distribuzione | Tucker Film |
| MYmonetro | 3,13 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 30 novembre 2016
Dopo aver tradito la sua banda, Drizzle decide di cambiare volto per riuscire a cambiare la sua vita. Ma dopo un incidente sarà costretta a tornare a combattere. Il film ha ottenuto 2 candidature a Hong Kong Awards, In Italia al Box Office La congiura della pietra nera ha incassato 27,9 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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La setta di assassini della Pietra Oscura cerca incessantemente i resti del principe indiano Bodhi, spazzando via chiunque si frapponga tra loro e la reliquia. Durante una missione la killer Drizzle trova l'ultimo frammento di Bodhi e lo porta via con sé; per sfuggire alla vendetta della setta la killer si sottopone a un intervento estetico che ne muti irreversibilmente i connotati.
Una setta di assassini depositaria dei più arcani segreti delle arti marziali. Una reliquia contesa per avidità, capace di regalare un potere immenso a chi la possiede. Gli ingredienti ci sono tutti affinché riviva, ancora una volta, l'epopea del wu xia pian, il genere che fu bandito dalla Cina di Mao ma che sopravvisse grazie alla libera enclave di Hong Kong per ritornare di successo nella Cina odierna. Reign of Assassins reca una firma prestigiosa in calce, quella di John Woo - incarnazione stessa del cinema d'azione di Hong Kong più noto all'occidente - reduce da un trasferimento a Hollywood in chiaroscuro, a cui è seguito un clamoroso ritorno ai massimi livelli con La battaglia dei tre regni. Non è dato sapere con certezza quanto sia dovuto alla mano dell'autore di The Killer, ma il co-regista, il taiwanese Su Chao-pin, è tutt'altro che un carneade, come testimonia il brillante debutto di Better than Sex, originale commedia giovanile.
Nei fatti lo zampino di Woo pare più che evidente nelle coreografie straordinarie che caratterizzano i diversi showdown e nella devozione con cui è omaggiato il cinema di Chang Cheh (quello dei diversi villain, caratterizzati in base alle loro tecniche e alle relative armi utilizzate, è un tipico pattern di opere dell'era Shaw Brothers). Ma soprattutto è nelle riflessioni tutt'altro che banali sulla confusione di identità - Face/Off che torna sotto mentite spoglie - e sulla guerra dei sessi che la poetica di Woo trova spazio, incentrando su una straordinaria Michelle Yeoh (insolito per Woo, tendenzialmente misogino) il ruolo classico dell'eroina, killer redenta e tornata sulla retta via.
La perizia delle scene d'azione è pari solo all'abilità di interpreti che incarnano la storia stessa del cinema wuxia recente: impossibile non menzionare Wang Xueqi, protagonista ancora una volta di un'interpretazione esemplare nei panni del villain, figura invincibile nella lotta quanto tragica e farsesca nel suo percorso di ritorno alla perduta condizione di uomo. L'epos cinese si fa carne ancora una volta, in un intreccio mirabile di Yin e Yang.
Antica Cina, un gruppo di banditi trafuga le spoglie di un monaco buddista, durante l'operazione una di loro (Pioggia Fine), tradisce e scappa con le suddette spoglie che, si dice, abbiano misteriosi poteri curativi. Dopo il furto si incontra con un monaco che ha amato, il quale le mostra la futilità del suo gesto e nel farlo muore, pentita la donna nasconde il bottino e si fa operare per cambiare volto e dimenticare quella vita. Nel villaggio dove va a nascondersi incontra un uomo semplice, che a fatica conquista un posto nel suo cuore e al quale non rivela nulla del suo avventuroso passato. Intanto gli altri membri della banda continuano a cercarla e, a seguito di una rissa in cui Pioggia Fine e' accidentalmente coinvolta, scoprono la sua presenza nel villaggio. Ora sta a lei proteggere se stessa e il suo nuovo amore fino all'inevitabile scontro finale.
John Woo e' il nome altisonante della pellicola ma in realtà e' solo co-regista, come indicano i titoli di coda, di un film principalmente di Su Chao-Pin, e si vede, perché del regista premio alla carriera a Venezia c'è poco oltre una trama centrata su elementi a lui familiari (il doppio, lo svelamento, la transitorietà dell'identità personale, la lotta per l'onore e la presenza dell'ospedale, o comunque della medicina, come punto di svolta delle trame). Il resto, considerando la mano pesante di Woo nel dirigere e un precedente in costume come Red Cliff, sembrerebbe imputabile a Su Chao-Pin.
Non e' un caso quindi che, nonostante una storia che mette in ballo elementi sufficientemente universali, manchi totalmente il senso d'eroismo e d'epica o la dialettica tra un bene e un male assoluti in grado di dare vita alla complessità della realtà. Reign of assassins è quindi un wuxiapan con pochi guizzi (nemmeno la presenza di Michelle Yeoh compie il miracolo), molte consuetudini del genere, colpi di scena finali ampiamente prevedibili ma anche uno svolgimento solido e scorrevole. E se dunque non brilla nè per magnificenza, nè per opulenza, sfarzo, estetica o tutte quelle caratteristiche che hanno reso famosi negli ultimi anni i film di questo genere anche in occidente, è sicuramente un'opera piacevole. Buona per un cineasta qualsiasi ma insufficiente per un maestro.
La congiura della pietra nera é un film molto bello è interessante che presenta alcune soluzioni che ricordano stranamente quelle che Chris Marker ha presentato nella jette un film cult ripreso da molti. I primi minuti di quest’opera sono contrassegnati dall’utilizzo di alcune fotografie e pi la vicenda procede con una drammaturgia classica del genere.
Antica Cina: tutti vogliono il suo corpo. Quando un monaco buddista maestro delle arti marziali muore, una serie di avventurieri si accalca attorno alla salma: i resti del monaco sono magici e in grado di rendere qualsiasi guerriero invincibile. Un gruppo di assassini chiamato Pietra nera è il più lesto ad acchiappare il bottino ma una di loro, in un rigurgito di coscienza, decide di tenerlo per sé [...] Vai alla recensione »