| Anno | 2010 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Lucio Pellegrini |
| Attori | Pierfrancesco Favino, Fabio Volo, Giuseppe Battiston, Claudia Pandolfi, Paolo Sassanelli Giorgio Tirabassi, Teco Celio, Fausto Maria Sciarappa, Pietro Ragusa, Camilla Filippi, Lidia Biondi, Kiara Tomaselli, Antonello Piroso, Fabrizio Rondolino, Francesco Rossini, Teresa Acerbis, Jacopo Bonvicini, Fabrizio Bentivoglio, Edoardo Gabbriellini, Lidia Biondi. |
| Uscita | venerdì 22 ottobre 2010 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| MYmonetro | 2,68 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 31 luglio 2018
Cinque uomini delusi dalla vita decidono di rapire un politico per donare il riscatto alla moglie della vittima di un incidente sul lavoro. In Italia al Box Office Figli delle stelle ha incassato 1,5 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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La morte sul lavoro di un giovane portuale di Marghera convince il collega e amico Toni a partecipare a una trasmissione televisiva e a confrontarsi con l'impopolare ministro Gerardi. Il pudore e la naturale timidezza impediscono al ragazzo di ribattere e di rivendicare il proprio diritto alla sicurezza. Fuggito e inseguito da Marilù, una giornalista sensibile e disponibile a dare voce ai perdenti, Toni incontra fortuitamente Pepe, istruttore Isef precario col sogno della supplenza, e Ramon, scarcerato disilluso a un passo dall'infarto. Grandi sognatori, votati a un più modesto destino, decidono di sequestrare Gerardi e di risarcire coi soldi del riscatto il dolore della vedova di Marghera. Ma niente andrà secondo i piani stabiliti: rapito l'uomo sbagliato, un onesto e incolpevole sottosegretario, fuggiranno sulle montagne sopra Aosta e ripiegheranno dentro un vecchio appartamento. Tra dischi e canzoni vintage diventeranno eroi di un sogno.
Da molto, troppo tempo, non si vedeva sui nostri schermi una commedia attenta alla concretezza e al dettaglio della realtà contemporanea, una commedia, ancora, che contiene l'idea di stare insieme e di capire che in questo c'è qualcosa di positivo, c'è un progetto e la consapevolezza che il fare serve. Figli delle stelle, che segna il ritorno di Lucio Pellegrini al cinema dopo liceali "seriali" e famiglie disfunzionali, è un'avventura esistenziale dinamica e inconsueta, in cui una banda improbabile di persone che hanno perso il treno e che non hanno compreso bene cosa sia successo decide di fare qualcosa al di sopra e oltre le loro possibilità, qualcosa di inatteso che ha il carattere del destino. Il rapimento dell'onorevole Stella di Tirabassi non diventerà tuttavia strumento di riscatto per gli (anti)eroicomici di Pellegrini, che ancora una volta offre ai suoi personaggi lo sguardo benevolo di chi soffre insieme.
Come nelle sue opere precedenti, E allora mambo o Tandem, la struttura narrativa procede per giri sempre più stretti, stringendo la banda Brancaleone in una morsa senza via di uscita e dentro un appartamento vintage. Ma se il sequestro naïf di un gruppo che ha tutta l'aria di appartenere a un'altra epoca (gli anni Ottanta) non porterà alla conquista del paradiso, è pur vero che illumina un disagio e dichiara che serve un gesto di volontà per cambiare la propria vita e quella degli altri. Pellegrini, come i suoi figli delle stelle, procede maldestro lungo una serie di prove e di imprese senza il coraggio di azzardare il sorpasso, sciogliendo la tensione e la neve e preferendo una riconciliazione davanti al mare.
Figli delle stelle, vitale e imperfetto, è un'opera che si apprezza comunque per il suo progetto, perché cerca una forma che sappia parlare al pubblico, perché non teme di sbagliare tono o di cadere nel banale pur di tenere gli occhi sul presente dai contorni poco piacevoli, perché scopre una ricchezza umana non prevista, come spesso nella vita. Comico e dolente, si allontana dalla commedia di genere, prendendo soluzioni inaspettate e saltando su un piano surreale (forse la parte più riuscita). Intorno agli sghembi protagonisti che vogliono cambiare il corso della loro vita, il regista coglie i segni inquietanti del paesaggio che ci circonda e i sogni davvero modesti degli italiani di oggi, poeti e calciatori.
Una commedia divertente e spassosa con attori bravi che fanno finta di recitare male personaggi malvestiti, malviventi e malcontenti. Un gruppo di giovani più o meno di sinistra, più o meno ideologici e la storia di un rapimento che diventa un'occasione per qualcuno di guadagno per qualcuno di cambiamento per qualcuno di riflessione per altri è solo la volta in cui "almeno si fa qualcosa". [...] Vai alla recensione »
Dopo liceali "seriali" e famiglie disfunzionali, Lucio Pellegrini torna sul grande schermo con una commedia corale che riflette sul precariato e sulla difficoltà degli italiani ad aderire ai politici che li rappresentano. Ispirato dallo sguardo empatico di Monicelli e influenzato dalla migliore commedia all’italiana, Pellegrini alza il tiro e realizza un film amaro addolcito da un cast in stato di grazia.
Nessun politico è stato ferito durante le riprese. Scorre sul rullo dei titoli di coda l'ironica sostituzione del classico riferimento all'assenza di maltrattamento di animali durante il film. Perché in Figli delle stelle, regia di Lucio Pellegrini e produzione della rediviva ITC Movie di Beppe Caschetto, un manipolo di lavoratori precari (un portuale di Marghera, Volo; un precario della scuola, Favino; [...] Vai alla recensione »