| Titolo originale | The Extra Man |
| Anno | 2010 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA, Francia |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Shari Springer Berman, Robert Pulcini |
| Attori | Kevin Kline, Katie Holmes, John C. Reilly, Paul Dano, Alicia Goranson, Cathy Moriarty Patti D'Arbanville, Jason Butler Harner, Celia Weston, Marian Seldes, Alex Burns, Justis Bolding, Rafael Sardina, Marshall Factora, Kevin Scullin, David Boston, John Leighton, Graeme Malcolm. |
| Uscita | venerdì 13 maggio 2011 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,49 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 29 novembre 2017
La strana amicizia tra Louis ed Henry, di età diverse ma entrambi eleganti, alla moda, sempre disponibili e accompagnatori di anziane signore. Insomma, la strana amicizia tra due gentiluomini. In Italia al Box Office Un perfetto gentiluomo ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 97,9 mila euro e 57,5 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Louis Ives è un giovane insegnante di letteratura presso un liceo a Princeton, con un grosso problema di timidezza e un'ossessione per la biancheria intima femminile. Dopo esser stato sorpreso dalla direttrice dell'istituto a indossare un reggiseno, Louis decide di trasferirsi a New York per trovare una vocazione artistica ed esplorare la sua identità sessuale. A Manhattan, trova un alloggio nel minuscolo appartamento di Henry Harrison, un eccentrico intellettuale di mezza età che sostiene di aver scritto un'unica grande opera teatrale nella vita e che questa gli sia stata sottratta dal precedente coinquilino. A poco a poco, Louis rimane sempre più intimorito ma stranamente affascinato dalle strane abitudini del suo padrone di casa, che dimostra di essere uno spiantato misogino di mentalità reazionaria, frequentatore dell'alta società newyorkese grazie al suo ruolo di accompagnatore per donne anziane ed estremamente facoltose.
La grande narrativa americana si serve spesso della focalizzazione interna, di una visione e descrizione del mondo costruita a partire da un narratore che racconta in prima persona gli eventi di cui è osservatore silenzioso e affidabile testimone. L'ideale, dichiarato, di Un perfetto gentiluomo è quello della letteratura di Henry James o di Nick Carraway ne "Il grande Gatsby" di Fitzgerald: utilizzare un personaggio come una macchina fotografica per catturare le abitudini di un ambiente sociale, direzionando lo sguardo verso un personaggio istrione e carismatico. È il grande testimone che la letteratura americana ha lasciato al cinema classico (che ha sempre preferito la voce narrante di un comprimario-spalla a quella di un protagonista-eroe); ma è anche, in qualche modo, la cifra stilistica che la coppia di registi newyorkesi Robert Pulcini e Shari Springer Berman ha adottato in ogni film per raccontare un preciso contesto sociale. In American Splendor le tavole a fumetti autobiografiche di Harvey Pekar aprivano alla vita della gente comune di Cleveland, Ohio. Con Il diario di una tata, lo sguardo da giovane antropologa di Scarlet Johansson esplorava l'Upper East Side newyorkese dei bambini viziati e dei genitori ricchi, distratti e autoindulgenti. Un perfetto gentiluomo si serve invece dello sguardo ingenuo e confuso di Paul Dano per guardare agli intellettuali scrocconi dell'Upper West, artisti squattrinati ma troppo invecchiati e conservatori per poter rinunciare alle serate di opera o alle vacanze invernali a Palm Beach.
Per calarsi nella parte del sedicente aristocratico Henry Harrison, Kevin Kline recupera e sintetizza due dei personaggi che più lo hanno reso famoso: l'intellettuale schizofrenico de La scelta di Sophie e il folle criminale anglofobo di Un pesce di nome Wanda, virando su un versante esplicitamente comico e satirico. Se il gioco dei ruoli fra mentore e adepto dei due attori rappresenta senza dubbio la parte migliore del film (con Kline-Harrison che insegna a Dano-Ives come entrare a teatro senza pagare e come urinare per strada senza dare nell'occhio), è nell'indecisione della sua natura che Un perfetto gentiluomo spiazza senza centrare nessun obiettivo. Come per la sessualità del suo giovane protagonista, il film cerca sotto vari travestimenti una sua personale identità, e sequenza dopo sequenza assistiamo a un romanzo di educazione sentimentale, a una commedia surreale, a un ritratto agrodolce di un'élite decadente senza portare a compimento nessuno di questi percorsi. Enfatizzata da una galleria di eccentrici personaggi che le girano attorno, la storia scritta da Jonathan Ames (creatore della serie televisiva Bored to Death) riesce senza dubbio a comunicare lo stesso stato di indecisione e disorientamento dei suoi protagonisti. Il problema è che lo fa attraverso un'accumulazione di idee bizzarre ai limiti dell'aggressività, tanto da far perdere presto forza alle sue stesse intuizioni.
Il protagonista del film, nonostante le sue pulsioni, le fantasie, i desideri, viene definito e lo si può affermare come un perfetto gentiluomo. Così Louis, arrivato a New York in cerca di lavoro, si trova catapultato in mezzo a personaggi strani e bizzarri, che altro non sono se non la rappresentazione di una realtà che è profondamente attuale. Il film sembra calato in un'altra epoca, ma le tecnologie [...] Vai alla recensione »
Kevin Kline's prissy, stentorian-voiced Henry Harrison, a playwright manqué who lives in a seedy apartment in a Manhattan brownstone, explains to his new roommate, Louis ( Paul Dano), that he is an "extra man" who has cultivated the city's richest widowed grande dames and won a place at their tables and sometimes their Palm Beach guest rooms. What lifts him above a mere "walker," he says, is his "wit, [...] Vai alla recensione »