| Anno | 2010 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 97 minuti |
| Regia di | Paolo Costella |
| Attori | Massimo Boldi, Vincenzo Salemme, Nancy Brilli, Enzo Salvi, Massimo Ceccherini Elisabetta Canalis, Teresa Mannino, Loredana De Nardis, Lucrezia Piaggio, Jacopo Sarno, Valeria Valeri, Ric, Simon Grechi, Massimo Marino. |
| Uscita | venerdì 26 novembre 2010 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 1,47 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 16 giugno 2025
L'amore impossibile tra i giovani Fabio e Chris favorito e boicottato da un gruppo di personaggi naif e disgraziati. In Italia al Box Office A Natale mi sposo ha incassato 8,2 milioni di euro .
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Gustavo è un cuoco milanese a Roma. Padre di un adolescente che coltiva il sogno di un amore impossibile, Gustavo viene scambiato per un celebre chef e invitato a organizzare a St. Moritz un sofisticato pranzo di nozze. Il matrimonio però "non s'ha da fare" perché Fabio, figlio di Gustavo, è invaghito da sempre di Chris, sposina promessa per interessi paterni alla prole ottusa di un ricco banchiere svizzero. Figlia di uno scrittore dozzinale e di una madre burina, Chris ricambia il sentimento di Fabio ed è decisa a fuggire con lui. Li favoriscono o li boicottano una messe di personaggi naif e disgraziati che infilano battutacce e praticano la trivialità.
Da troppi anni i cinepanettoni mostrano la corda. Esaurita ogni pretesa di originalità, figuriamoci di messaggio o di relazione col presente storico, arrivano ogni anno puntuali come il Natale e in alcuni casi, ed è questo il caso, addirittura fuori sincronia con la festività natalizia, dichiarata comunque nel titolo. Combinando matrimonio e Natale Massimo Boldi e Medusa bruciano i competitor stagionali e irrompono in sala con una commedia alla potenza che prevede al solito quote geografiche, dialettali e televisive incarnate in disordinato ordine di apparizione da Salemme, Ceccherini, Salvi, Mannino, Canalis.
Fuori dal tempo e per questo riproponibili in eterno i personaggi dei cinepanettoni (ri)propongono un copione già vecchio e uno script logorato dalla consuetudine. A Natale mi sposo prova a respirare aria fresca trasferendosi in montagna e inserendo nel refrain comico un'idea mocciosa e sentimentale che avvii il carrozzone e seduca lungo la strada i giovanissimi. Ma variando (minimamente) l'entità e l'ordine degli addendi capocomico e gregari realizzano comunque la medesima e intrucidita somma finale, che contempla irriducibile tette e culi, puzze e rutti. La trama sentimentale, sostenuta dall'interpretazione inconsistente di Lucrezia Piaggio e Jacopo Sarno, si impantana quasi subito nel disinteresse dello spettatore, mentre i comici che fanno corona e colore procedono ciascuno per conto loro, prigionieri delle nevi e dei nefasti collassi della stupidità cinematografica.
Privo di qualsivoglia dignità espressiva, di interesse sociologico, di qualità di scrittura e di recitazione, la commedia natalizia, diretta quest'anno da Paolo Costella, contrappone ancora una volta alla borghesia arricchita capitanata da Salemme le più modeste condizioni del cuoco di Boldi, poco avvezzo alla mondanità. Lo scioglimento degli equivoci, degli adulteri, degli scambi di persona e delle differenze economiche e sociali avverrà senza sorpresa nel soggiorno montano e dentro un bianco Natale. Meglio, un Natale in bianco e fiori d'arancio ma senza strenna e senza "parenti".
Da un cinepanettone non ci si aspetta una particolare originalità. Dispiace però vedere un Boldi meno frizzante del solito, con un ruolo comico impoverito non da sue colpe ma da una sceneggiatura piatta, priva della più banale fantasia. Il film procede piuttosto noiosamente, le gags sono più patetiche che divertenti perché non vanno oltre una maldestra e poco convincente [...] Vai alla recensione »
Puntuali come il Natale arrivano anche quest'anno i cinepanettoni, debuttano a metà dicembre e si autodistruggono la metà del gennaio successivo. Campioni di incassi e dell'andare al cinema in vacanza (o in vacanza col cinema), replicano immancabilmente un successo regolare. Nel corso degli anni prodotti altri e ben studiati per il consumo natalizio si sono aggiunti ai cinepanettoni senza mai scalzarli nella contesa per la conquista degli schermi natalizi.
Il primo dei film natalizi all' italiana ad uscire nelle sale, col suo repertorio fisso di caratteri e situazioni: i genitori che maneggiano per maritare la figlia (Vincenzo Salemme e Nancy Brilli), l' arlecchino che prende gli schiaffi, la coppietta segretamente in amore, i Pantaloni, i servi (Ceccherini e Salvi), le Colombine (Mannino). Ascendenti nobili da Commedia dell' Arte, insomma: però i personaggi [...] Vai alla recensione »