Singolarità di una ragazza bionda

Film 2009 | Drammatico, 64 min.

Titolo originaleSingularidades de uma Rapariga Loira
Anno2009
GenereDrammatico,
ProduzionePortogallo, Spagna, Francia
Durata64 minuti
Regia diManoel de Oliveira
AttoriRicardo Trepa, Catarina Wallenstein, Diogo Dória, Julia Buisel, Leonor Silveira Fernanda Borsatti, Carlos Santos, Filipe Vargas.
Uscitavenerdì 2 settembre 2011
TagDa vedere 2009
DistribuzioneMediaplex Italia
MYmonetro 2,98 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Manoel de Oliveira. Un film Da vedere 2009 con Ricardo Trepa, Catarina Wallenstein, Diogo Dória, Julia Buisel, Leonor Silveira. Cast completo Titolo originale: Singularidades de uma Rapariga Loira. Genere Drammatico, - Portogallo, Spagna, Francia, 2009, durata 64 minuti. Uscita cinema venerdì 2 settembre 2011 distribuito da Mediaplex Italia. - MYmonetro 2,98 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 27 gennaio 2017

Un viandante racconta ad una sconosciuta del suo grande amore giovanile e di come il fato si sia sempre crudelmente intromesso. In Italia al Box Office Singolarità di una ragazza bionda ha incassato 94,2 mila euro .

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Consigliato sì!
2,98/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 2,95
CONSIGLIATO SÌ
v
Uno sguardo teatrale rinnovato sul tema degli incontri casuali.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 10 febbraio 2009
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 10 febbraio 2009

Un antico detto della Galizia afferma che ciò che non si rivelerebbe mai né alla propria moglie né al migliore amico può essere detto a un estraneo. È quanto fa il giovane Macário in viaggio in treno verso l'Algarve. Rivolgendosi a una sconosciuta compagna di viaggio le rivela la sua triste storia. Lavorando nell'ufficio dello zio Francisco a Lisbona aveva notato una giovane fanciulla che si affacciava alla finestra del palazzo di fronte muovendo con grazia un elegante ventaglio cinese. Innamoratosene rapidamente il giovane aveva chiesto allo zio il permesso per sposarla ottenendone un diniego. Abbandonata la vita agiata aveva accettato un incarico commerciale che lo aveva rimesso in sella economicamente. Ora poteva davvero aspirare al matrimonio. Ma...
Manoel De Oliveira giunto alla più che venerabile età di 101 anni continua a dirigere con grande controllo opere estremamente differenti tra di loro per il soggetto ma ormai perfettamente identificabili sul piano della autorialità. Perché questo Grande Vecchio del cinema (che ha già girato il film che si potrà vedere solo dopo la sua morte) gioca ormai con leggerezza su temi e situazioni su cui altri cadrebbero rovinosamente dopo soli cinque minuti di proiezione.
Questa volta l'impresa è legata all'attualizzazione di un testo letterario dello scrittore portoghese Eça de Queiroz che poco si confà allo spirito dei nostri tempi. Eppure il regista riesce a mettere in scena, con lo sguardo teatrale che spesso lo ha contraddistinto, modi del passato e situazioni del presente quasi li volesse sospendere sul cavo teso di una temporalità astratta in cui il suo Paese abbia l'opportunità di rispecchiarsi. È come se De Oliveira dichiarasse esplicitamente che il suo Portogallo non solo affonda, come tutte le culture degne di questo nome dovrebbero fare, le sue radici nel passato per proiettarsi nel futuro ma che, nello specifico, il tempo che fu è ancora e non ce ne si può facilmente liberare come invece sembra accadere nella relazione tra i due protagonisti.
In fondo il regista che conosce la Vita ci ricorda, tra arpiste e fini dicitori (Cintra uno dei suoi attori preferiti) che fanno da sottofondo a chi gioca d'azzardo, che l'idealizzazione non è mai stata una buona maestra anche se, senza ideali e mete da raggiungere, i treni non sarebbero stati mai inventati e non potrebbero correre verso un domani peraltro incognito.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 17 marzo 2012
Rosario Velardi

Film sicuramente affascinante ma un pò retrò.Un amore nato per caso,come d'altra parte un pò tutti gli amori,osteggiato da uno zio padre e padrone sembra di tornare indietro negli anni ai tempi dei promessi sposi. Oliveira con i suoi 100 e passa anni avrà probabilmente ricordi molto lontani,ci tiene a mettere in scena situazioni che probabilmente non rispecchiano [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gary Goldstein
The Los Angeles Times

That "Eccentricities of a Blond Hair Girl" (no, that's not a typo) feels deficient owes less to its one-hour running time than to an elliptical script, based on a story by Eca de Queiróz, that lacks fully realized situations and characters. Venerable Portugese writer-director Manoel de Oliveira, now 101 and reportedly the world's oldest-working filmmaker, has certainly earned the right to make idiosyncratic [...] Vai alla recensione »

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