| Titolo originale | Che: Part One |
| Anno | 2008 |
| Genere | Biografico, |
| Produzione | USA, Francia, Spagna |
| Durata | 126 minuti |
| Regia di | Steven Soderbergh |
| Attori | Benicio Del Toro, Demián Bichir, Santiago Cabrera, Elvira Mínguez, Jorge Perugorría Edgar Ramirez, Victor Rasuk, Armando Riesco, Catalina Sandino Moreno, Rodrigo Santoro, Yul Vazquez, Ramon Fernandez, Julia Ormond, Roberto Santana, Vladimir Cruz, Marisé Alvarez, Jose Caro, Pedro Adorno, Jsu Garcia, María Isabel Díaz, Mateo Gómez, Unax Ugalde, Christian Nieves, Andres Munar, Liddy Paoli Lopez, Francisco Cabrera, Pedro Telémaco, Milo Adorno, Miguelangel Suarez, Alfredo De Quesada, Roberto Urbina, Juan Pedro Torriente, Sam Robards, Jay Potter, Stephen Mailer, René Lavan, Oscar Isaac, Octavio Gómez Berríos, Blanca Lissette Cruz, Laura Andújar, Euriamis Losada. |
| Uscita | venerdì 10 aprile 2009 |
| Tag | Da vedere 2008 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 3,01 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 29 settembre 2017
Argomenti: Che Guevara
Storia del mitico rivoluzionario sudamericano Ernesto "Che" Guevara, dall'incontro con Fidel Castro all'ascesa quale comandate della rivoluzione cubana. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, In Italia al Box Office Che - L'argentino ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 2 milioni di euro e 551 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Il 26 novembre del 1956 il medico argentino Ernesto Guevara salpa alla volta dell'isola di Cuba con un giovane avvocato di nome Fidel Castro e altri 80 ribelli determinati a rovesciare la dittatura di Fulgencio Batista con una rivoluzione. Medico, stratega e instancabile guerrigliero, il "Che", alla guida di una colonna di uomini, dopo un lungo faticosissimo periodo sulla Sierra Maestra, conquista la città di Santa Clara e si riunisce ai compagni per marciare su L'Avana.
Quello che appare sugli schermi, dopo otto anni di lavoro, è il Che di Soderbergh, quello che nessun altro avrebbe potuto fare in maniera simile, quello che di Soderbergh autore e produttore porta il marchio indelebile, anche là dove calpesta nuovi sentieri, anche e appunto perché li calpesta. Scardinando le convenzioni della continuità, con stacchi avanti e indietro nel tempo (bello il ritorno alla terrazza del primo incontro con Fidel) e spostamenti nello spazio -dalla foresta tropicale alla sede delle Nazioni Unite - che la dicono lunga sulla versatilità del protagonista, Soderbergh parla anche di se stesso, del suo cinema, che rimbalza tra esplorazione e diplomazia, tra le immagini ultravivide dell'avventura (girate con la Redcam) e quelle declinate nel bianco e nero glamorous targato Nordamerica e società dello spettacolo.
Sono due binari: da un lato si fa strada un leader, tra i colpi dell'asma e dei fucili nemici, dall'altro nasce una stella, sotto i flash dei fotografi e delle interviste romantiche. In questo senso, nel suo film rispettosissimo e tutt'altro che declamatorio, il regista prende una posizione netta dicendoci che non è la meta che (gli) interessa, non l'icona, ma il viaggio.
Il personaggio di Che Guevara (ri)nasce nel corpo più massiccio di Benicio Del Toro (lontano anni luce dal ragazzino sensibile dei Diari della motocicletta) e si costruisce per azioni, per tono della voce, per furore dello sguardo: prima con le armi del cinema che con quelle della storia.
Purtroppo Che - L'Argentino non si fa apprezzare pienamente per colpa di un doppiaggio che non ha ragione di esistere, che livella, decontestualizza, toglie al protagonista il suo carattere di straniero, e perché è probabilmente come film-esperienza, nella sua durata complessiva di quattro ore e mezza e nella voluta discontinuità tra le due parti che lo compongono, che si arricchisce di senso. D'altronde quel che fa Soderbergh è esattamente questo: entrare nella dimensione esperienziale della rivoluzione, al ritmo dei passi stanchi, delle notti di veglia, delle decisioni da prendere sul momento, degli errori commessi per sempre, per raccontare di un uomo che ha fatto di un'idea una pratica, per esporci, in pratica, un'idea di cinema.
Parte prima.
26 novembre 1956. Fidel Castro parte verso Cuba con un gruppo di un'ottantina di ribelli. Uno di loro è Ernesto Guevara, un medico argentino a cui presto verrà attribuito il soprannome 'Che'. Il gruppo ha una finalità precisa: abbattere il regime dittatoriale di Fulgencio Batista sostenuto dagli americani. Il Che si dimostra da subito un combattente abile particolarmente versato nell'arte della guerriglia. Diventa così sempre più famoso tra i suoi compagni e tra la popolazione per la sua determinazione mista a una profonda passione per i più deboli e sfruttati. Ben presto diventerà un comandante e, con la vittoria dei castristi, uno dei miti di quella rivoluzione.
Parte seconda.
Dopo l'insediamneto del governo guidato da Fidel Castro il Che è al vertice della sua popolarità e gli viene offerto un Ministero. Ma il combattente Guevara lascia ben presto Cuba. In altre parti del mondo c'è gente che soffre e che deve essere sostenuta dalla lotta armata. Dopo una breve presenza in Congo la sua meta è la Bolivia. Qui troverà condizioni ancor più difficili ed estenuanti sia sul piano climatico che su quello politico. Infatti il partito comunista locale gli fa il vuoto intorno non concordando con i suoi metodi di lotta. Lasciato solo il Che finirà con l'essere accerchiato dalle truppe dell'esercito, arrestato e ucciso brutalmente.
Steven Soderbergh mostra ancora un altro volto del suo eclettismo registico e Benicio Del Toro (qui protagonista e produttore) quello del suo impegno. Se presentassimo questo film a una persona che non sa nulla di cinema dopo avergli mostrato ad esempio Ocean's 13 non direbbe mai che si tratta di opere dello stesso regista. Invece, fortunatamente, è così.
Soderbergh si lancia in questo megaprogetto della durata complessiva di 4 ore e mezza con un obiettivo ben delineato anche se non dichiarato. Non vuole cioè farsi invischiare nella polemica sulla Cuba così come si è venuta costituendo nei decenni con il culto del leader e la restrizione delle libertà. Elide pertanto tutte le tensioni che nacquero tra Guevara e Castro dopo la conquista del potere. Combattente per tutte i popoli oppressi l'uno, politico che aveva raggiunto lo scopo l'altro. Si concentra sulla figura del Che raccontando nella prima parte l'Utopia che si fa realtà e nella seconda lo scontro con la realtà stessa. Anche i ritmi di montaggio delle due parti sono profondamente diversi. Nella prima si assiste non solo alla costruzione dei personaggi ma anche a un progressivo ellargarsi della partecipazione popolare alternati a un'intervista in cui si espone il pensiero politico del protagonista e alla ricostruzione del suo storico intervento all'Assemblea delle Nazioni Unite. È come se lo schermo progressivamente si allargasse mostrando l'espandersi di un'idea che diventa condivisa dagli oppressi.
La seconda parte invece compie il percorso opposto chiudendo sempre più Guevara e i suoi uomini in un cerchio di incomprensioni che li condurrà alla sconfitta e alla morte. Senza mitizzare il personaggio e senza insistere, come altri avrebbero fatto, sul versante sentimentale Soderbergh trova in Del Toro una mimesi quasi perfetta non solo dal punto di vista fisico ma, ed è questo ciò che più conta, dal punto di vista del carattere di personaggio che ha spesso trovato, per il suo coraggio e per la determinazione con cui sosteneva le proprie idee, rispetto anche da parte di chi milita in movimenti di destra. Nelle sue azioni e perfino nel gestire che Del Toro gli offre sembra trovare sintesi la famosa frase del Che: "Bisogna saper essere duri senza perdere la tenerezza".
Un film in controtendenza! Nel momento in cui il capitalismo e l’imperialismo sembrano non avere, non solo ostacoli ma, neanche critiche (tanto che le stesse parole, una volta usate, almeno imperialismo, come termine di arroganza, oggi non si sentono più neanche pronunciare), esce un film che parla della rivoluzione, quella vera! Certo il personaggio principale del film è Ernesto Che Guevara, che [...] Vai alla recensione »
L'impresa di raccontare ascesa e caduta del Che aveva qualcosa di suicida. Invece Soderbergh è riuscito a fare la cosa giusta: ha scelto due episodi opposti e complementari distribuendoli in due film ("Guerriglia" uscirà il 1° maggio) molto diversi per stile, ma speculari. In questo primo, assistiamo all' incontro del giovane medico argentino con Castro e ne seguiamo l' avventura rivoluzionaria con [...] Vai alla recensione »