| Anno | 2007 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Leonardo Pieraccioni |
| Attori | Leonardo Pieraccioni, Laura Torrisi, Gabriel Garko, Massimo Ceccherini, Rocco Papaleo Francesco Guccini, Tony Sperandeo, Chiara Francini, Alessandro Paci, Carlo Pistarino, Paolo Lombardi, Luis Molteni, Giorgio Ariani, Monica Nappo, Roberto Posse, Elena Arvigo. |
| Uscita | venerdì 14 dicembre 2007 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 2,34 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 29 novembre 2017
Mariano e Miranda sono felicemente sposati e vivono in tranquillo paesino toscano. La loro serena vita familiare verrà messa in subbuglio dall'arrivo di un affascinante fotografo. In Italia al Box Office Una moglie bellissima ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 19,9 milioni di euro e 2,9 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Mariano e Miranda si amano da dieci anni e vivono una vita perfetta nella provincia toscana. Gestori di un banco di frutta e verdura, sognano di acquistare un giorno una bottega dove trasferire la loro attività. La bellezza morbida e sensuale di Miranda "esposta" come primizia al mercato non sfugge a un fotografo di moda, che le offre soldi e successo in cambio di dodici scatti. Allettata dalla cifra e dalla possibilità di realizzare il loro progetto, la coppia accetta la proposta e Miranda posa per un calendario. Fama e fiumi di champagne finiranno per confonderla e per spingerla tra le braccia del seducente e sedicente fotografo. Mariano, intanto, perde l'amore ma non la speranza.
Perché sparare sulla croce rossa?
Leonardo Pieraccioni anche quest'anno ha fatto il compitino: un filmetto dalla trama annacquata e dal tono sentimentale che uscirà a pochi giorni dal Natale in centinaia di sale e regalerà alla Medusa incassi miliardari. Gli spettatori svagati e prenatalizi lo andranno a vedere e i critici abbozzeranno indulgenti: guai a parlare male di un film italiano che gode di un consenso così generalizzato.
La storia è nota ed è ambientata nella provincia toscana ancora una volta travolta dall'arrivo di un agente esterno che ne sconvolgerà gli equilibri. Sostituite le cinque ballerine di flamenco col fotografo farabutto di Gabriel Garko, saranno proprio il suo fascino e la sua proposta indecente a far capitolare la bella moglie dell'ortolano. Accumulando pretese irritanti (la critica alla società dello spettacolo, alla politica e ai costumi italiani) accanto a scelte marchiane (ridere sull'obesità e dell'obesità di un bambino), il cinema di Pieraccioni non sembra in grado di rivitalizzare le forme della commedia all'italiana e tra vent'anni non lo vedremo (spero) con la nostalgia complice che oggi si riserva alle riscoperte trash. Il brutto non è più quello di una volta e francamente non fa più neanche ridere.
Quello che manca al cinema di Pieraccioni non è tanto un Paese, osservato attraverso il filtro regionale, quanto una storia che dia ragione della realtà osservata. A funzionare nel film è invece il "clown augusto" di Massimo Ceccherini, "preso a pedate" dal clown bianco di Pieraccioni. Laddove il ritmo langue Ceccherini irrompe riuscendo sempre a strappare un tessuto narrativo sciatto.
Ormai sappiamo già tutti cosa ci si può aspettare dal mio concittadino Pieraccioni. Pretendere sconvolgimenti nel suo modo di fare cinema è forse troppo; nondimeno si gradirebbe che, almeno per una volta, la smettesse di fare il "piacione", ammiccando allo spettatore dandogli esattamente ciò che chiede. "Una moglie bellissima" ha dalla sua una prima parte agile e spumeggiante: nulla che faccia gridare [...] Vai alla recensione »
L'Italia di provincia secondo Pieraccioni, capitolo ottavo. I televisori non sono ancora stati inventati. Le bancarelle al mercato di Anghiari sono altrettanti bozzetti in cerca di autore: frizzi, lazzi, doppisensi, pacche sulle spalle, cantilene da imbonitori. Roba che, se la vedessimo in un film americano, farebbe lo stesso effetto dei messicani con baffoni e sombrero, quindi suscettibile di reprimende [...] Vai alla recensione »