Non è un paese per vecchi

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Un film di Ethan Coen, Joel Coen. Con Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly MacDonald.
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Titolo originale No Country for Old Men. Thriller, durata 122 min. - USA 2007. - Universal Pictures uscita venerdì 22 febbraio 2008. MYMONETRO Non è un paese per vecchi * * * - - valutazione media: 3,37 su 616 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Sono troppo vecchio per questo paese Valutazione 3 stelle su cinque

di Reiver


Feedback: 6088 | altri commenti e recensioni di Reiver
giovedì 2 aprile 2009

Paragono spesso cinema e amore.Io credo,ne sono fermamente convinto,che quando un film piace alla follia si possa,anzi si debba,sorvolare su piccoli difetti veniali,come si fa con una persona di cui ti sei innamorato,e per la quale si è deciso quindi di mandare in vacanza il cervello.Quando però la scintilla non scatta,allora cambia tutto.La pignoleria fa capolino,e in maniera tanto più prepotente quanto più quel film (o quella persona) è lontana da noi,dalla nostra maniera di vedere la vita,l'amore,il cinema.Devo dire la verità,io non sono innamorato dei Coen.Non ho visto tutti i loro film,ricordo "Fargo" e "Crocevia della morte",che avevo visto perchè molti lo consideravano "superiore al Padrino".Dopo la visione avevo avuto l'idea di un tipo di cinema interessante,che però non mi catturava del tutto:un pò come quelle ragazze che soddisfano sul piano estetico e che magari sono anche intelligenti,ma con le quali non instauri il giusto feeling.L'inizio di "Non è un paese per vecchi" mi ha molto colpito,sono rimasto suggestionato dalla bravura dei Coen,da sequenze così ricche di fascino da risvegliare in me ricordi cinematografici mai troppo sopiti.Lì l'amore stava per scattare,tanto che avevo glissato su un grosso errore di sceneggiatura,che pure è il motore della narrazione:Moss non può soddisfare la richiesta di acqua del messicano ferito perchè non ce l'ha con sè,eppure anche i bambini sanno che avventurarsi a piedi,per miglia e miglia,senza una scorta d'acqua,in una zona desertica,equivale ad un suicidio.Il fascino di un western rivisitato,lo stupore di fronte alla bravura di Josh Brolin...La magia è durata fino a quando non si è svelato completamente il personaggio di Bardem,fino a che non è diventato lui il vero protagonista del racconto.Perchè?Ma perchè a me il "pulp" non piace.E non saprei come altro definire (senza apparire volgare o scortese) il suo personaggio.Più il film andava avanti,e più mi sentivo lontano da quella pellicola,e mi stupivo di essermi innamorato di qualcosa che ora mi deludeva così profondamente.Un killer che tutti sanno inaffidabile,a cui viene affidato un compito così delicato;con i capelli simili ad un pellerossa che sia passato dalla mia parrucchiera;che si trascina dietro un'arma assurda e scomoda,che nessun assassino di professione userebbe mai,soprattutto uno che usa la logica in maniera così precisa da sfiorare l'assurdo.Non critico Bardem,che per me è ingiudicabile,nè metto in discussione il suo Oscar,o quello ai Coen:dal mio punto di vista però,quel personaggio è una trovata bizzarra,che soddisfa i critici e tutti coloro che ricercano l'originalità ad ogni costo,ma scontenta me,e il mio "microcosmo hollywoodiano".Chigurh rappresenta il destino?La morte?Non lo so.questo meccanismo interpretativo,questa pesantezza metaforica non incontra il mio favore.In questo momento penso a tutti quei film noir diretti da registi forse meno bravi e sicuramente meno intelligenti,che pure non avevano l'ansia di dimostrare a tutti la loro creatività, non avevano il terrore di sembrare banali...Penso al Robert Mitchum di "Il promontorio della paura",un personaggio amorale,sadico,psicopatico,eppure molto più sfumato e con i piedi ben piantati nella realtà.Chi mi conosce bene saprà che mi sentirò persino in colpa per non saper apprezzare come forse dovrebbe questo film...Ma non posso innamorarmi di tutte le pellicole,essere innamorato di tutte le ragazze è come non esserlo di nessuna.

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reiver venerdì 3 aprile 2009
chi è innamorato di me?
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Copiando,incollando e tagliando non sono riuscito ad evitare qualche "errorino"...Tipo quel "dovrebbe" che era un "meriterebbe" e stava per diventare un "dovrei"...Chi mi ama mi avrà perdonato,il resto lo lascio ai pignoli,eh eh eh...

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reiver venerdì 3 aprile 2009
chi mi ama come recensore,eh eh eh...
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ovviamente,eh eh eh...

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maryluu venerdì 3 aprile 2009
complimenti
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Complimentoni rambino, soprattutto per le analogie con l'amore. Questo film anche per me è come un'uomo intelligente, magari anche bello per alcuni punti di vista ma per nulla affascinante. Non posso negare che Bardem è stato fantastico. E neanche la maestria della regia. Purtroppo però non riesce a centrare il bersaglio del mio interesse e dei miei gusti personali. Salutoni

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lilli venerdì 3 aprile 2009
reiver, il nostro amato recensore
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concordo su tutto..neanch'io mi sono innamorata di questo film. Non ci ha provato abbastanza..ahah..no, scherzi a parte non metto in dubbio la genialità di alcune scene e la bravura degli attori ma come ha evidenziato Maryluu non rientra nel genere di film che mi conquista. E' anche vero che mi sono accostata alla visione di questo film con molte aspettative perchè l'ho visto parecchio tempo dopo la vittoria dell'oscar. Forse questo fattore ha incrementato la delusione.

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luccc venerdì 3 aprile 2009
quello che affitta dvd...
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...vicino casa mia, sti film non ce li ha, che devo fa'? petrus adora il pulp, io lo odio. e poi qua in brasile ci sono trasmissioni tv pulp (a ora di pranzo!!!) che ti mandano in diretta il taglio delle mani di un ladro preso dalla folla inferocita... quando il pulp non mi tocca vederlo live!

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reiver venerdì 3 aprile 2009
grazie ragazze
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Siete sempre molto gentili con me,e d'altronde io me lo merito perchè sono molto buono,eh eh eh...L'analogia con l'amore non posso neppure dire che mi venga spontanea,è qualcosa di più:è il mio modo di interpretare il cinema.Da un lato sono contento che la pensiate come me ,dall'altro mi dispiace per Andrea che ora si incavolerà non una,ma tre volte,eh eh eh...Su Bardem vigilerò,sono curioso di vederlo in altri film.

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reiver venerdì 3 aprile 2009
il pulp
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il taglio delle mani è una delle atrocità presenti in uno dei film più sconcertanti della storia del cinema,il documentario "Mondo cane".C'è un pò di tutto,piacerebbe a Petrus:io ho dovuto cambiare canale.Qui non siamo a quei livelli...I Coen sono molto meno pulp anche di Tarantino:lo sono inmaniera più raffinata e intelligente,ma in ogni caso troppo bizzarra per i miei gusti.Ma davvero danno quei programmi all'ora di pranzo?

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andrea d venerdì 3 aprile 2009
avevo scritto un lungo commento, ma...
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...per ora non è apparso. Comunque, sintetizzando, ho detto che questo è un film più da stimare che da amare, proprio come "Arancia Meccanica". Poi ho detto che del film, a parte la regia a tratti magistrale (vedi scena inseguimento sul fiume), mi è piaciuto il personaggio di Bardem, il cui forte sta proprio nella sua carica simbolica, senza la quale il film sarebbe un semplice racconto di un pazzo che insegue un tizio per soldi. Mentre, in questo modo, il tutto diventa una metafora sul Male, un nuovo tipo di male, sconosciuto e inarrestabile per i vecchi del titolo, perché è impreveidibile e insolito, come lo è la stessa arma non a caso usata dal killer. Quindi, il personaggio vale non per quello che è, ma proprio per quello che rappresenta, un messaggio da dare agli spettatori; non una pretesa di originalità, ma un personaggio ben scritto e per questo complesso e inusuale. [+]

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andrea d venerdì 3 aprile 2009
sul pulp
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Io il pulp lo vedo fatto di violenza gratuita, immotivata ed eccessiva, come in Tarantino. Nel film dei Coen, invece, la violenza è solo una conseguenza, a tratti atroce, della follia dell'assassino, e per questo giustificata.

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luccc sabato 4 aprile 2009
all'ora di pranzo...
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...è una gara a chi trasmette atrocità: un giorno c'era un tizio che si era beccato un colpo di carabina calibro 12 in pieno petto, ancora non moriva, stava seduto e si guardava sorpreso il buco di 6cm di diametro... QUESTO non è un paese per vecchi!

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reiver sabato 4 aprile 2009
le metafore
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Andrea,come al solito hai esposto benissimo i tuoi argomenti...La metafora può anche essere giusta,ma bisogna saperla fare secondo me.Per rappresentare l'assurdità della vita e il male assoluto che incombe sulla terra sarebbe giusto optare,per esempio,su un killer che gira in mutande e che si è tatuato sulla fronte la scritta:"Sono giocondo ma meno"?No,credo di no,eh eh eh...Ovviamente il personaggio di Bardem non è a quei livelli,sto esagerando un pò.Però io credo che una metafora sia tanto più efficace quanto più si riesce a dare delle sfumature al personaggio e al racconto.Robert Mitchum in "La morte corre sul fiume" è stato visto,da molti,come il male,l'orco delle favole,eccetera.Eppure il suo personaggio si rivela a poco a poco,a tratti è persino simpatico e gioviale,perchè se rappresenti il Male devi mostrare anche il fascino che esso esercita sull'uomo. [+]

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luccc sabato 4 aprile 2009
non ho visto mano sto film (e ti pareva)..
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..ma penso sia interessante (magari me lo vedo su youtube). ma come rappresentazione del "male" preferisco il male "normale" del vecchio kubrick: il male dei "normali" onesti cittadini che pareggia quello del pazzo teppista (arancia meccanica), il male della persona "normale" che si trasforma (shining), il male di individui "normali" che ubbidiscono agli ordini (full metal jacket). o, dulcis in fundo, il male dei "normali" tutori dell'ordine (indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, un grande film).

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reiver sabato 4 aprile 2009
luc
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Hai citato film molto belli,e concordo con quello che hai detto.Potrei aggiungerci i cattivi hitchcockiani:Cotten de "L'ombra del dubbio",persona all'apparenza amabile e gioviale,in realtà assassino seriale;Perkins in "Psyco";Milland in "Il delitto perfetto".Oppure i film di Peckinpah,dove il filo che separa buoni e cattivi è così sottile da diventare invisibile.Nel mio prediletto "Il mucchio selvaggio" gli uomini di legge (ex galeotti) sono molto più spietati e privi di valori dei fuorilegge che inseguono,legati invece da una amicizia indissolubile...

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andrea d domenica 5 aprile 2009
personaggi doppi e personaggi-entità
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Non credo che il personaggio di Bardem si possa accusare di non suscitare nel pubblico un fascino verso il male, anzi, è intrigante e misterioso fin dall'inizio. Già che ci si chieda delle sue origini e non si possa avere una risposta, già che ci si ponga delle domande su di lui, fa capire che non è un personaggio stupido o prevedibile, e quindi è riuscito. Reiver, secondo me l'esperienza negativa della visione di "Fargo" e "Crocevia della morte", soprattutto di quest'ultimo, che non è assolutamente tra i migliori, ti ha fatto vedere "Non è un paese..." con occhi più critici e meno spensierati, come hai detto nella recensione. Nel film non ci sono buoni e cattivi, non c'è distinzione manichea, c'è solo questo strano individuo che certo buono non è, ma che è molto più che un cattivo. [+]

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andrea d domenica 5 aprile 2009
comunque...
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...la filmografia dei Coen è divisibile in due categorie di film: una noir (di cui fa parte anche "L'uomo che non c'era", girato in uno splendido bianco e nero, e che si rifà ai noir classici, con un grande Billy Bob Thorton che ricorda il James Mason di "Lolita", non senza qualche citazione) e una umoristica, di cui il vertice massimo è "Il Grande Lebowski", ai cui personaggi non ci si può non affezionare, al contrario di quanto succede nei loro film più cupi. Ho saputo che saranno proprio loro a dirigere il remake de "Il Grinta", che sicuramente ti piace, essendo il film che ha fruttato l'oscar a Wayne. Dicono che saranno più vicini al romanzo originale. C'è da sperare bene, considerando come hanno girato quelle sequenze negli spazi deserti in "Non è un paese. [+]

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reiver domenica 5 aprile 2009
la grinta dei coen
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Non sono del tutto d'accordo Andrea...Il personaggio di Alex è perfettamente inserito nel contesto narrativo,nello stile visivo di "Arancia meccanica",mentre Chigurh porta una variazione di tono che non mi convince del tutto.Con questo non voglio certo dire che i Coen non siano bravi,non sono mica scemo.No,non sono partito prevenuto...Anzi,il film all'inizio mi aveva conquistato.Secondo me però i Coen ogni tanto sono un pò "pulp";il pulp non è tanto,o non è solo,violenza gratuita,ma spesso diventa l'inserimento di una sequenza,di un personaggio,di un comportamento bizzarri,spiazzanti,anomali rispetto al contesto narrativo.La visione di questo film mi ha portato a questa conclusione,chissà magari rivedendolo. [+]

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luccc domenica 5 aprile 2009
dai reiver...
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...che mo' arriva il film sul tuo cattivo-eroe preferito: il "che"! se il pulp è l'inserimento di qualcosa o qualcuno anomalo rispetto al contesto, mi piace ancora meno: io nella realtà non vedo niente che non sia perfettamente integrato nel contesto. e in questo sono coerente col mio pensiero materialista: nulla è davvero "strano", nulla cade dal cielo improvvisamente.

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andrea d domenica 5 aprile 2009
il grottesco
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Ho capito a cosa ti riferisci, il fatto che il personaggio sia straniante e sopra le righe. Più che un elemento pulp lo vedo come un uso del grottesco, tipico dei Coen, sia nei noir che nei film divertenti. Situazioni drammatiche spesso viste da un punto di vista anomalo e cinico, che ti fanno notare l'assurdità della vita, e ti fanno quasi ridere viste da fuori, anche se per chi le vive sono drammatiche. E' uno stile stranissimo, a volte disturbante e irritante anche per me che sono un estimatore di questi registi. A me è sempre piaciuto il grottesco, sennò non mi sarebbero piaciuti né Gilliam né Allen (soprattutto quello degli inizi, in cui c'erano situazioni al limite del paradossale), però capisco che può non essere gradito, proprio perché ti mette addosso un senso di "strano". [+]

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reiver domenica 5 aprile 2009
il che
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Mia madre mi ha sempre parlato bene del Che...E recentemente ne ho parlato su FB con una mia amica,estremamente intelligente,che è ammiratrice di Gandhi e del Che assieme.Io sono convinto che Guevara fosse estremamente coerente e che le sue azioni non fossero neppure sbagliate,perchè indirizzate a ripristinare giustizia sociale ed economica in paesi privi delle elementari norme democratiche.Insomma,sarei un idiota a criticarlo,benchè non sia un mio mito,ma solo perchè non mi ritrovo in tutti i suoi ideali,forse perchè sono colpevolmente individualista,o forse perchè antepongo la famiglia a qualsiasi forma di organizzazione politica e dello stato...Ricordo che l'anno scorso raggiunsi il culmine della mia cattiveria "virtuale" quando,per fare incazzare TerriAlbatros che mi aveva dato del maiale (a ragione,eh eh eh. [+]

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luccc domenica 5 aprile 2009
il che...
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...non è mai stato il mio mito, soprattutto perchè io sono contro i miti e qualsiasi forma di simbolo, che per me sono l'offuscamento della ragione, e anche perchè era... maschio (eh eh eh). sono pacifico ma non pacifista, la violenza a volte è necessaria, spontanea, utile, conveniente. gandhi lo amo anche meno, troppo spirituale per i miei gusti... cosa accadrebbe se la polizia abbracciasse la non violenza assoluta alla gandhi? nei "diari della motocicletta" il che viene dipinto in un modo che io definisco "masochista" e con le donne non gliene andava bene una. se invece di diventare un "kurtz rosso" fosse rimasto a cuba a fare il ministro e a sollazzarsi le cubane, avrebbe fatto molto meglio. [+]

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