Red Road

Film 2006 | Drammatico 90 min.

Anno2006
GenereDrammatico
ProduzioneGran Bretagna, Danimarca
Durata90 minuti
Regia diAndrea Arnold
AttoriKate Dickie, Tony Curran, Martin Compston, Nathalie Press, Andrew Armour, Paul Higgins .
Uscitavenerdì 30 marzo 2007
DistribuzioneFandango
MYmonetro 3,06 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Andrea Arnold. Un film con Kate Dickie, Tony Curran, Martin Compston, Nathalie Press, Andrew Armour, Paul Higgins. Genere Drammatico - Gran Bretagna, Danimarca, 2006, durata 90 minuti. Uscita cinema venerdì 30 marzo 2007 distribuito da Fandango. - MYmonetro 3,06 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Attraverso il meccanismo della suspense e i tempi della video-ricerca, Arnold racconta la vita di una città attraverso un sistema di telecamere a circuito chiuso. Il film è stato premiato al Festival di Cannes. In Italia al Box Office Red Road ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 47,8 mila euro e 17,4 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,06/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,17
PUBBLICO 2,75
CONSIGLIATO SÌ
Indagine su un cittadino sospetto.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

Jackie è una giovane donna con un segreto che da tempo le impedisce di vivere compiutamente. Impiegata come operatrice in un centro di sorveglianza nella periferia di Glasgow, osserva scorrere la vita anonima degli altri attraverso le telecamere a circuito chiuso. Strade, vie, negozi, cortili, finestre, il suo occhio arriva dappertutto, a soccorrere una donna aggredita, a sorridere di un uomo e il suo cane, a spiare una domestica, a vigilare sulla sicurezza di quella piccola comunità.
Un giorno tra i volti anonimi riconosce un uomo che risveglia in lei un doloroso rimosso. Ossessionata da Clyde comincia a indagare e a osservare la sua vita misera, spesa tra un appartamento fatiscente e un pub fumoso. Lo pedinerà fino a provocare un incontro, alla ricerca disperata di una spiegazione che la liberi dai sensi di colpa e dal passato.
Lars von Trier ci ha abituati alle sue dichiarazioni di intenti, ai dogmi, ai "voti di castità", agli impedimenti (Le cinque variazioni), perennemente alla ricerca di un cinema contro, in grado di opporsi alla prassi delle produzioni dominanti. Darsi delle regole per comunicare è il pensiero che ha ispirato anche Red Road, primo di una trilogia intitolata Advance Party. Il progetto, prodotto dalla Zentropa di von Trier, dalla Sigma Film dello scozzese Gillian Berrei e dalla produttrice danese Sisse Graum Jorgensen, stabilisce delle regole pratiche: riprese in digitale, tre città scozzesi, una compagnia stabile di attori che conservano lo stesso ruolo, un gruppo di personaggi per tre registi esordienti.
Rompe il ghiaccio Andrea Arnold, la regista premio Oscar 2004 per il cortometraggio Wasp. In un quartiere malfamato di Glasgow la regista ambienta la sua opera metacinematografica dove non accade quasi nulla e tutto ciò che conta è già avvenuto fuori campo, conservato, come i nastri del centro di sorveglianza, nell'archivio della memoria. La protagonista, bloccata nel passato e incapace di vivere il presente, sopravvive in un limbo tecnologico da cui osserva inosservata lo scorrere della vita. Sarà la vista di Clyde, che incarna un passato mai risolto, a spingerla in strada, diventando oggetto dello sguardo.
Il film della Arnold, vincitore a Cannes 2006 del Premio della Giuria, riflette sul sistema di controllo delle società moderne e sul primato dello sguardo della macchina su quello dell'uomo. Al contempo funziona come uno psicodramma che permette alla protagonista di sperimentare invece di osservare, di smettere di rimandare e di superare l'instabilità emotiva. Jackie abbandonerà le telecamere per accedere alla vita e offrirsi finalmente al suo sguardo benevolo. Perché se la vita nasconde le insidie osservate dai monitor, promette anche il premio più grande di tutti: la libertà dalle catene che ciascuno si costruisce da sé.

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La vita di una città raccontata attraverso l'occhio di una telecamera.
Recensione di Francesca Felletti

Sotto l'occhio di quante telecamere scorre la nostra vita? Jackie lavora nel centro di video sorveglianza di Glasgow e passa giornate e nottate a proteggere chi si trova in pericolo, e a scrutare i piccoli segreti della gente normale. Ha una relazione sessuale insoddisfacente con un uomo che vede una volta ogni due settimane, vive da sola ma porta la fede. Un giorno, al lavoro, vede il volto di un ragazzo, zooma, lo confronta con una foto apparsa sul giornale sei anni prima, e inizia a seguirne le mosse. Scopre dove abita, quali sono le sue compagnie, le sue abitudini. Visita il quartiere di periferia dove sta, lo trova, lo segue fino a casa, va a letto con lui e poi scappa. E si riconcilia con i fantasmi del passato e del presente.
Parte bene il primo lungometraggio della regista inglese Andrea Arnold, con la labirintica descrizione della vita di una città attraverso il circuito chiuso. Funziona anche il meccanismo di suspense che, nonostante i tempi dilatati della video-ricerca, tiene desta l'attenzione sulle misteriose vicende di personaggi interessanti e ben recitati. Ma quando il nodo inizia a sbrogliarsi emergono incongruenze e cadute melodrammatiche che superano il limite del buon gusto.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 8 ottobre 2014
gianleo67

Addetta alla sala di controllo di una società di security di Glasgow, osserva dai suoi monitor l'uomo che, uscito di prigione anzitempo, gli aveva qualche anno prima ucciso in un incidente stradale marito e figlioletta. Decisa a vendicarsi, inizia a pedinarlo, conoscerlo e carpirne la fiducia. La sua frustrazione e la sua rabbia dovranno però fare i conti con un inaspettato senso [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 gennaio 2010
don64

Flm del genere drammatico che sembra essere piu' un documentario sull'operato della polizia privata britannica.Il film e' comunque crudo nelle scene specie quelle di sesso che non mancano.Nel complesso un film drammatico che....non mi ha colpito.Voto 6+

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Firmato da un esordiente, Andrea Arnold, che, con un suo cortometraggio, ha vinto un Oscar e che, con il film di oggi, si è vista premiare la scorsa primavera al Festival di Cannes. Siamo a Glasgow, ma quasi non la vediamo perché vediamo soltanto quello che, tramite una televisione a circuito chiuso, vede una giovane donna, Jackie, incaricata di sorvegliare la vita del quartiere che si chiama appunto [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Red Road (Strada rossa), scritto e diretto con maturità da una debuttante inglese di 45 anni, Andrea Arnold, appartiene a una serie di tre primi film che utilizzano lo stesso luogo geografico, la Scozia, e gli stessi nove personaggi; il progetto Advance Party è sostenuto finanziariamente da istituzioni pubbliche scozzesi. A Glasgow la protagonista Kate Dickie è una poliziotta o ausiliaria che lavora [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Sappiamo per esperienza che quando in un film compare una telecamera, o una videocamera, o lo schermo di un computer (vale per qualunque altro aggeggio utile a produrre realtà virtuali: Narciso si era fatto bastare un piccolo specchio d'acqua, ed era andato ugualmente fuori di testa), novantanove volte su cento seguirà una riflessione piena di pretese sul cinema, sull'arte, sul doppio, sul vero e sul [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Rientra in un progetto alla Lars von Trier il film scozzese Red road, unica opera prima in competizione presentata l'anno scorso a Cannes, dove vinse il premio della Giuria. Nei piani della sua autrice, la quarantacinquenne Andrea Arnold, si tratta del primo episodio di una trilogia di storie imperniate su uno stesso gruppo di personaggi. Girato con la sobrietà spartana di un film del Dogma 95 (supporto [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Una donna che per mestiere controlla il mondo perde improvvisamente il controllo di sé. Succede una sera come tante, quando le telecamere della sua ditta di videosorveglianza inquadrano qualcuno che le semmbra di riconoscere. Possibile che sia proprio lui? Certo che è lui, ma come avrà fatto a uscire così presto? Perché Jackie, solitamente fredda e distaccata, sembra tanto eccitata dai loro incontri [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Red Road, «Strada rossa», era in concorso a Cannes nel 2006: non vogliamo paragonarlo a II vento che accarezza l'erba di Loach (che ha vinto) o a Volver di Almodovar (che avrebbe potuto vincere), ma certo (opera prima dell'inglese Andrea Arnold ci sembrò degna della Palma: ebbe il Prix du Jury, piccolo ma comunque prestigioso. Era uno dei migliori film del festival.

Tommaso Toma
Rolling Stone

Glasgow: grazie a un diffuso sistema di telecamere a circuito chiuso, si controlla dall'alto la vita buia di Red Road, agglomerato di palazzoni anni 60 resistenti al vento e al degrado. Una giovane guardia di sorveglianza svolge il suo lavoro con diligenza, finché l'asetticità dello sguardo indagatore non si trasforma in un'ossessione vendicativa quando riconosce l'uomo che ha distrutto la sua famiglia. [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Una donna normale, solo un po' triste e un po' sciatta, circondata da monitor che le rimandano di volta in volta lo squallore, la vitalità, la violenza dell'esterno. Jackie è addetta alla sorveglianza con telecamere a circuito chiuso su una zona di Glasgow. Fa il suo dovere. La vita le passa davanti agli occhi senza, all'apparenza, lasciare grandi tracce in una rassegnata cortina di indifferenza.

Alessandra Levantesi
La Stampa

Al Festival di Cannes della scorsa primavera Red Road ebbe un'accoglienza favorevole, convalidata da un meritato premio per la regia all'esordiente scozzese Andrea Arnold, già vincitrice dell'Oscar per il cortometraggio nel 2005. Molti notarono che lo spunto del film nasce dalle parti di La finestra sul cortile, tranne che nel capolavoro di Hitchcock il curioso che osserva gli andirivieni negli appartamenti [...] Vai alla recensione »

Federico Raponi
Liberazione

La vendetta porta giustizia per affetti troncati da un colpevole incidente, o sollievo ad una vita svuotata? No, dice la regista e sceneggiatrice Andrea Arnold in Red Road (Premio della Giuria a Cannes), suo debutto filmico. Quello della cineasta è un talento promettente, e grazie a Wasp (2003) - vincitore dell'Oscar per il miglior cortometraggio - è stata scelta per questo primo capitolo della trilogia [...] Vai alla recensione »

Antonello Catacchio
Il Manifesto

Il titolo Red Road non è dedicato a una strada, sono edifici, enormi palazzoni di Glasgow, prossimi alla demolizione, che ospitano migliaia di persone, solcati da una lunga linea rossa verticale. Lì vive Clyde, da poco uscito di galera, condivide l'appartamento con una coppia di amici, cerca di trovare una sua strada onesta. All'inizio però non sappiamo nulla di lui.

Peter Bradshaw
The Guardian

Andrea Arnold, al suo debutto nel lungometraggio, ha messo insieme un thriller robusto e intelligente, con personaggi reali e credibili interpretati da un ottimo gruppo di attori. Red road unisce la paranoia e il disagio della Conversazione di Coppola e di Niente da nascondere di Haneke con un senso del dettaglio e atmosfera quasi oniriche con un'originale qualità poetica.

Alessandra De Luca
Ciak

Jackie lavora in una società di videosorveglianza che la polizia usa per garantire la sicurezza dei cittadini. Ogni giorno osserva hitchcockianamente non vista come ne La finestra sul cortile le vite di migliaia di persone che si muovono inconsapevoli sotto il suo sguardo. Ma un giorno sul monitor le appare l'uomo che sperava non avrebbe mai più dovuto rivedere.

Valerio Caprara
Il Mattino

Insolito e stimolante, «Red Road» procurò all'esordiente Andrea Arnold un meritato premio per la miglior regia al festival di Cannes dell'anno scorso. Per gli amatori (ma non solo) del thriller psicologico un'occasione da non perdere: girato con spartana essenzialità, un po' sulla linea del primo Von Trier, il film mescola immagini sgranate in digitale, pulsioni inconfessabili e atmosfere metafisiche [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Red Road dell'inglese Andrea Arnold è un thriller psicologico che si mantiene per circa un'ora teso e coinvolgente: in uno stile che deve senz'altro qualcosa a Lars von Trier, la vicenda si dedica allo strano lavoro di Jackie che consiste nel censire e valutare le immagini di un circuito di tele-sorveglianza. In una Glasgow cupa e misera, più che proteggere i cittadini, la protagonista sembra intenta [...] Vai alla recensione »

Salvatore Trapani
Il Giornale

Girato a grandi altezze (un palazzo di oltre trenta piani) ma a portare così in basso (un sobborgo londinese) Red Road di Andrea Arnold, in concorso a Cannes. Una giovane guardia di sorveglianza (Kate Dickie) con camere nascoste riconosce nella porzione di quartiere sotto controllo, l'uomo (Tony Curran) che qualche anno prima - imbottito di crack e alcol - ha travolto la figlioletta e il marito uccidendoli [...] Vai alla recensione »

Adriano De Carlo
Il Giornale

I Red Road sono dei caseggiati di Glasgow, imponenti, scarni e caratterizzati da una striscia rossa. Chi vi abita appartiene alla classe sociale medio bassa. Jackie (Kate Dickie) li osserva ogni giorno: è operatrice di un centro di sorveglianza con telecamere a circuito chiuso. Fino a che sul monitor appare un uomo (Tony Curran), legato ad un tragico episodio del passato e che la riguarda.

winner
premio della giuria
Festival di Cannes
2006
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