Parole d'amore

Film 2005 | Drammatico +13 104 min.

Titolo originaleBee Season
Anno2005
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata104 minuti
Regia diScott McGehee, David Siegel (II)
AttoriRichard Gere, Juliette Binoche, Flora Cross, Max Minghella, Kate Bosworth, Justin Alioto Heather Barberie.
Uscitavenerdì 23 dicembre 2005
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,39 su 42 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Scott McGehee, David Siegel (II). Un film con Richard Gere, Juliette Binoche, Flora Cross, Max Minghella, Kate Bosworth, Justin Alioto. Cast completo Titolo originale: Bee Season. Genere Drammatico - USA, 2005, durata 104 minuti. Uscita cinema venerdì 23 dicembre 2005Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,39 su 42 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia di una famiglia disfunzionale. In Italia al Box Office Parole d'amore ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 1,5 milioni di euro e 860 mila euro nel primo weekend.

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su TROVA STREAMING e in DVD e Blu-Ray su IBS.it. Compralo subito

Consigliato nì!
2,39/5
MYMOVIES 1,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,59
CONSIGLIATO NÌ
Una pellicola incentrata sui drammi di una famiglia borghese.
Recensione di Andrea Chirichelli
Recensione di Andrea Chirichelli

Una famiglia in crisi osservata attraverso la lente del quotidiano: una madre molto emotiva, un padre che cerca di sfuggire alla quotidianità del matrimonio rifugiandosi in concorsi di ortografia per la figlia undicenne, il secondo bambino che sta per scappare di casa.
L'analisi di Parole d'amore non può prescindere dall'elemento da cui prende spunto l'intera pellicola: i Campionati Nazionali di Abilità Ortografica, arte nella quale la giovane protagonista è una campionessa indiscussa. Cose che succedono solo in America: in realtà lo spunto, originale nella sostanza e nella forma è un punto di partenza che serve per dare il là a una pellicola incentrata sui drammi familiari di una famiglia borghese e benestante. Drammi, picche e ripicche, le parole che non ti ho detto, i bambini che si dimostrano più saggi degli adulti.
Richard Gere è credibile nelle parti di pater familias e le sue ben note attenzioni al mondo religioso e mistico, gli permettono di malleare materiale coerente con la sua condotta extracinematografica, Juliette Binoche invece, è al di sotto dei suoi standard. Bravi invece, Flora Cross e Max Minghella: se son rose fioriranno.

Sei d'accordo con Andrea Chirichelli?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Dal romanzo La stagione delle api di Myla Goldberg, la scrittrice Naomi Foner Gyllenhaal ha cavato una sceneggiatura che fa capo a Saul, docente e studioso di ebraismo, convinto di poter controllare il benessere della sua famiglia con la fede e la disciplina. Intanto non si accorge che la moglie è una cleptomane patologica e che il figlio adolescente sta diventando un Hare Krishna. La figlioletta Eliza, campionessa di spelling , lo induce a convincersi che il suo talento sia un dono che può avvicinarla a Dio, riuscendo dove lui ha fallito. Astruso, sconnesso, parolaio, il film è un fallimento a tutti i livelli.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 25 agosto 2013
cianto

Film seplicemente assurdo. All'inizio lo si segue con un certo interesse per scoprire cosa succederà, ma lo sviluppo diventa a dir poco indignante per la pochezza e l'inverosimilità della trama. Abbastanza brava come attrice la bambina, mentre particolarmente scadente è Richard Gere, che a 60 anni suonati ha capito che non può continuare a spacciarsi per don Giovanni come ha fatto finora; così ha scelto [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Massimo Lastrucci
Ciak

Secondo Abulafia, filosofo ebreo medioevale ricercatore della Cabala, studiando le lettere dell’alfabeto, con una particolare tecnica si può arrivare a comunicare direttamente con Dio. Il professor Richard Gere sospetta che la figlioletta Flora Cross, campionessa di spelling (pare che negli Usa gli adulti vadano pazzi a vedere i ragazzini superdotati cimentarsi in pubblici tornei) possa riuscire là [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

L’italiano si scrive come si pronuncia. A parte “soqquadro”, “scuola”, “cuore”, “acqua” (che tormentano i piccini delle elementari) e a parte “beneficenza” (che ormai viene scritto con la “i” non solo sui quotidiani ma anche negli opuscoli che chiedono soldi per i piccoli africani) l’ortografia non pone grossi problemi. Quindi da noi non esiste niente di simile ai campionati americani di “spelling [...] Vai alla recensione »

Antonello Catacchio
Il Manifesto

I Naumann sono una famiglia felice. Babbo insegna all'università storia della religione ebraica, a casa duetta con il figlio maggiore Aaron, alternando l'esecuzione di musica classica a letture sacre. Eliza, la più piccina, sta partecipando alle gare scolastiche di spelling (dato un vocabolo, bisogna dire come si scrive), mamma li guarda contenta. Poi Eliza vince una gara dopo l'altra, babbo crede [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Eliza (Flora Cross, neo attrice di straordinaria intensità) è una bambina di undici anni un po’ trascurata dal papà Saul (Richard Gere), professore a Berkeley di teologia ebraica, che predilige il figlio maggiore Aaron (Max Minghella) con cui imbastisce duetti di violino e violoncello. Sotto lo sguardo amoroso e inquieto di mamma Miriam (Juliette Binoche), tutto cambia nella famiglia di Parole d’amore, [...] Vai alla recensione »

Claudia Morgoglione
La Repubblica

La confezione è tipicamente natalizia: un film che - nella traduzione italiana - si intitola Parole d'amore, interpretato da due divi affascinanti e romantici come Richard Gere e Juliette Binoche. Non si tratta, però, di una commedia sentimentale, o di un filmone strappalacrime su una love story: la storia, infatti, è quella di una famiglia che va in pezzi.

Valerio Caprara
Il Mattino

Non sempre le accoppiate divistiche risultano vincenti. Parole d'amore (Bee season), nonostante sia firmato dai giovani e ambiziosi Scott McGehee e David Siegel, già autori del sofisticato I segreti del lago, mette in campo niente di meno che Richard Gere e Juliette Binoche per poi sprecarli in uno psicodramma farraginoso e smielato ai limiti dell'insopportabile.

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Bisognerebbe discutere su quanto siano una prova d’intelligenza le gare di spelling che pare vadano perla maggiore negli Usa. Ma soprattutto il ridicolo è che nel doppiaggio italiano tutta la costruzione su cui si regge la storia perde completamente di senso: la difficoltà per un bambino o per un ragazzino di lingua inglese sta nel risalire dalla pronuncia alla scrittura, mentre in italiano le parole [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Le vie dell’amore sono infinite. Dal gelo di un rapporto famigliare formalmente corretto ma soffocato dall’incomunicabilità ogni componente della famiglia Naumann raggiunge un grado di intolleranza che implode fino alla follia. Un tema convenzionale «nobilitato» dallo snobismo della sceneggiatura. L’undicenne Eliza (Flora Cross) è una campionessa dello Spelling Bee, un esercizio inesplicabile per chi [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Lo Spell Contest è una competizione che, pare, fa impazzire l’America: i bambini si sfidano (su base cittadina, poi regionale, infine nazionale) nella corretta sillabazione (anzi nello “spelling”, lettera per lettera) di parole proposte dai giudici. Chi le azzecca tutte, passa al torneo successivo. È chiaro che in italiano, una lingua che si scrive come si pronuncia, il fatto che una bambina di 11 [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Il titolo originale era Bee Seanson (La stagione delle api), come il romanzo di Myla Goldberg da cui hanno tratto il loro film i due noti registri del noir I segreti del lago, Scott McGehee e David Siegel. Il romanzo era metà filosofico e metà misticheggiante, arrivando comunque a comporre un ritratto spesso riarso di una famiglia media americana, padre, madre, un figlio e una figlia, che dopo un’apparente [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
L'Espresso

Storia di una famiglia ebrea di Oakland: il padre (Richard Gere), la madre (Juliette Binoche), un figlio, una bambina bravissima nella gara di spelling che mette in concorrenza la capacità di scandire e scomporre in sillabe le parole. Il misticismo del padre, docente della Cabala, lo rende assertore della salvezza attraverso fede e disciplina. Atmosfera e didattica dei film di propaganda culturale, [...] Vai alla recensione »

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