| Anno | 2005 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 85 minuti |
| Regia di | Davide Sordella |
| Attori | Fabrizio Gifuni, Fabrizio Rongione, Barbora Bobulova . |
| Uscita | venerdì 10 novembre 2006 |
| MYmonetro | 2,25 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 4 dicembre 2017
Tre fratelli con un passato ingombrante alle spalle si ritrovano chiusi in uno scantinato. In Italia al Box Office Fratelli di sangue ha incassato 258 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Due fratelli (Fabrizio Gifuni e Fabrizio Rongione) e la loro sorellastra (Barbora Bobulova) si incontrano il giorno di Natale nella casa di famiglia. Dal loro ultimo incontro sono trascorsi dieci anni ma, come si intuisce fin dalle prime battute, il tempo non è bastato a cancellare il ricordo di un segreto inconfessabile. Un segreto che li dilania e al tempo stesso li lega indissolubilmente. Rinchiusi nella cantina tra bottiglie di vino e vecchi oggetti impolverati, mentre la radio urla improperi razzisti e un carillon a forma di Babbo Natale diffonde una nenia natalizia sinistra e malinconica, i tre si lanciano in una perversa gara di confessioni che porterà alla luce tutto il torbido di un passato mai rimosso.
Il cinema italiano pare ormai fatalmente attratto da vicende familiari ad alto tasso di morbosità, lungo un filo rosso che collega, pur nella profonda diversità dei risultati, La bestia nel cuore di Cristina Comencini a Viaggio segreto di Roberto Andò fino a questo Fratelli di sangue dell'esordiente Davide Sordella. Presentato alla 63a edizione del Festival di Venezia nella sezione Venice Screenings, il film, di impostazione teatrale, saccheggia grossolanamente il melò torrido alla Tennessee Williams per ribadire la non inedita teoria che la famiglia è all'origine di ogni nevrosi. Ma la sceneggiatura inanella una tale sequela di luoghi comuni imbarazzanti e scene madri fasulle da risultare a tratti involontariamente comica. La bravura dei tre attori (soprattutto Gifuni) annega nella banalità di battute come "La verità fa male. Per questo non la diciamo". Grazie. Ce l'aveva già ricordato Caterina Caselli.
Una cantina. Tre soli personaggi. Film da camera ma diventerà un ritratto insostenibile dell'Italia di oggi. Tutto un sottile gioco di movimenti e poi di incantamenti di macchina. Scopriremo che i tre protagonisti sono due fratelli e una sorella. Che tra loro il rapporto è intenso, totale. Una radio è sintonizzata sul telefono aperto dal partito radicale che ci inondò, dodici, tredici anni fa, tra [...] Vai alla recensione »