| Anno | 2005 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 93 minuti |
| Regia di | Roberto Dordit |
| Attori | Claudio Santamaria, Fabrizia Sacchi, Michela Noonan, Diego Ribon, Emilio De Marchi Emmanuel Dabone, Enrica Rosso, Daniele Mauro, Giuseppe Battiston, Elio De Capitani. |
| Uscita | venerdì 16 febbraio 2007 |
| Distribuzione | Cinecittà Luce |
| MYmonetro | 3,40 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Film italiano che, partendo da una tragedia privata, racconta più in generale una parte d'Italia. In Italia al Box Office Apnea ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 54,6 mila euro e 14,7 mila euro nel primo weekend.
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Paolo aspetta fuori dalla palestra che il suo compagno di scherma lo raggiunga, ma Franz non si presenterà mai all'incontro: è morto di infarto nella sua auto. Complice la borsa sportiva di Franz, che la moglie gli lascia in dono, Paolo scopre che il suo migliore amico gli nascondeva una vita segreta e che anche la sua morte non è priva di misteri. Smessa la tuta bianco candido da campione del più nobile degli sport, si addentra allora nel mondo sporco della conceria, emblema delle tante imprese del Nordest che sacrificano la correttezza dei mezzi all'unico fine del denaro. Conoscerà lo spregiudicato Giordano (Elio De Capitani), imprenditore e padre della bella Chiara e del piccolo Leo, affetto da infinta tristezza, e scoprirà che, sotto il cielo sempre grigio di quella zona d'Italia, si consumano sfruttamenti neri e morti bianche. Armato di un senso di giustizia che pare un carattere smarrito da tempo dalla selezione naturale, il silenzioso Paolo riuscirà infine a far rumore, pur pagandone il prezzo. Apnea, esordio al lungometraggio di fiction del documentarista Roberto Dordit, esce nelle sale italiane a due anni dalla realizzazione, grazie all'intervento dell'Istituto Luce e al sostegno di Nanni Moretti. Intelligentemente, il film non sceglie la strada dell'inchiesta o della denuncia tout-court, ma è abile nel costruire un mondo di personaggi verosimili che vorrebbero indurci a considerare "normalità" una mentalità alterata e omicida. Nonostante lo spettatore possa essere colto da un'iniziale difficoltà di comprensione, man mano che i fili narrativi presentati singolarmente s'intrecciano fra loro, si fa chiaro e coinvolgente il percorso giallo verso la soluzione del dramma. I codici del noir, la prova attoriale del protagonista Claudio Santamaria e degli altri interpreti (da Diego Ribon a Fabrizia Sacchi, da Michela Noonan a Giuseppe Battiston), sottraggono il film al pericolo della denuncia didascalica e ne fanno un buon esempio di cinema italiano di genere. Apnea decolla quando Paolo comincia a fare a meno delle corde che lo trattengono e tira di scherma con Chiara sfuggendo alle regole del gioco, in una bella sequenza che parla della libertà: quella che si prende naturalmente l'amore e quella che decide consapevolmente di prendersi lui, affondando in indagini sempre più pericolose. Al contempo investigatore e testimone, ripercorre i passi di Franz, mette in allerta coloro che nascondendo il male fatto l'hanno presto dimenticato, scuote chi si è lasciato comprare dai soldi: perché passi un morto ma due sono troppi. Eppure in Italia ogni giorno di morti sul lavoro ce ne sono almeno tre.
Giornalista sportivo, già campione di scherma, si mette ad indagare sulla strana morte del suo amico e compagno di allenamenti Franz, dovuta in apparenza ad un infarto. Emerge una torbida storia di lavoro nero e morti bianche legate al mondo delle concerie del ricco Nord Est, in cui Franz aveva investito dopo la fine della sua carriera sportiva.
Il primo lungometraggio di Roberto Dordit approda nelle sale dopo una lunga corsa a ostacoli. Pensato nel 2001, girato nel 2004, apprezzato in alcuni festival all'estero, il film esce soltanto ora, anche grazie al sostegno di Nanni Moretti. Le anomalie non finiscono qui. Che un film dichiarato "di interesse culturale nazionale" dal ministero dei beni culturali venga distribuito in sette copie tra Udine [...] Vai alla recensione »