Piovono mucche

Film 2003 | Drammatico 90 min.

Anno2003
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Regia diLuca Vendruscolo
AttoriAndrea Sartoretti, Massimo De Lorenzo, Alessandro Tiberi, Luca Amorosino .
DistribuzionePablo
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

Regia di Luca Vendruscolo. Un film con Andrea Sartoretti, Massimo De Lorenzo, Alessandro Tiberi, Luca Amorosino. Genere Drammatico - Italia, 2003, durata 90 minuti. distribuito da Pablo. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

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Uno sguardo diverso sull'handicap. La sceneggiatura del film ha vinto nel '96 il Premio Solinas.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,00
CONSIGLIATO NÌ
Un film che approccia all'handicap senza pietismi né scorrettezze.
Recensione di Marco Chiani
Recensione di Marco Chiani

Matteo e Corrado svolgono il servizio civile, lavorando presso la comunità Ismaele, diretta in maniera discutibile da una manager non propriamente attenta ai bisogni degli handicappati. Ad aiutarli a relazionarsi con una realtà, di certo, non facile ci sono Pallino, Moretti e Mercalli, obiettori già ben rodati che sembra sappiano come ci si deve comportare con le persone di questa nutrita comunità; tra queste un criminale tetraplegico, un omone difficile da trattare e una ragazza di cui Matteo si innamora all'istante.
Basato su una sceneggiatura vincitrice del Premio Solinas, Piovono mucche approccia all'handicap senza pietismi né scorrettezze da assolvere soltanto perché contrarie alla norma del politicamente corretto. Di contro, il film diretto da Luca Vendruscolo, che ha avuto un'esperienza simile a quella raccontata durante il proprio servizio civile, ha il merito di tagliarsi fuori da ogni retorica perché considera l'handicap come una caratteristica come le altre e non soltanto come un'alterità colmabile attraverso una viva applicazione. A ben vedere, si tratta di una commedia che sa esplorare la realtà dei portatori di handicap e quella degli obiettori, alla fine, perfettamente integrabili, quasi fossero le due facce di una stessa medaglia. Lungi dalla facilità di un'inversione dei ruoli del "malato" con il "sano", gli sceneggiatori optano per un dialogo continuo tra le due parti, per un'integrazione reale che porta ad ampliare i campo del concetto di differenza, lavorando sulle peculiarità di ogni personaggio, ben oltre l'handicap.
Anche senza il commento off del protagonista, a conti fatti un po' inutile, la progressione degli eventi avrebbe ugualmente comunicato quel senso di esperienza vissuta che è la base stessa del progetto. Non ci sono dubbi che Piovono mucche abbia un odore, una consistenza, una forma precisa al di là delle incertezze dell'opera prima, una capacità innata di trasmettere un senso di fisicità che è tutt'uno con i suoi personaggi: racconto di formazione, anche dolente, è intriso di affetto e comprensione, di stanchezza e disincanto, sa sporcarsi con i liquidi corporali, con la difficoltà delle barriere, con i problemi reali di qualsiasi attività legata alla vita di una comunità di disabili.
In certo modo, è da considerarsi come la prova generale per la squadra che porterà al successo la serie televisiva Boris, autori e attori compresi sono quasi tutti qui, più o meno con gli stessi ruoli. Girato in 16 mm.

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Uno sguardo diverso sull'handicap.
Recensione di Davide Verazzani

Matteo è un giovane obiettore di coscienza, destinato a trascorrere il suo anno di servizio civile presso la comunità Ismaele. Retta da un paio di personaggi bizzarri, ed in collegamento con alcuni preti missionari, la comunità è un microcosmo in cui sono mescolati malati veri e immaginari, criminali paraplegici, seduttrici in carrozzina, e soprattutto gli altri obiettori, non meno particolari dei malati. Sarà un anno importante e indimenticabile, per Matteo, alle prese con i primi compromessi della vita.
Tratto dall'esperienza dello stesso regista come obiettore, Piovono mucche è un film onesto e divertente, che non si rifugia né in esasperanti pietismi, né in facili macchiette. Una commedia semplice ma efficace, con un gusto particolare per i personaggi ed una felice capacità narrativa, la cui sceneggiatura, vincitrice già nel '96 del Premio Solinas, è finalmente diventata film grazie alla caparbietà del regista.

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Recensione di Alessandra Montesanto

Comunità Ismaele. Precettato dal Ministero, ci finisce Matteo che deve passarvi un intero anno come obiettore di coscienza.
Tra cateteri, attacchi improvvisi di dissenteria e problemi comportamentali dei degenti, le corsie della comunità sembrano delle vere e proprie trincee in cui, ogni giorno e ogni notte, si combatte tra disorganizzazione e mansioni sempre più difficili.
E' un microcosmo vario: Flora, la responsabile degli obiettori, anche lei disabile, è una sorta di dittatore; il vicepresidente è occupato solo a far quadrare i conti; Don Anselmo, il fondatore, è più preoccupato dei suoi progetti in Africa che di questo, tutto italiano.
Ma veniamo a loro, ai veri protagonisti: c'è un criminale tetraplegico, ma che non ha smesso di sniffare di tutto e di fare il bullo, una ragazza in grado di comunicare solo con un tabellone alfabetico, un ex camionista abbandonato da tutti, in crisi depressiva e che rifiuta qualsiasi cura e poi gli altri che creano non pochi problemi.
Matteo e i suoi compagni di avventura all'inizio sono sconcertati, poi, piano piano, trovano il coraggio per affrontare le situazioni più drammatiche e, via via che scorre la narrazione, scoprono che anche in una realtà così particolare, ci si può divertire, si può amare e si può trasgredire.
Il film affronta il tema delicato dei disabili e delle loro oggettive difficoltà con ironia, grazia e tanta allegria, scongiurando, in questo modo, il rischio di cadere nella retorica, nel pietismo o nel "political correct".

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Aldo Fittante
Film TV

Come Sulle mie labbra, Piovono mucche gioca (ed è proprio il caso di dirlo, vista l’aria scanzonata, vera, antiretorica e vista, soprattutto, Ia scelta di buttarla in commedia) col ribaltamento dell’handicap. Nata da un’esperienza personale, la sceneggiatura vincitrice del Premio Solinas nel 1996 narra di un gruppo di obiettori di coscienza che aiutano i disabili di una comunità posta alla periferia [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Nel 1995, vicino a Roma, la comunità Ismaele è dedita a "riabilitazione, fisioterapia, socializzazione". Attività che svolge con il supporto di alcuni obiettori di coscienza. I quali magari avrebbero preferito passare la leva altrove, ma sono finiti ad accudire handicappati. Ci hanno preso gusto: ribaltando le regole inutili e rigide dei capi, scoprendo che la vita in una comunità (sia pure un po' [...] Vai alla recensione »

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