La morte sospesa - Touching the Void

Film 2003 | Docu-fiction 106 min.

Titolo originaleTouching the void
Anno2003
GenereDocu-fiction
ProduzioneGran Bretagna
Durata106 minuti
Regia diKevin Macdonald
AttoriNicholas Aaron, Richard Hawking, Brendan Mackey, Ollie Ryall, Joe Simpson Simon Yates.
Uscitavenerdì 18 marzo 2005
TagDa vedere 2003
MYmonetro 3,61 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Kevin Macdonald. Un film Da vedere 2003 con Nicholas Aaron, Richard Hawking, Brendan Mackey, Ollie Ryall, Joe Simpson. Cast completo Titolo originale: Touching the void. Genere Docu-fiction - Gran Bretagna, 2003, durata 106 minuti. Uscita cinema venerdì 18 marzo 2005 - MYmonetro 3,61 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il docudrama di MacDonald è un manifesto sulla forza di volontà, sul desiderio di rimanere attaccati alla vita, anche quando le speranze sembrano non esistere più. Il viaggio di ritorno da un inferno di ghiaccio. In Italia al Box Office La morte sospesa - Touching the Void ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 332 mila euro e 54,2 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato assolutamente sì!
3,61/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,67
CONSIGLIATO SÌ
Docu-dramma manifesto sulla forza di volontà, sul desiderio di rimanere attaccati alla vita.
Recensione di Mattia Nicoletti
Recensione di Mattia Nicoletti

Confrontarsi con se stessi e con l'ignoto, è un'esperienza che ognuno di noi ha affrontato in qualche occasione, nella vita di tutti i giorni o in un momento particolare. In alcuni casi, abbiamo bisogno di provare a noi stessi fino a dove possiamo arrivare, e la natura, che volenti o nolenti ci domina con la sua onnipotenza, può diventare il nostro compagno e avversario, nel vivere emozione e paura, felicità e disperazione.
Touching the void, documentario di Kevin MacDonald, racconta di un'impresa drammatica, compiuta da Simon Yates e Joe Simpson (autore de La morte sospesa, il bestseller da cui è tratto il film), due alpinisti, che hanno conquistato, nel 1985, la vetta del Siula Grande sulle Ande peruviane.
Simon e Joe, sono amici, e appassionati di scalate. L'ascesa al picco sembra una passeggiata, tutto fila liscio, solo qualche problema dovuto agli agenti atmosferici. Nella discesa, però, Joe scivola e si rompe la gamba. La situazione è critica, e nella mente dei due passano mille pensieri. Salvarsi da solo e abbandonare il compagno o fare di tutto per salvarlo da morte certa? Improvvisamente una corda si rompe, e Joe precipita in un crepaccio. Solo un miracolo potrà salvarlo.
Le voci narranti dei due protagonisti reali di questa magnifica avventura, interpretata nelle scene di montagna da altrettanto bravi attori, immersi nella neve e nella bufera e perfetti nel fare rivivere i momenti della scalata, sono la magia del film.
Il docudrama di MacDonald è un manifesto sulla forza di volontà, sul desiderio di rimanere attaccati alla vita, anche quando le speranze sembrano non esistere più. Il viaggio di ritorno dall'inferno (che questa volta è freddo come i ghiacci e non caldo come il fuoco) è fatto di piccoli passi, di dolore (tanto) e di sacrificio. I minuti di Joe sembrano anni, i suoi sforzi sono infiniti, ma un raggio di luce nel buio dei crepacci è più di una speranza.

Sei d'accordo con Mattia Nicoletti?
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"Più ti avvicini alla morte e più senti di essere vivo". Questo è in sintesi il pensiero che animò Simon Yates e Joe Simpson quando, durante una scalata sul Siula Grande nelle Ande peruviane nel 1985, si trovarono a vivere un'avventura al limite della sopravvivenza: Joe scivola e cade restando appeso nel vuoto alla corda di sicurezza retta da Simon, che, giunto allo stremo della resistenza, taglia la corda e ritorna al campo base. Verrà poi raggiunto da Joe che non solo sopravviverà, ma scriverà il libro dal quale è tratto il film. Può interessare anche ai non amanti dell'alpinismo: ben narrato, riesce a essere verosimile grazie ai 2 interpreti principali, veri scalatori, e alle riprese mozzafiato. Fotografato con perizia e montato con brio senza facili concessioni allo spettacolo, è un ammirevole film di montagna, omaggio non retorico alla forza di volontà e di sacrificio dell'alpinismo moderno.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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LA MORTE SOSPESA - TOUCHING THE VOID
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 2 marzo 2017
gianleo67

Storia vera della tragica impresa degli alpinisti britannici Joe Simpson e Simon Yates che scalarono per la priva volta la parete Ovest del Siula Grande andino nel 1985. Costretto da una situazione disperata ad abbandonare l'amico durante la discesa dopo che questi si era gravemente ferito ad una gamba, Yates riesce fortunosamente a raggiungere il capo base ed attende un paio di giorni insieme [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 marzo 2013
Shockwave13

Una grande storia di coraggio e forza di volontà. La montagna è sicuramente uno degli ambienti più impervi e solitari del pianeta, ma è soprattutto spietata, muta e sorda a tutto ciò che non è realmente fattibile. Ma dove trovare la forza? Dove cercare un po' di sollievo? Nessuna risposta. Fai e forse sopravviverai.

domenica 15 gennaio 2012
maurii75

Veramente ben fatto!

domenica 5 giugno 2011
mauritius

ansiogeno, spettacolare e istruttivo per capire i rischi e la forza d'animo che queste persone devono mostrare per affrontare tali prove drammatiche. Attenzione: drammatiche non adrenaliniche.

Frasi
Mentre gridavo pensavo: "Ecco, a questo punto il gioco è concluso. Non posso più andare oltre.
Avevo sbagliato a farmi l'illusione che ci fosse ancora qualcuno. Quando chiamai e non venne nessuno, sentìi che ero finito. In quell'attimo, in cui nessuno mi rispondeva, in quell'attimo, io ho perso qualcosa. Ho perso me stesso!"
Una frase di Joe Simpson (Brendan Mackey)
dal film La morte sospesa - Touching the Void - a cura di Andrea
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Chicca Colesanti
Il Manifesto

Il rumore, stridulo e penetrante, di una vite che entra nel ghiaccio. I colpi, secchi e violenti, delle punte dei ramponi che mordono la parete. Poi la montagna, bianca, fredda, incombente. Un primo piano del volto di un alpinista, segnato dal sole e dallo sforzo, poi una zoomata all'indietro, fino a quando l'uomo non diventa altro che un puntino, minuscolo, di fronte all'immensità della parete che [...] Vai alla recensione »

Marco Albino Ferrari
La Repubblica

L’acciaio della lama brillò nella notte quando improvvisamente si era aperta una finestra di tempo sereno. Nella tormenta c’erano solo l’urlo pauroso del vento e il turbinare della neve. Ora aveva vinto la pace. Ma era una pace apparente. Dai 6536 metri della cima del Siula Grande fino al campo base e ancora giù, lungo la morena e la valle, un immenso schermo bianco rifletteva il tremore delle stelle. [...] Vai alla recensione »

Elisa Grando
Ciak

Giugno 1985: Joe Simpson (Brendan Mackey) e Simon Yates (Nicholas Aaron), conquistano la vetta della Siula Gmnde nelle Ande Peruviane. Ma durante la discesa Simpson scivola e resta appeso nel vuoto, sostenuto solo dalla corda che lo lega all’amico. Impossibile salvarlo: Yates decide di tagliare la fune per non scivolare a sua volta nel crepaccio. Joe Simpson è miracolosamente sopravvissuto e la vicenda, [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

È la storia di una discesa verso il niente, La morte sospesa (Touching the Void, Gran Bretagna, 2003, 106’). Sceneggiato da Joe Simpson, il film di Kevin Macdonald racconta la scalata della parete nord del Siula Grande, ìn Perù, da parte dello stesso Simpson e del suo compagno Simon Yates. Ma non si tratta solo del resoconto di un’impresa di due alpinisti ventenni.

Marina Pertile
Film Tv

Più ti avvicini alla morte e più senti di essere vivo. Non per tutti, ovviamente e fortunatamente. Perché altrimenti a questo mondo, neanche il più ciabattone dei mariti, rinuncerebbe al suo bunjee jumping quotidiano dal nono o decimo piano. Di sicuro, però, questo bisogno incontenibile di alzare il tiro della sfida, anche in non tenera età, fa parte di un genetico bagaglio di tanti uomini e donne. [...] Vai alla recensione »

Fulvia Caprara
La Stampa

Joe Simpson nel 1985 sul Siuba Grande, nelle Ande peruviana, ha vissuto l’avventura più spaventosa della sua vita. Con lui quella volta c’era Simon Yates, il compagno, mai rinnegato, che dovette prendere la decisione di tagliare la corda e lasciarlo precipitare nel vuoto. Non c’erano altre alternative. O si muore insieme o uno dei due si salva. Così mentre Simon recide la fune, torna al campo base [...] Vai alla recensione »

Filippo Mazzarella
Ciak

Nel 1985, Simon Yates e Joel Simpson, amici veri e alpinisti provetti, si lanciarono alla conquista della vetta del Siula Grande, sulle Ande peruviane. Nella discesa, Joe si ruppe una gamba, finì in un crepaccio e il compagno lo abbandonò, per non morire anche lui. Il fatto che lo stesso Simpson abbia scritto un bestseller (La morte sospesa) sulla vicenda, fa tirare il fiato: i miracoli a volte accadono. [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Simon taglia la corda, ma non è un codardo. È obbligato a farlo, per tentare di salvare almeno la sua vita. Quella di Joe, compagno di scalata alla vetta del Siula Grande, nelle Ande peruviane, ormai è perduta (o almeno così crede lui): non resta, dunque, che tranciare quell’ultimo legame a un corpo penzolante nel vuoto, mentre infuria la tormenta. La morte sospesa di Kevin Macdonald, raggiunge a [...] Vai alla recensione »

Roberta Bottari
Il Messaggero

Più ti avvicini alla morte, più senti di essere vivo. E Joe sta morendo. Scalando le Ande Peruviane, si è rotto una gamba, è stato colto da una slavina, è finito in un crepaccio e ora sente in bocca il sapore della morte. Se soffre il dolore in quel modo, però, non può essere morto. Per questo mentre l’incendio divampa nel suo ginocchio, lui ride. Ma è un sollievo destinato a durare ben poco.

Fabrizio Liberti
Film TV

Joe Simpson e Simon Vates nel 1985 sono giovani alpinisti impegnati nella difficile conquista della cima della Siula Grande nelle Ande peruviane. I due sono alpinisti di valore ma nella discesa, forse la parte più pericolosa di tutta l’impresa, qualcosa va storto. Joe perde l’appiglio e cade nel vuoto rompendosi una gamba ma resta appeso alla fune di Simon che, pensando l’amico spacciato, taglia la [...] Vai alla recensione »

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