Balzac e la piccola sarta cinese

Film 2002 | Drammatico 116 min.

Titolo originaleBalzac et la petite tailleuse chinoise
Anno2002
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia, Cina
Durata116 minuti
Regia diDai Sijie
AttoriZhou Xun, Ye Liu, Wang Shuangbao, Cong Zhijun, Wang Hong Wei, Xun Zhou Chen Kun, Shuangbao Wang, Hong Wei Wang.
MYmonetro Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

Regia di Dai Sijie. Un film con Zhou Xun, Ye Liu, Wang Shuangbao, Cong Zhijun, Wang Hong Wei, Xun Zhou. Cast completo Titolo originale: Balzac et la petite tailleuse chinoise. Genere Drammatico - Francia, Cina, 2002, durata 116 minuti. Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

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Si tratta del film tratto dal romanzo scritto dallo stesso regista, pubblicato nel 2000 in Francia e nel 2001 nel Regno Unito. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Balzac e la piccola sarta cinese ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 52,8 mila euro e 29,6 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Filo, stoffa, Honore de Balzac, letteratura e rivoluzione nella Cina del 1971..
Recensione di Marco Chiani
Recensione di Marco Chiani

All'inizio degli anni Settanta, durante la Rivoluzione culturale cinese, Ma e Lou sono inviati in un villaggio sulle montagne del Sichuan al fine di essere rieducati in quanto figli di borghesi e quindi di reazionari. Dopo il duro lavoro nei campi, le punizioni e le costrizioni cui sono sottoposti, i due ragazzi leggono i libri proibiti di Balzac, Flaubert, Stendhal, diventando inoltre amici di una giovane, nipote di un sarto, di cui finiranno con l'innamorarsi.
Adattando il suo omonimo e semi-autobiografico romanzo pubblicato con successo anche in Italia, Dai Sijie, cinese residente a Parigi, vorrebbe licenziare un film a metà tra il prodotto di facile esportazione e il racconto d'autore. E, nonostante il quadro sia quello doloroso e abominevole della Rivoluzione culturale, una diffusa morbidezza di sguardo rende Balzac e la piccola sarta cinese un lavoro davvero adatto ad ogni latitudine geografica, concentrandosi di fatto su una storia di amicizia e amore; si aggiunga la formula-nostalgia, assicurata dalla voce narrante del protagonista con tanto di ritorno vent'anni dopo nel piccolo villaggio, per meglio inquadrare l'operazione nella sua interezza. Mai disgiunto dall'ansia di piacere a più spettatori e pubblici possibili, permane un segno autoriale affiorante dal rapporto tra personaggi e cornice scenografica, peraltro magnifica, dalla voglia di lasciare il non detto per il detto, l'allusione per la parola. Nella seconda parte, purtroppo, l'autore cambia registro e pare preoccuparsi più della sua creatura letteraria che di quella cinematografica, salvaguardando il più possibile del testo originale con la conseguenza di incorrere in una fastidiosa meccanicità narrativa.
Vizi di forma e qualche prolissità a parte, il quarto film di Dai Sijie si concentra soprattutto sulla potenza dell'arte e sulla forza dell'invenzione: della musica dapprima, per far digerire una sonata di Mozart ai compagni si inventa il titolo "Mozart pensa al presidente Mao", e della letteratura in seconda battuta. Del resto, sono le pagine di Balzac ad emancipare la piccola sarta, a darle coraggio in un futuro diverso, da vivere lontano dall'asfissia del villaggio in cui è nata e cresciuta.
Ruffiano e un po' retorico, Balzac e la piccola sarta cinese è stato girato negli stessi luoghi in cui il regista fu mandato in rieducazione. Presentato nella sezione Un Certain Regard del 55° Festival di Cannes.

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Luo e Ma, adolescenti cittadini di famiglia borghese, sono mandati - all'inizio degli anni '70, durante la rivoluzione culturale - a rieducarsi in un villaggio di montagna nella regione di Sichuan. Sottoposti a umiliazioni e fatiche, trovano sollievo nel leggere ad alta voce romanzi proibiti di Balzac, Flaubert, Hugo e nel raccontare le trame di film nordcoreani, ma soprattutto nell'amicizia amorosa della nipote di un sarto che uno dei due mette incinta, costringendola a un aborto. La storia è raccontata vent'anni dopo in chiave di dolente nostalgia. D. Sijie (Vedi Cina, mio dolore ) torna alla regia con un film tratto da un suo romanzo (2000) autobiografico (250 000 copie vendute in Francia, tradotto in 25 lingue, ma non in cinese) che ha adattato con Nadine Perront. La durezza della denuncia politica si smussa presto "in una dimensione della memoria che soffonde di un vago languore la rappresentazione degli eventi" (M. Causo). Nella cornice il languore scivola in un compiaciuto sentimentalismo, ma non intacca la suggestiva bellezza dei paesaggi (sommersi, nel frattempo, dalla costruzione di una diga gigantesca) né la freschezza naïve di quel trio di ragazzi, assetati di libertà e di cultura. Esposto a "Un Certain Regard" di Cannes 2002.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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BALZAC E LA PICCOLA SARTA CINESE
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Residente da oltre quindici anni a Parigi, Dai Sijie nel 2000 ha pubblicato con grande successo il romanzo Balzac e la piccola sarta cinese (edito in Italia da Adelphi) da cui ha poi tratto il film: una rievocazione del periodo della rivoluzione culturale, dieci anni che rovinarono la vita di circa venti milioni di ragazzi, filtrata attraverso una memoria soggettiva che dall'orrore dell'esperienza [...] Vai alla recensione »

Renata Pisu
La Repubblica

Balzac e la piccola sarta cinese è un “come eravamo” dei maoismo, un film (appena uscito nelle sale italiane) intriso di sarcasmo e nostalgia per il tempo passato, dove l’assurdo della Rivoluzione culturale degli Anni Settanta, si acuisce nella realtà della Cina profonda, la Cina contadina e analfabeta dove il “giovane istruito” di nome Mari esce a intrattenere i villici con una Sonata di Mozart che [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

In Balzac e la piccola sarta cinese, che è stato un best-seller internazionale pubblicato in Italia da Adelphi prima di diventare un film diretto dallo stesso scrittore Dai Sijie, Balzac è uno degli autori occidentali messi al bando in Cina dalla Rivoluzione culturale degli anni Sessanta-Settanta; e la piccola sarta cinese è la ragazza che leggendo di nascosto Balzac ne trae un senso di libertà e intraprend [...] Vai alla recensione »

Bruno Fornara
Film TV

Nato in Cina e parigino d’adozione, Dai Sijie si divide tra letteratura e cinema. Dal suo romanzo, best seIler in Francia, trae un film che ci riporta agli anni Settanta e alla Rivoluzione Culturale cinese. Due giovani, Luo e Ma, figli di intellettuali, sono costretti a “trasferirsi” in un villaggio sulle montagne per un periodo di rieducazione” tra i contadini.

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