| Titolo originale | Le Goût des autres |
| Anno | 1999 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Francia |
| Durata | 112 minuti |
| Regia di | Agnès Jaoui |
| Attori | Gérard Lanvin, Alain Chabat, Anne Alvaro, Jean-Pierre Bacri, Agnès Jaoui, Brigitte Catillon Wladimir Yordanoff. |
| Tag | Da vedere 1999 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,10 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 18 dicembre 2012
L'imprenditore Castella ha una vita non particolarmente brillante e la sua è la cultura televisiva che impera nella borghesia dei nostri giorni. Una s... Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto 2 David di Donatello,
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CONSIGLIATO SÌ
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L'imprenditore Castella ha una vita non particolarmente brillante e la sua è la cultura televisiva che impera nella borghesia dei nostri giorni. Una sera però rimane colpito da una rappresentazione teatrale di Berenice e si innamora del testo e dell'attrice che ne è protagonista. Entra nel giro di attori e registi non accorgendosi di quanto questi stiano prendendo in giro la sua mancanza di cultura. Intorno a lui ruotano personaggi alla ricerca di un senso nella vita e nei sentimenti. Agnés Jaoui ha diretto con mano ferma un film che è frutto di un lavoro attento sui personaggi e di un'orchestrazione davvero magistrale per un'opera prima. Jaoui descrive, con l'aiuto del sempre più efficace Bacri, un personaggio privo di cultura che viene quasi folgorato da un'esperienza che cambia il suo modo di essere. Ma non è il tronfio e stupido borghese molieriano. È molto di più. È un essere umano con tutti i limiti di una cultura di massa che la regista guarda con una pietas incapace di cattiveria.
nel 1930 il professor Unrat si innamorava dell'angelo azzurro, ed ecco che a giudicare dalla trama e dai primi passi dell'opera, mutatis mutandis, si pensa che non c'è proprio più niente di nuovo nella descrizione dell'animo umano, tuttavia qui siamo di fronte ad un Unrat più giovane e meno colto, e l'angelo azzurro (ci vorrebbero le virgolette) è [...] Vai alla recensione »
Stare al gusto degli altri: questo soprattutto, dice Clara, grava sul mestiere dell’attore. In sala, per analogia, il pensiero corre al mestiere di stare al mondo. In questa prospettiva, quel gusto indica anche il sapore, l’esperienza che degli altri capita d’avere, dolce o acre. Così suggeriscono Agnès Jaoui e il marito Jean-Pierre Bacri, co-sceneggiatore.