| Titolo originale | The Thirteenth Floor |
| Anno | 1999 |
| Genere | Fantastico |
| Produzione | USA, Germania |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Josef Rusnak |
| Attori | Armin Mueller-Stahl, Vincent D'Onofrio, Gretchen Mol, Craig Bierko, Dennis Haysbert Steve Schub, Jeremy Roberts, Rif Hutton, Leon Rippy, Janet MacLachlan, Brad William Henke, Burt Bulos, Venessia Valentino, Howard S. Miller, Tia Texada, Shiri Appleby. |
| MYmonetro | 3,20 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 19 maggio 2025
Al tredicesimo piano di un building di Los Angeles: s'incontra il passato, finendo nella Città degli Angeli del 1937. Critica alla tecnologia dal risu... Al Box Office Usa Il tredicesimo piano ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 11,8 milioni di dollari e 3,3 milioni di dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Anni '30. A causa di un'amara scoperta Hannon Fuller sa che la sua vita d'ora in poi sarà in grave pericolo. Per questo motivo scrive una lettera a Douglas Hall, suo fedele amico, nella quale gli spiega tutta la verità. Torna a casa si mette a letto e si ritrova in un altro mondo, nel mondo reale. Qui tenta nuovamente di mettersi in contatto con Hall, ma viene massacrato prima di riuscirci. Douglas Hall viene svegliato dalla polizia e invitato a fare il riconoscimento del corpo, da questo punto tanti punti interrogativi costelleranno la sua vita. Tra questi la comparsa della misteriosa figlia di Fuller, di cui lui non aveva mai sentito parlare.
Il tredicesimo piano è arrivato in Italia nello stesso anno di Matrix, ma non ha riscosso il medesimo successo. Anche se è da prediligere il meno noto. Il perché è semplice: questo film è complesso come il primo ma non ha bisogno di una trilogia per offrire una spiegazione razionale e credibile.
È un ottimo thriller fantascientifico, senza tempi morti e con una trama complessa ma che appare del tutto chiara quando i fili della matassa (o quelli dei circuiti) si sbrogliano. Il regista ha svolto un ottimo lavoro e i protagonisti non sono stati da meno forse, in questo caso, la colpa è attribuibile interamente al marketing.
Tutta la trama,piuttosto fitta e complessa,si dipana in una soluzione di reiterata discontinuità temporale ed ambientale,rendendo,a tratti,operosa la comprensione del film e conferendo alla pellicola una forma che richiama alle opere più classiche della cyber-fiction di oggi,sia nel genere letterario,qui in particolare alla narrativa di Philip K. Dick,che ai lavori per lo schermo,come "Le morti di [...] Vai alla recensione »