American History X

Film 1999 | Drammatico +16 120 min.

Regia di Tony Kaye. Un film con Edward Norton, Edward Furlong, Beverly D'Angelo, Elliott Gould, Fairuza Balk, Ethan Suplee. Cast completo Genere Drammatico - USA, 1999, durata 120 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,37 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 27 febbraio 2018

Un film sul razzismo e il neo-nazismo negli Stati Uniti e sulla fragilità psicologica di due fratelli, Derek e Danny. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Al Box Office Usa American History X ha incassato 6,5 milioni di dollari .

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Consigliato sì!
3,37/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,74
CONSIGLIATO SÌ
v

Un film sul razzismo e il neo-nazismo negli Stati Uniti e sulla fragilità psicologica di due fratelli, Derek e Danny, che alla vita tranquilla e borghese rispondono nella maniera più sbagliata, con l'odio e la violenza. *** Danny, il più giovane, ricorda con immagini in bianco e nero le bravate di Derek che lui ritiene un esempio da seguire. Uscito dal carcere il maggiore rinsavisce (siamo dalle parti di Rusty il selvaggio) ma per il fratello è troppo tardi. Il mondo degli skinheads, nudo e crudo. A Hollywood c'è stato scalpore. Una seconda parte scontata ma una grande interpretazione dal più promettente attore giovane di Hollywood degli anni Novanta, Edward Northon, candidato per questo film al premio Oscar.

Francesco Rufo
venerdì 10 luglio 2009

American History X, opera prima di Tony Kaye, tenta di spiegare le radici della violenza, del razzismo, dell’odio tra diversi. La principale pulsione che anima il gruppo neonazista di Derek è l’odio contro le razze ed etnie diverse dalla propria, contro ogni forma di diversità. Da una parte, abbiamo il fanatismo, la violenza, l’odio per il diverso; dall’altra, in netta opposizione, i valori della solidarietà, del rispetto, che sbocciano in Derek all’interno del carcere, nel rapporto con un detenuto di colore, nella relazione di conoscenza con l’altro. Danny sceglie il fratello come modello: la presa di coscienza di Derek diventa per Danny occasione di maturazione. La relazione che Danny scrive sulla storia del fratello diventa uno strumento per la conquista di consapevolezza: la riflessione, la scrittura e la scuola assumono un determinante valore formativo. È fondamentale il contesto socio-economico e culturale in cui si svolgono i fatti narrati: un quartiere popolare di una cittadina in cui regna la povertà, che può portare all’ignoranza, al fallimento, alla frustrazione, e alla rabbia da cui scaturisce l’odio. Ma non si tratta di un processo inevitabile: il film mostra come anche nella povertà e nell’ignoranza si possa scegliere di rifiutare l’odio. La caduta nel male di Derek è seguita dalla risalita verso la redenzione. Il film termina con un finale tragico che sembra negare ogni speranza, ma che in realtà afferma la necessità di tener fede a un’etica umanistica nonostante e contro la realtà in cui sembra continuamente risorgere un’interminabile spirale di odio. Sul piano narrativo, il film nega la linearità cronologica e alterna due piani: il presente narrativo (a colori) e il passato (flashback in b/n). Il presente narrativo occupa il tempo di una giornata (l’unità di tempo aristotelica); ma il blocco temporale unitario del presente narrativo è forzato dalle spinte che tendono al passato. Come nella coscienza di Derek, il passato è dominato dall’agitazione frenetica della violenza, mentre il presente è dominato dalla calma della riflessione.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 8 febbraio 2011
ultimoboyscout

Ha un merito solo: quello di colpire, e colpire forte senza pensarci due volte! E a distanza di anni questo film non te lo scordi mai, sia che sia piaciuto o meno. Accecante/shockante per crudeltà, violenza, follia, crudezza ma tutto è portato all'estremo, ma tutto ciò amplificato all'ennesima potenza serve anche e soprattutto a pensare. Norton fantastico!

Frasi
L'odio è una palla al piede e la vita è troppo breve per passarla sempre arrabbiati… Non ne vale la pena…
Una frase di Danny (Edward Furlong)
dal film American History X - a cura di PIETRO
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Vivere e morire a Los Angeles. Niente rapine mozzafiato in American History X dell'esordiente Tony Kaye, ma solo la banale discesa nel male di un ragazzo normale. Derek (Edward Norton) è un giovane bianco, classe media, più che discreto negli studi. La causa della sua uscita di senno è la morte del padre pompiere, ucciso da un nero durante l'adempimento del dovere.

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martedì 28 ottobre 2008
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