| Titolo originale | The Big Lebowski |
| Anno | 1997 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA, Gran Bretagna |
| Durata | 117 minuti |
| Regia di | Joel Coen |
| Attori | Jeff Bridges, John Goodman, Julianne Moore, Steve Buscemi, David Huddleston Philip Seymour Hoffman, Ben Gazzara, John Turturro, Sam Elliott, Tara Reid, Peter Stormare, Philip Moon, Mark Pellegrino, Flea, Torsten Voges, Jimmie Dale Gilmore, Jack Kehler, James G. Hoosier, Carlos Leon, Terrence Burton, Richard Gant, Christian Clemenson, Dom Irrera, Gérard L'Heureux, David Thewlis, Lu Elrod, Mike Gomez, Peter Siragusa, Marshall Manesh, Harry Bugin, Jesse Flanagan, Irene Olga Lopez, Luis Colina, Leon Russom, Ajgie Kirkland, Jon Polito, Aimee Mann, Jerry Haleva, Jennifer Lamb, Warren Keith. |
| Uscita | lunedì 6 novembre 2023 |
| Tag | Da vedere 1997 |
| Distribuzione | Cineteca di Bologna |
| MYmonetro | 4,35 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 3 novembre 2023
Drugo Lebowski (Bridges) è un originale che vivacchia senza impegnarsi, dormendo, fumando - moderatamente - marijuana, giocando a bowling coi suoi fidati amici (Goodman e Buscemi). In Italia al Box Office Il grande Lebowski ha incassato 3,1 milioni di euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Los Angeles Anni Novanta. Jeffrey Lebowski passa la giornata tra una partita di bowling con gli amici Donny e Walter, una visita al supermercato in accappatoio e uno spinello. Un giorno però due brutti ceffi gli orinano sull'unico tappeto del suo appartamento scambiandolo per un ricco omonimo. Lebowski va a cercarlo con l'unico scopo di farsi rimborsare la perdita e finisce invischiato come corriere di un ingente somma di denaro che il magnate,costretto su una sedia a rotelle, deve pagare per riavere la giovane ninfetta che esibisce come trofeo coniugale.
Se si vuole assistere a una summa del cinema dei Coen non si può perdere Il grande Lebowski.
Quando si dice 'cinema dei Coen' si intende Cinema tout court (la maiuscola non è un errore di battitura). Perché solo loro possono condensare in meno di due ore citazioni, riferimenti a generi, surrealismo e analisi della realtà senza un briciolo di quella supponenza cinefila che spesso caratterizza le opere di chi vuole dimostrarci di 'sapere tutto' sulla Settima arte.
Le vicende in cui Dude (soprannome che significa 'tipo/tizio' e, a differenza del maldestro 'drugo' attribuitogli dalla versione italiana, non ha alcun ammiccamento al kubrickiano Arancia meccanica) viene coinvolto rotolano via come la palla di rovi che apre il film o come quella da bowling (con la spettacolare soggettiva) con la leggerezza che è propria di chi sa scrivere e poi controllare e rendere visivamente caleidoscopica una sceneggiatura cinematografica. Quelle televisive dell'epoca non debbono piacere molto ai due fratelli se sadicamente chiudono in un polmone d'acciaio l'autore degli script di una serie amata da Walter.
Tra Volkswagen che pedinano, artiste che si esprimono nude, nichilisti, danzatori sovrappeso e audiocassette con il canto delle balene i Coen non dimenticano di affondare la lama della loro ironia nella società che li circonda.
George Bush padre e la prima guerra con l'Iraq, il ricordo del Vietnam che ossessiona Walter, l'ebraismo, le fondazioni umanitarie sfruttate da persone senza scrupoli entrano a far parte di una storia che omaggia Il grande sonno di Chandler/Hawks ma è innervata da un'originalità inventiva che non è mai fine a se stessa e sa essere irriverente (vedi lo spargimento delle ceneri) senza perdere il senso della misura.
Los Angeles inizio anni '90. Un pigro hippie dedito ai white russian e alle sfide a bowling con gli amici rimane coinvolto in un caso di rapimento a causa di uno scambio di persona dovuto ad omonimia. Da quel momento si verificheranno una serie di eventi tragicomici. In breve la trama è quella riassunta sopra ma un film come questo non viaggia al pari della trama ma a un livello superiore. [...] Vai alla recensione »
Gran film americano, strepitoso e velenoso, ricco d'inventiva, d'intelligenza e divertimento, d'originalità e stile: Il grande Lebowski dei fratelli Coen (Joel regista, Ethan produttore, tutt'e due sceneggiatori, tutt'e due quarantenni) è il ritratto d'un ex ragazzo degli Anni Settanta e della città di Los Angeles ("dopo averla vista, puoi morire senza pensare che Dio t'abbia fregato") nel 1991 della [...] Vai alla recensione »