Il castello nel cielo

Film 1986 | Animazione, Film per tutti 124 min.

Titolo originaleTenku no shiro Rapyuta
Anno1986
GenereAnimazione,
ProduzioneGiappone
Durata124 minuti
Regia diHayao Miyazaki
Uscitagiovedì 27 luglio 2023
TagDa vedere 1986
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti
MYmonetro 3,70 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Hayao Miyazaki. Un film Da vedere 1986 Titolo originale: Tenku no shiro Rapyuta. Genere Animazione, - Giappone, 1986, durata 124 minuti. Uscita cinema giovedì 27 luglio 2023 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 3,70 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 24 luglio 2023

Per sfuggire ai pirati dell'aria, Sheeta cade da un aereo sulle braccia di Pazu, recando con sé un segreto legato all'esistenza di una misteriosa città, Laputa. In Italia al Box Office Il castello nel cielo ha incassato 598 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,70/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,82
PUBBLICO 3,78
CONSIGLIATO SÌ
La favola più avventurosa di Miyazaki, alla ricerca di una città nel cielo dove tutto può accadere.
Recensione di Emanuele Sacchi
Recensione di Emanuele Sacchi

Per sfuggire ai pirati dell'aria la giovane Sheeta cade da un aereo, ma si salva levitando nell'aria e atterrando dolcemente tra le braccia di Pazu, un giovane minatore che decide di prendersi cura di lei. Mentre si susseguono i tentativi di catturare Sheeta e la misteriosa pietra che la ragazza porta al collo, cresce la consapevolezza che Sheeta nasconda dei segreti che vanno ben oltre quel che l'apparenza sembri indicare, legati a una misteriosa città nel cielo, Laputa, di cui si favoleggia l'esistenza.
Per molti versi Il castello nel cielo, meglio noto con il titolo originario di Laputa tra i fan del sensei dell'animazione nipponica, rappresenta l'epitome del Miyazaki-pensiero, oltre che uno dei suoi esiti più ragguardevoli. I temi portanti della poetica del regista sono presenti al gran completo, dall'abnegazione e dedizione al lavoro come passaggio essenziale per la maturazione dell'individuo al sostanziale pessimismo sulla natura umana, vista come inevitabilmente contrastante con le esigenze della natura nel suo complesso; per concludere con l'ossessione per il volo e la libertà insita nell'astrazione dal mondo a bordo di un velivolo, punto d'osservazione privilegiato. Ciò nonostante Laputa rimane un unicum nel corpus miyazakiano, che mai come qui si affida a un vero e proprio action hero, come l'indomito Pazu, alle prese con dei nemici che non sono i consueti spiriti birboni o dei poco di buono un po' confusi, ma veri e propri villain ad alto livello di pericolosità (e che muoiono, fatto piuttosto raro nella filmografia del sensei). Quasi che Il castello nel cielo costituisse un trait d'union tra gli inizi nella serialità per la Tv - Pazu ricorda le fattezze di Conan e la vicenda presenta alcuni punti di contatto con Lupin III: Il castello di Cagliostro - e l'epopea dello Studio Ghibli.
In Il castello nel cielo è come se Hayao avesse voluto convogliare il senso dell'avventura classica nel suo complesso, convogliando influenze e aspirazioni per elaborare la sua summa definitiva; citazioni letterarie come quella ovvia di Swift (Laputa era una città del cielo de I viaggi di Gulliver) che si mescolano con i miti del continente perduto e tecnologicamente avanzato.
Laputa come una novella Atlantide, luogo ideale per rappresentare la parabola della corruzione della natura umana, inevitabilmente incline al possesso e al perseguimento del potere, come fu per la Babilonia della Bibbia o la Nûmenor di Tolkien, entrambe punite dalla collera divina. Laputa è insieme Eden irraggiungibile (e come tale celato all'umanità) e porta dell'inferno, per la doppia e distruttiva natura che reca in sé; come la Gerusalemme di Dante situata sopra la bocca dell'Inferno, in un contrasto di Bene e Male che è anche convivenza di Yin e Yang. La durata di due ore abbondanti evidenzia lo sforzo di voler abbracciare tutti i temi possibili, senza tralasciare, naturalmente, neanche l'amore, mai così vicino a rendersi palese, fermato solo dalla tenera età scelta per i due protagonisti Pazu e Sheeta, costantemente disposti al sacrificio individuale per il bene dell'altro, inscindibili (come sottolinea l'evidente metafora della sequenza che li vede legati assieme).
Per alcuni il vertice della sua poetica e il momento in cui Miyazaki ha dimostrato di saper padroneggiare una gamma più ampia del consueto di generi, anche contrastanti; per tutti indiscriminatamente, invece, un momento fondamentale per comprendere il senso dell'avventura nell'era del "già detto" e le potenzialità ad infinitum e ab infinito dello storytelling, attraverso il superamento di limiti comunemente autoimposti.

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Recensione di Andrea Chirichelli

Ispirato a Swift e a Verne, il primo lungometraggio prodotto dallo Studio Ghibli (nato per volontà dello stesso Miyazaki e punto di riferimento per tutti gli appassionati di animazione del mondo) narra la vicenda di due ragazzi (Pazu e Sheeta) e della loro ricerca dell'isola/fortezza volante di Laputa. In questa rierca sono aiutati da una banda di pirati alquanto strampalati e guidati da una terribile nonnetta e dal ciondolo di Sheeta, una pietra magica contenente una straordinaria energia proveniente dall'isola stessa. Nonostante l'ambientazione tecnologica e avventurosa, anche in Laputa il tema ambientalista è dominante: la fortezza resta disabitata e accoglie al suo interno una natura selvaggia e incontaminata ed i cattivi di turno fanno una brutta fine. Come in tutti i film del regista colpisce l'approfondimento psicologico dei personaggi, la sublime tecnica realizzativa e l'abilità di Miyazaki nell'alternare scene drammatiche e momenti leggeri e divertenti. Il protagonista maschile è ricalcato sia nei tratti somatici che in quelli caratteriali sull'immagine di un altro eroe miyazakiano, Conan, protagonista di una serie animata di successo e più volte trasmessa anche in Italia.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 30 aprile 2012
Elia Andreotti

Poesia. Questo è il primo termine che viene in mente ai tanti fan del regista giapponese al sentire pronunciare il nome Miyazaki. Tutti i film del genio orientale si sono rivelati dei veri successi, apprezzatissimi nella terra natale ma anche qui da noi. Nel lontano 1985, all'epoca in cui Miyazaki non aveva ancora raggiunto la notorietà, venne fondato dallo stesso regista lo studio [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Maurizio Acerbi
Il Giornale

A guardare questo film di Miyazaki datato 1986, cresce la nostalgia per un certo lirismo nella descrizione dei personaggi che, negli anni successivi, è diventata, soprattutto in Occidente, merce rara. Qui, la protagonista è la giovanissima Sheeta, braccata da pirati e militari a causa di un ciondolo che pare collegato alla leggendaria Laputa, la città misterìosa sospesa nell’aria e piena di tesori. [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
mercoledì 26 luglio 2023
 

Regia di Hayao Miyazaki. Da giovedì 27 luglio al cinema. Guarda il trailer »

GALLERY
giovedì 12 aprile 2012
 

Il cinico colonnello Muska tiene la giovane Sheeta prigioniera a bordo di un'aeronave diretta verso la fortezza Tedis. Durante il viaggio, il velivolo viene attaccato da una banda di pirati, intenzionati a rubare il ciondolo d'intestimabile valore che [...]

VIDEO
giovedì 29 marzo 2012
Nicoletta Dose

Il sensei dell'animazione giapponese Hayao Miyazaki, realizzando Il castello nel cielo nel 1986, vinse la sua sfida personale. Lo studio Ghibli, fondato insieme al collega Isao Takahata, si affermò come il più importante riferimento per la cultura dei [...]

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