Amadeus

Film 1984 | Drammatico, +16 158 min.

Regia di Milos Forman. Un film Da vedere 1984 con Tom Hulce, F. Murray Abraham, Roy Dotrice, Elizabeth Berridge, Simon Callow. Cast completo Genere Drammatico, - USA, 1984, durata 158 minuti. Uscita cinema lunedì 24 marzo 2025 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,22 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 19 marzo 2025

Nella Vienna gaia e libertina del '700 il giovane Wolfgang Amadeus Mozart (Hulce), sboccato, gaudente e volgare, incanta con l'originalità e la grandezza della sua musica la corte illuminata di Giuseppe II. Il film ha ottenuto 10 candidature e vinto 8 Premi Oscar, ha vinto 2 Nastri d'Argento, ha vinto 2 David di Donatello, 5 candidature e vinto 4 Golden Globes, In Italia al Box Office Amadeus ha incassato 108 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
4,22/5
MYMOVIES 4,33
CRITICA
PUBBLICO 4,11
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un grande film biografico di forte impatto. Con una colonna sonora straordinaria.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 19 marzo 2025
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 19 marzo 2025

1823. L'ormai anziano compositore Antonio Salieri tenta il suicidio autoaccusandosi della morte di Mozart avvenuta il 5 dicembre 1791. Tradotto nel locale ospedale psichiatrico riceve la visita di un sacerdote che intende confessarlo. A lui racconterà la lunga vicenda di amore-odio che ha legato tutta la sua vita a quella di Amadeus.

Un grande film biografico che mette a confronto due personalità del mondo della musica classica distanti anni luce l'una dall'altra in quanto a genialità ma inestricabilmente vicine.

La leggenda (con molti agganci alla realtà) della rivalità tra Salieri e Mozart risale a pochi anni dopo la scomparsa del compositore italiano deceduto nel 1825. È infatti del 1830 l'opera teatrale di Alexander Puskin dal titolo "Mozart e Salieri" in cui Salieri uccide Mozart. Il testo verrà messo in musica nel 1898 da Nikolai Rimsky-Korsakov e verrà a sua volta adattato per lo schermo da Viktor Tourjansky nel 1914.

La storia di questo confronto desta l'interesse di Peter Shaffer, drammaturgo e sceneggiatore che nel 1979 riprende l'idea di base del lavoro di Puskin mettendo in scena uno spettacolo che ottiene un successo che lo porta a ricevere il Tony Award nel 1981. Nasce quindi la collaborazione con Miloš Forman che è reduce dal successo di due film che hanno avuto uno stretto rapporto con la musica, anche se di altro genere: Hair e Ragtime.

L'impianto narrativo è costruito su una lunga serie di flashback e su alcune significative elisioni rispetto al testo teatrale di Shaffer che ne è comunque lo sceneggiatore. Si omette l'adesione del compositore austriaco alla Massoneria così come si elimina una tendenza infantile di Mozart alla scatologia e si cancella la presenza (seppure muta) della moglie di Salieri facendogli fare un voto di castità che finisce progressivamente per alludere a una sua tensione omoerotica nei confronti di Mozart.

Ne nasce un film in cui il soundtrack è ovviamente straordinario ma di forte impatto è anche la costruzione narrativa. Perché ciò che di fatto muove Salieri è la consapevolezza della propria mediocrità dinanzi alla genialità assoluta (estremamente significativa la scena in cui scopre che Mozart scrive le partiture senza operare la benché minima correzione) sulla cui base muove una violenta accusa a Dio desiderando la fine del rivale. Uno dei massimi esperti in materia di valutazione dei vizi capitali (papa Francesco) ha una volta definito l'invidia come il più perverso. Perché se gli altri sei vizi apportano un vantaggio diretto a chi li pratica l'invidia vuole solo la distruzione dell'altro.

L'intero sviluppo delle vite parallele di Salieri e Mozart viene costruito su questa base mostrando che alla fine il compositore italiano non guadagna direttamente nulla dalla morte del rivale di cui si ritiene responsabile. Sul piano interpretativo Murray Abraham (Oscar quale miglior attore protagonista) si confronta (sostenendo praticamente due ruoli: il Salieri vecchio e quello nel pieno della maturità) con un Tom Hulce alla prima prestazione impegnativa. Di lui restano nella memoria l'irruenza, e un misto di ingenuità di carattere e di genialità assoluta (si veda la scena in cui difende davanti all'imperatore Giuseppe il suo "Le nozze di Figaro"). Con il valore aggiunto della sua inimitabile risata.

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Intelligente e ricercatissimo film insignito di 7 premi Oscar.

Nella Vienna gaia e libertina del '700 il giovane Wolfgang Amadeus Mozart (Hulce), sboccato, gaudente e volgare, incanta con l'originalità e la grandezza della sua musica la corte illuminata di Giuseppe II. Antonio Salieri (Abraham), il musicista di corte, disprezza Mozart pur riconoscendone il genio, lo invidia e giunge ad odiarlo, consapevole di essere destinato a rimanere un mediocre e a venire dimenticato. Mozart morirà giovane, ma diverrà immortale. Squisito, intelligente, ricercatissimo film, girato da Forman nella sua Praga e insignito di ben sette premi Oscar, tra i quali: allo strepitoso Abraham, al film, al regista, alla sceneggiatura e all'art direction.

Recensione di Stefano Lo Verme

Vienna, 1781. Wolfgang Amadeus Mozart, un musicista rozzo e sfacciato, ma dotato di un talento assolutamente unico, conquista il favore dell'Imperatore Giuseppe II grazie alla sua musica sublime; ma il clamoroso successo del giovane Mozart provoca la terribile invidia del compositore di corte, Antonio Salieri, il quale ricorrerà ad ogni mezzo pur di liberarsi per sempre del suo rivale.
La storia di Wolfgang Amadeus Mozart: nato a Salisburgo nel 1756, scrisse la sua prima melodia a quattro anni e la sua prima opera a dodici; morì nel 1791, a soli 35 anni, in circostanze ancora misteriose, e il suo corpo venne seppellito in una fossa comune. Nell'arco di un secolo, sarebbe diventato il più celebre compositore di tutti i tempi. Amadeus, il grandioso capolavoro diretto nel 1984 dal regista ceco Milos Forman (Qualcuno volò sul nido del cuculo), non si pone l'obiettivo di raccontare una semplice biografia di questo leggendario personaggio, né tantomeno quello di ricostruire con intento documentaristico gli ultimi anni della sua vita. Al contrario, il film prende spunto dagli oscuri retroscena legati alla morte di Mozart per delineare un indimenticabile ritratto dell'uomo che con la sua musica seppe incantare il mondo intero e del suo acerrimo avversario, Antonio Salieri, affascinato ed al tempo stesso infuriato di fronte all'inarrivabile talento del suo giovane collega.
Ambientato nel sontuoso scenario della Vienna imperiale di fine Settecento, splendidamente ricostruita a Praga attraverso le scenografie di Patrizia von Brandenstein, il film è tratto dall'omonimo, fortunatissimo dramma teatrale di Peter Shaffer, che ha curato anche l'adattamento per la versione cinematografica di Forman. L'intera vicenda è ricostruita in flashback tramite il racconto del maestro Salieri, ormai anziano e succube della propria follia, che dalla cella del manicomio nel quale è rinchiuso rievoca gli eventi di un passato che non ha mai cessato di tormentarlo. Straordinarie le prove dei due protagonisti: l'istrionico Tom Hulce nella parte di Mozart, un ragazzo sgraziato e volgare, il quale però è capace di creare dal nulla una musica meravigliosa, "la voce di Dio"; ed il fenomenale F. Murray Abraham, premiato con l'Oscar e il Golden Globe come miglior attore, che regala una superba interpretazione nel ruolo del maestro Antonio Salieri, ossessionato dalla coscienza della propria inesorabile mediocrità di fronte al genio del suo rivale e pronto a dichiarare guerra perfino a Dio, spinto da un feroce desiderio di vendetta. Ed è appunto dall'insanabile contrasto fra questi due personaggi opposti e complementari che nascono alcune delle scene più memorabili del film, come il drammatico finale in cui Mozart, sul letto di morte, detta a Salieri le note della Messa da Requiem, destinata purtroppo a rimanere incompiuta. Fra i momenti da ricordare, meritano di essere citate inoltre le spettacolari rappresentazioni delle più famose opere teatrali di Mozart, da Le nozze di Figaro a Il flauto magico al Don Giovanni.
Accolto dal consenso entusiastico della critica e del pubblico, e vincitore di otto premi Oscar (miglior film, regia, attore, sceneggiatura, scenografia, costumi, sonoro e trucco) e di quattro Golden Globe, Amadeus è una pellicola intensa ed emozionante in cui ogni elemento, dalla perfetta ricostruzione formale alla magistrale regia di Forman, dalle eccellenti performance degli attori all'uso sapiente delle sinfonie di Mozart all'interno della narrazione, contribuisce a dar vita ad un magnifico connubio di musica e magia, di cinema ed arte. Nel 2002 è uscita nelle sale (e in seguito in dvd) una nuova versione del film della durata di quasi tre ore, con l'inclusione di alcune scene inedite assenti dall'edizione originale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 12 gennaio 2010
G. Romagna

Elegante e sontuoso, Amadeus è un film biografico che racconta la vita del celebre compositore austriaco W. A. Mozart usando come soggetto, in maniera assai originale ed opportuna, l'omonimo spettacolo teatrale di P. Shaffer in cui a narrare gli avvenimenti salienti dell'esistenza del musicista è il suo più grande rivale-ammiratore, il compositore italiano della corte [...] Vai alla recensione »

Frasi
Si, è vero, sono volgare, ma vi garantisco che la mia musica non lo è.
Una frase di Wolfgang Amadeus Mozart (Tom Hulce)
dal film Amadeus
NEWS
[LINK] EVENTO
venerdì 8 marzo 2024
 

Il film dedicato a Mozart, con la colonna sonora eseguita dal vivo dall’Orchestra Sinfonica e dal Coro Sinfonico di Milano. Vai all'articolo »

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