I cannibali [1]

Film 1969 | Drammatico +16 95 min.

Regia di Liliana Cavani. Un film con Britt Ekland, Tomas Milian, Delia Boccardo, Marino Masé, Pierre Clémenti, Sergio Serafini. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 1969, durata 95 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16

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Il mito di Antigone modernizzato. Il Potere ordina che i morti caduti durante una sommossa siano lasciati insepolti.

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L'Antigone secondo Liliana Cavani.
Roberta Montella
Roberta Montella

Il tocco provocatorio di Liliana Cavani racconta "L'Antigone" attraverso la macchina da presa. In pieno clima di contestazione la tragedia di Sofocle prende vita nelle strade di Milano del 1969. La regista riscopre l'antica Grecia e la capacità dei suoi autori di raccontare storie universali e attuali.
Il film inizia con una sequenza tanto agghiacciante quanto violenta: quattro bambini vengono fucilati senza alcun motivo davanti allo sguardo impressionato di Tiresia. Il giovane straniero si avvia verso le strade della città osservando i corpi privi di vita di ragazze e ragazzi, repressi durante le sommosse e lasciati marcire per terra, per ordine dello Stato. "Morte a chi seppellisce i corpi dei ribelli", si legge ad ogni angolo. Tiresia è affranto. In un bar incontra Antigone, ragazza dell'alta borghesia, pronta ad infrangere la legge pur di seppellire il corpo del fratello. Perfino la famiglia è contraria alla sua idea. Ma Tiresia è pronto ad aiutarla. Emone, fidanzato di Antigone e figlio del primo Ministro non è d'accordo con la decisione della ragazza. Poi, anche lui si converte alla causa, e accusa per primo il padre, tanto attaccato alle "sue" leggi da non rischiare di sovvertire l'ordine prestabilito. Milian, interprete di Emone, è perfetto nella parte di colui che, ormai conscio dell'empietà del governo, vuole regredire allo stato di animale.
La Cavani usa l'opera di Sofocle per narrare una comunità che ha completamente smarrito il suo spirito religioso, autentico e naturale. Le regole della civiltà sono imposte da leggi che non hanno più rispetto per l'uomo e per il suo animo. Alcune sequenze chiave lasciano lo spettatore folgorato: un prete benedice i cadaveri, preceduto da un'autobotte che spruzza acqua; uomini nudi si inginocchiano e camminano gattoni solo per volere di un bambino vestito da ufficiale; Tiresia che, arrestato, viene esibito come un animale davanti alle telecamere televisive. In maniera metaforica evidenziano tutte la differenza fra lo stato di Natura, che Antigone e Tiresia cercano di ripristinare, e quello Civile, vuoto e privo di senso: " I cannibali sono giovani o tutti coloro che, a qualsiasi età, aspirano a riconquistare la propria vera natura di uomini, il senso religioso della vita, rifiutando certi condizionamenti della cosiddetta società civile. Ricercano purezza primitiva, una sincerità dimenticata, ma la società li rifiuta perché disturbano l'ordine tutto esteriore delle sue leggi, spesso disumane", afferma la Cavani a proposito del film. È la Storia dentro la storia. È l'umanità nel volto di due giovani che corrono nudi, indifesi, inseguiti dai poliziotti del Potere. Il disagio e la rabbia nei confronti di chi governa è un messaggio di cambiamento. La transizione storica è in atto, ora (1969) come allora (IV sec. A.C.). Stessi sentimenti, stessi risultati. La regista usa sapientemente un registro diverso a seconda del contenuto. Le soluzioni visive alternate e accattivanti descrivono in maniera efficace la tensione del presente all'interno di una tragedia classica. Grazie alle musiche di Ennio Morricone, lo spettatore è in grado di immergersi del tutto in quell'atmosfera di speranza ed illusione che ha caratterizzato gli anni '60. Il tema musicale insiste sui personaggi, diventando un carattere distintivo della loro presenza davanti all'obiettivo.
Il finale è cruento, eppure lascia intravedere un contagio di altruismo che darà coraggio ad altri giovani. L'indifferenza è il primo passo da superare per combattere chi, da sempre, tenta di disumanizzare la comunità.

Sei d'accordo con Roberta Montella?

Il mito di Antigone modernizzato (male). Il Potere ordina che i morti caduti durante una sommossa siano lasciati insepolti. Antigone, invece, con l'aiuto di Tiresia, un misterioso straniero, compie la sua opera di pietà dando sepoltura al fratello. Ma il Potere ucciderà anche i due seppellitori. Altri giovani, però, prenderanno esempio dai due nuovi morti per continuare la loro opera. È il terzo film della Cavani.

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Le strade di una metropoli moderna (Milano) sono sparse dei cadaveri di una rivolta giovanile; la gente, indifferente e frettolosa, cammina tra loro evitando di toccarli; la legge dello Stato lo proibisce, pena la morte. La giovane Antigone decide di dar sepoltura al fratello, contro il parere dei familiari e del fidanzato Emone, figlio del primo ministro. La aiuta Tiresia, giovane straniero che parla in una lingua sconosciuta e disegna sui muri un paese. Ispirato all'Antigone (441 a.C. ca) di Sofocle. Mitico più che politico, onirico più che realistico, qua e là ridondante nel macinio dei suoi simboli, impregnato di un raro sentimento di pietà e di dolore misti a rabbia civile, ha forse il torto di aver contrapposto alla fiera ostinazione di Antigone non l'empietà dello Stato moderno in generale, "bensì una specie di orwelliano 1984 capitalista." (Alberto Moravia). Fotografia (Techniscope): Giulio Albonico; musiche: Ennio Morricone. Gianni Amelio aiutoregista.

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In un imprecisato prossimo futuro, un regime liberticida tenta di prevenire ogni forma di contestazione vietando la sepoltura dei ribelli uccisi durante i violenti scontri a fuoco con le forze dell'ordine. I cadaveri dei rivoltosi, disseminati per le strade, devono costituire monito alla cittadinanza, istigando alla delazione e distogliendo i sovversivi da nuovi propositi insurrezionali. Ma la giovane Antigone (Britt Ekland) decisa, contro il parere della famiglia, a seppellire il fratello caduto durante una sommossa, trasgredisce il divieto e insieme ad un ragazzo straniero, Tiresia (Pierre Clémenti), dà nascostamente sepoltura anche ad altre salme. Scoperti e condannati come terroristi, i due sono condotti a morte, ma il loro generoso gesto convincerà schiere di giovani ad uscire dalle case per continuare l'opera in aperta sfida al potere.
Liliana Cavani rintraccia nell'Antigone di Sofocle gli elementi per una riflessione sulla contestazione del '68 cogliendo, secondo un'ottica umanistica, nella verginità mentale dei giovani - e non nell'ideologia - la sola, vera forza trainante verso una società a dimensione d'uomo. La Cavani ambienta il racconto tra le strade e le piazze di una spettrale Milano, in un futuro ipoteticamente molto vicino, ma il "messaggio" che intende suggerire travalica qualsiasi situazione temporale indirizzandosi contro ogni forma di violenza istituzionalizzata che imprigiona l'individuo in rigidi e alienanti modelli comportamentali e culturali ed imbriglia il senso critico, rendendolo funzionale al potere. Stato, famiglia, ideologia possono essere messi in crisi soltanto attraverso un'azione che scaturisca con immediatezza da un credo interiore, lontano dalle speculazioni intellettualistiche e fuori dai limiti della parola. Tiresia è, in questo senso, il personaggio più emblematico del film: viene dall'esterno, non è psicologicamente condizionato, si esprime attraverso il gesto e il segno quasi a recuperare il significato universale di un mito o di una religiosità delle origini.Film dichiaratamente "fuori situazione e fuori tempo", tragico ed inquietante, crudamente realistico, I cannibali divise la critica più schierata che lo considerò ambizioso nell'ispirazione letteraria e irrisolto nelle tesi, anche a paragone di altre opere di impegno politico prodotte nello stesso periodo.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 2 gennaio 2011
weachilluminati

lettura definitiva.La tragedia greca Antigone  di Sofocle che fu rappresenta ad Atene nel 442 a.C. che, sinteticamente, rappresenta li dramma conseguente ad un negato  diritto alla sepoltura del potere costituito, diviene lo spunto ed  ispirazione per il progetto artistico di Liliana Cavani  “i cannibali”del 1969.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Oggi in una città europea. C’è stata una rivolta domata nel sangue. I vincitori, per incutere timore e dare un esempio, vietano, pena la morte, che i corpi dei vinti siano sepolti. Ma Antigone, con l’aiuto di un misterioso straniero che parla una lingua ignota e disegna pesci sui muri, decide di seppellire egualmente il fratello Polinice. La inseguono.

Adelio Ferrero
Cinema Nuovo

Analogo, anche se più ambizioso (e mistificato), il caso della Cavani. Ne I cannibali ci sono infatti molti film, o meglio, spezzoni e ricordi di altri film: rivediamo certi interni un po' sospesi e trasognati di Teorema e la sistematica distruzione di uomini e cose che si compie ogni giorno nelle città del capitale come la descriveva Godard in Alphaville o Week-end.

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