Hiroshima mon amour

Film 1959 | Drammatico, +16 91 min.

Anno1959
GenereDrammatico,
ProduzioneFrancia
Durata91 minuti
Regia diAlain Resnais
AttoriEmmanuelle Riva, Bernard Fresson, Eiji Okada .
Uscitalunedì 28 aprile 2014
TagDa vedere 1959
DistribuzioneCineteca di Bologna
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,88 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alain Resnais. Un film Da vedere 1959 con Emmanuelle Riva, Bernard Fresson, Eiji Okada. Genere Drammatico, - Francia, 1959, durata 91 minuti. Uscita cinema lunedì 28 aprile 2014 distribuito da Cineteca di Bologna. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,88 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 13 marzo 2014

Argomenti:  Oppenheimer

Lei è francese, ha avuto un tragico amore con un soldato tedesco che l'ha portata alla disperazione ma, almeno apparentemente, ha superato quel periodo angoscioso. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, In Italia al Box Office Hiroshima mon amour ha incassato 58,8 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,88/5
MYMOVIES 3,67
CRITICA
PUBBLICO 4,09
ASSOLUTAMENTE SÌ
v
Un'opera che consente al suo autore di sperimentare le potenzialità del cinema.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Una donna francese e un uomo giapponese hanno trascorso la notte insieme. Lei è a Hiroshima per girare un film come attrice. Sono entrambi felicemente sposati e lei deve ripartire il giorno successivo per la Francia. Tra di loro e il momento in cui dovranno lasciarsi si insinua il passato recente della città devastata dalla bomba atomica americana e quello prossimo di lei giovane ragazza di Nevers che si innamora di un tedesco nella Francia occupata.
Alain Resnais, al suo esordio nel lungometraggio, realizza un'opera destinata a lasciare un segno imperituro nella storia del cinema. Il regista aveva realizzato un rigoroso e penetrante documentario sull'Olocausto (Notte e nebbia) e la produzione gli chiese di replicare l'esperienza riflettendo sul nucleare. Ma Resnais non era e non è mai stato regista disposto a ripetersi e quindi, dopo più di tre mesi di preparazione con un intellettuale conoscitore profondo della cultura nipponica, opta per un film di finzione. Cerca quindi la collaborazione di una scrittrice per giungere a una sceneggiatura che, come avrà modo di dichiarare nel corso di un'intervista, gli consenta di "opporre il lato enorme, mostruoso, fantastico di Hiroshima, alla minuscola piccola storia di Nevers, che ci è rinviata attraverso Hiroshima, come la luce fioca di una candela è rinviata ingrandita e rovesciata dalla lente". Superate le ipotesi Françoise Sagan e Simone de Beauvoir sarà Marguerite Duras a fornirgli quella struttura che mescola la memoria con la cancellazione del passato, Hiroshima e Nevers, la coppia che si è momentaneamente formata e quanto non è possibile eliminare dalle reciproche vite, la Storia e le storie. E' il funzionamento della mente che si fonde con il sentimento e l'istinto quello che percorre un'opera il cui autore sperimenta, nel senso più pieno ed efficace del termine, le potenzialità del cinema. Il rapporto tra le immagini e il suono, ad esempio, è spesso spiazzante. I suoni dell'Hiroshima dell'"oggi" vengono sovrapposti alle inquadrature sulla Nevers dell'occupazione nazista per fornire la sensazione dell'irrompere del ricordo all'interno dell'attuale relazione ma può accadere anche il contrario. Così come al tempo e allo spazio viene negata la linearità in favore di una continuità tra l'ieri e l'oggi, tra Nevers e Hiroshima. Di fronte a un amore 'proibito' e all'indicibile violenza del massacro nucleare Resnais voleva porre lo spettatore dinanzi a quella che definiva "la grande contraddizione (che) consiste nel fatto che abbiamo il dovere e la volontà di ricordarci, ma siamo obbligati a dimenticare per vivere". Ci è riuscito con una profondità e uno stile inarrivabili.

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a cura della redazione

Una mano di donna accarezza, palpa e graffia una spalla maschile. Su un letto, strettamente abbracciati, due corpi si stringono con i movimenti lenti e ciechi delle meduse, dei serpenti, delle foglie spostate dal vento. La donna è francese, venuta a Hiroshima per girare un film. Hanno passato la notte insieme. È la mattina. Disteso sul ventre, l'uomo si è assopito. La sua mano si muove lentamente, come in un sogno. La donna lo guarda intensamente. A Nevers, su una strada inondata dal sole, nella medesima posizione, un soldato è disteso. La sua mano è animata dai movimenti incerti dell'agonia. Questo tedesco fu il suo primo amore. «Negli amori casuali nasce qualche volta la voglia di amare». Parlano: lui è sposato e felice, lei è sposata e felice. L'amore sorge tra di loro, ed essi sanno che non potrà iscriversi nel mondo ordinato della loro vita.
La donna riparte il giorno dopo per la Francia. Restano loro solo 24 ore per fuggirsi e ricercarsi nelle strade, nelle piazze, nei caffé, nelle camere, nelle sale di attesa, 24 ore per riconoscere con l'altro il viso dell'amore e la sua impossibilità. Nevers, Hiroshima, Nevers. Il presente, il passato si confondono. Un solo tempo esiste, quello, attuale, dell'incontro. Come a 18 anni attraverso i prati ed i boschi di dicembre, le strade d'aprile, nelle grange e nelle rovine, lei correva a ritrovare il proprio amante! Ah! Come fu giovane a Nevers. Ah! Come fu folle a Nevers. Da legare. Da chiudere in una camera. Da imprigionare in una cantina per nascondere a questa città tranquilla la vergogna di una felicità non difendibile. Ubriaca, davanti a tutti, perduta nel fondo di un caffé, nel pieno della notte, si dà così all'uomo che l'ascolta, nella memoria risorta di questo amore. Per poter vivere bisogna dimenticare: Hiroshima, la morte atomica, quell'amore e questo. Un giorno, una notte, si sono legati a questo tempo così breve di cui non possono far uso, da cui non possono sfuggire. Ma è abbastanza per dimostrare che l'istante che permette la totale coincidenza di due corpi nell'abbraccio contiene anche la distanza lacerante che nulla può, al limite, abolire tra due esseri.
Marguerite Duras

Recensione di Stefano Lo Verme

Un'attrice francese si trova a Hiroshima per girare un film pacifista; mentre è in città, la donna ha un'ardente relazione con un architetto giapponese. Ma il loro rapporto, breve e appassionato, rievoca alla memoria di lei il ricordo di un amore sfortunato che, durante la guerra, l'aveva legata a un giovane soldato tedesco nella Francia occupata dai nazisti, e che si era concluso tragicamente.
Due corpi nudi avvinghiati l'uno all'altro, intervallati dalle immagini degli orrori di Hiroshima. La macchina da presa si sofferma sulla pelle dei due amanti, mentre una voce fuori campo dichiara "Non hai visto niente a Hiroshima". Alle sale e ai corridoi del museo di Hiroshima segue la luce abbagliante che si riverbera fra i resti della città, nelle stesse strade in cui la prima bomba atomica sviluppò un inferno da diecimila gradi che avrebbe provocato 100.000 morti nell'arco di un secondo, dissolvendo ogni cosa intorno a sé. In circa 15 minuti, il regista Alain Resnais ci presenta uno dei più indimenticabili incipit nella storia del cinema, per uno dei film-simbolo della sua carriera. Tratto da un romanzo della nota scrittrice Marguerite Duras, che ne ha anche firmato la sceneggiatura, Hiroshima mon amour è stato il primo lungometraggio di Resnais, già autore dell'apprezzato documentario Notte e nebbia (1956), sul dramma dell'Olocausto, e resta ancora oggi uno dei massimi capolavori della cinematografia francese.
Presentato al Festival di Cannes del 1959, il film è considerato il capostipite della Nouvelle Vague (insieme con I quattrocento colpi di Truffaut, uscito nello stesso anno), grazie al suo stile assolutamente innovativo, sia per quanto riguarda le scelte registiche, sia per l'originalità del montaggio e della costruzione narrativa. L'intensa passione fra due personaggi senza nome, un'attrice francese (Emmanuelle Riva) ed un architetto giapponese (Eiji Okada), consumata nel corso di un giorno e mezzo, si intreccia con la tragedia di Hiroshima, la città devastata dall'esplosione della bomba atomica, e con la consapevolezza che "tutto ciò si ripeterà". Ma Hiroshima mon amour è innanzitutto un film sul tempo e sulla memoria, i due temi che costituiscono l'essenza più profonda della pellicola. Grazie ad un formidabile uso dei flashback, Resnais costruisce il suo film come un viaggio nell'animo della protagonista, che durante il soggiorno a Hiroshima si trova a rivivere i dolorosi ricordi della sua adolescenza.
Ed è così che presente e passato si fondono l'uno con l'altro, in un continuo susseguirsi di salti temporali, secondo le regole del flusso di coscienza. La relazione fra la protagonista ed il suo amante, in una Hiroshima ancora segnata dalle ferite della guerra, rievocherà alla mente della donna i giorni trascorsi da ragazza nella natia città di Nevers, e il suo amore proibito per un giovane tedesco all'epoca della guerra. Hiroshima mon amour diventa dunque anche una commovente riflessione sul dolore e sulla solitudine, nella quale la sofferenza di una singola persona viene messa in rapporto con quella di un'intera nazione, e in cui realtà e immaginazione, memoria ed oblio, amore e morte formano una serie di contrasti che si rispecchiano nel conflitto interiore del personaggio interpretato dalla Riva. Da antologia la colonna sonora composta da Georges Delerue e Giovanni Fusco e la bellissima fotografia in bianco e nero di Sacha Vierny.

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Recensione di Stefano Lo Verme

Lei è francese, ha avuto un tragico amore con un soldato tedesco che l'ha portata alla disperazione ma, almeno apparentemente, ha superato quel periodo angoscioso. Si è sposata e ha dei figli. Arriva a Hiroshima per girare un documentario sulla città distrutta dall'atomica e incontra un giovane architetto giapponese che lavora per la ricostruzione della città. I due si innamorano e la loro breve relazione serve alla donna per rivivere, e raccontare, l'orrore della guerra. Le immagini suggerite dalla memoria della donna si alternano alla straziante visione della città, ancora bruciata.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 13 giugno 2022
darkglobe

Una donna francese si ritrova ad Hiroshima per girare un documentario sulla pace. Incontra per caso un architetto giapponese che diventa suo amante per due giorni. Lui e lei sono entrambi sposati e provengono da esperienze matrimoniali all’apparenza felici. Gli orrori di Hiroshima, subiti anche dai parenti di lui, si ricollegano agli orrori dell’inquieto passato di lei a Nevers.

Frasi
Se potessimo fare pubblicità alla pace come a un detersivo, allora forse... chissà...
Dialogo tra Lui (Eiji Okada) - Lei (Emmanuelle Riva)
dal film Hiroshima mon amour
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