36ª edizione del Torino Film Festival, il programma dei 39 film genere documentario. Torino - 23 novembre/1 dicembre 2018. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
StelleUscitaRankTitolo
Il racconto della storia e del mondo variopinto di Cassandro. Espandi ▽
Nel variopinto mondo della Lucha Libre, Cassandro è una star, e se non indossa la tipica maschera (máscara) da luchador, è perché predilige un abito di piume sgargianti, o una mantella di broccato. Cassandro è uno sportivo professionista, ed è il re degli Exóticos, i wrestler messicani queer capaci di ribaltare ogni pregiudizio. Recensione ❯
Vota da 1 a 5 stelle
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Un documentario che sfugge a ogni ordine e pianificazione, che insegue il fantasma di una storia che rischia di rimanere un desiderio incompiuto. Espandi ▽
Goran arriva in Italia dalla Macedonia nel 1993. In poco tempo conquista la fiducia di molti produttori di barolo, cui fornisce la manodopera. Trasferitosi a Govone, dove affitta una modesta cascina, tutto comincia ad andare nel verso sbagliato. Quando sembra non esserci più via d'uscita, decide di intraprendere un viaggio a ritroso, verso est, verso casa. Ma anche la Macedonia sembra respingerlo. Recensione ❯
Vota da 1 a 5 stelle
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
I racconti di un agronomo e due attivisti tracciano dei cammini in un paesaggio da scoprire e decifrare. Espandi ▽
Un fiume viene contaminato da una fabbrica e la popolazione si mette in marcia per non perdere la propria terra, la propria vita. Il fiume continua a scorrere ma i boschi sono ormai deserti. I racconti di due attivisti e di un agronomo disegnano mappe, tracciano sentieri e ci regalano strumenti capaci di orientarci in un paesaggio che facciamo sempre più fatica a decifrare. Recensione ❯
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Roberto Rossellini riflette sulle potenzialità della TV didattica e su particolari tecniche di recitazione. Espandi ▽
Roberto Rossellini gira Psychodrame nel 1956 per il Centre d'études de radiotélévision. La messa in scena di tre "psicodrammi" - organizzata dal professor Jacob Moreno con Anne Ancelin Schützenberger - offre a Rossellini l'occasione di riflettere su quella che può diventare una tecnica di recitazione a lui particolarmente congeniale, e in generale sulle potenzialità della tv didattica. Direttore della fotografia un giovanissimo Claude Lelouche. Restauro digitale a cura ddell'Archivio Nazionale Cinema Impresa, CSC-Cineteca Nazionale, Institut National de l'Audiovisuel in collaborazione con Museo Moreno. Recensione ❯
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
"Noi utopici siamo felici / Tutto questo durerà per sempre". Documentario, Cortometraggio - USA, Malta2014. Durata 24 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Una canzone folk e un rito pagano, una marcia religiosa e un tempio riflesso. Il blu del mare ci avvolge, siamo felici, nonostante stiamo tutti per sprofondare lentamente. Espandi ▽
Tra l'invocazione di Platone al continente perduto di Atlantide nel 360 a.C. e la risurrezione del mito grazie alla fantascienza anni Settanta, un ritratto documentario di Utopia, isola mai esistita (o forse esistente da sempre) sotto i nostri piedi fin troppo mortali. Canzoni popolari e riti pagani, marce religiose e templi riflessi nell'acqua. E tutt'attorno il mare. Anche se stiamo lentamente affondando, siamo felici e contenti... Recensione ❯
Vota da 1 a 5 stelle
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Un profilo dell'Argentina di ieri e di oggi raccontato attraverso i lavori di Oscar Masotta e le parole di Julio Cortázar. Espandi ▽
Una donna siede in una stanza aspettando di essere chiamata per un colloquio. Nel frattempo, scambia alcune parole con un uomo, anche lui in attesa. Politica, psicoanalisi e performance. Le psicosi, le incertezze, le paure dell'Argentina di ieri e di oggi, raccontate attraverso le sperimentazioni di Oscar Masotta, teorico delle avanguardie argentine tra gli anni Cinquanta e i Settanta, e un racconto di Julio Cortázar. Recensione ❯
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Il documentario d'esordio del regista messicano Pablo Sigg Espandi ▽
Il documentario ha avuto quattro anni di gestazione prima che le riprese venissero terminate e riguarda la colonia Ariana di Nueva Germania, fondata dalla sorella di Friedrich Nietzsche nel mezzo della giungla del Paraguay alla fine del XIX secolo. Nel febbraio 1886 Elisabeth Förster-Nietzsche, il marito Bernhard Förster e altre quattordici famiglie di sangue tedesco lasciarono la patria per fondare la colonia ariana Nueva Germania, nel bel mezzo della giungla del Paraguay. Più di un secolo dopo, i soli sopravvissuti diretti dell'esperienza razziale Förster-Nietzsche furono i fratelli Schweikhart. Fin dalla loro infanzia vissero in modo completamente isolato nella remota tenuta che Förster vendette originariamente alla loro famiglia. Oggi, Schweikhart, ultimo rappresentante del sogno che era Nueva Germania, conduce un'esistenza quasi biblica in un territorio la cui topografia sembra avere senso solo nell'immaginario e nell'utopia. Recensione ❯
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Negli anni '80, la regista Kristina Konrad viaggia in Uruguay e colleziona con la sua macchina da presa molte impressioni di un referendum su una controversa legge di amnistia. Questa legge dovrebbe infatti garantire l'impunità ai leader della dittatura militare. Quello che ne viene fuori è un attento esame della democrazia in Uruguay durante quegli anni. Recensione ❯
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Il contrasto rilevato da una webcam tra uno spazio devastato dalla radioattività e la bellezza della natura, nonostante tutto. Espandi ▽
Lo sguardo costante di una webcam coglie uno spazio devastato da un male invisibile come la radioattività, ma paradossalmente cattura anche la bellezza della natura dopo una catastrofe della portata di Fukushima. Gli addetti si muovono come astronauti nell'area deserta della centrale, dove l'unica presenza sembra essere quella delle sostanze radioattive che ondeggiando si disperdono nell'aria. Recensione ❯
Vota da 1 a 5 stelle
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Il regista Lacuesta ritorna sui luoghi del film La leyenda del tiempo, per scoprire ancora qualcosa sui due protagonisti. Espandi ▽
Dodici anni dopo La leyenda del tiempo, Lacuesta ritorna nei luoghi di quel film e ritrova i suoi protagonisti, i fratelli Isra e Cheito, segnati dal tempo, uno appena uscito di prigione, l'altro sbarcato dalla nave della marina per cui lavora. La camera li segue, forse inventa le loro vite, tradisce la finzione e il documentario recupera frammenti del vecchio film e incontra nelle fragilità di questi uomini la sostanza delle emozioni. Recensione ❯
Vota da 1 a 5 stelle
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Un viaggio tra mondo sensibile e realtà spirituale attraverso le pagine del diario di una veggente di Smirne. Espandi ▽
Pagine dal diario di una veggente di Smirne degli anni Settanta, temuta dalla gente come il demone turco Gulyabani, abusata dal padre, rapita da un bandito. Keltek fa di lei lo spettro di un rapporto empatico tra storia e uomo, mondo sensibile e realtà spirituale, luce e ombra, effetti ottici e immagini di repertorio. Dopo Meteorlar, mezz'ora di cinema senza confini da uno dei grandi registi dei prossimi anni. Recensione ❯
Vota da 1 a 5 stelle
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Ritratto familiare e intimo del regista De Bernardi e sua moglie, tra ricordi, emozioni, arte e quotidianità. Espandi ▽
Ritratto intimo, nella loro casa di Casalborgone, alle porte di Torino, del regista Tonino De Bernardi e di sua moglie Mariella, guide spirituali di un viaggio intrapreso da Teresa Villaverde in un mondo isolato, familiare, carico di parole e ricordi (di persone, stagioni, film). Un'opera libera, privata e per questo universale, sul rapporto fra generazioni, sulla trasmissione del sapere, sull'amore e sul legame fra arte e vita. Recensione ❯
Vota da 1 a 5 stelle
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Topo e Wera sono due deportati messicani, un tempo felici e innamorati, adesso ad un passo dalla disfatta totale. Espandi ▽
Topo e Wera sono due deportati messicani di Tijuana, si amano, si drogano, rubacchiano per sopravvivere; un tempo sono stati una famiglia, poi tutto è finito. Hue, vincitore del TFF32 con Mange tes morts, torna sui suoi Tijuana Tales e gira con occhio da documentarista un nuovo ritratto di figure emarginate e sconfitte. Empatico, complice, tenacemente sentimentale. Recensione ❯
Vota da 1 a 5 stelle
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
La storia del regista e attore Mathieu Almaric sul set di Barbara. Espandi ▽
Se Barbara era fatto di tre film in uno, questo ritratto di André S. Labarthe e Quentin Mével è il quarto film, l'immagine mancante e perfettamente complementare, quella di Mathieu Amalric regista alle prese con una grande attrice, ma anche Mathieu Amalric grande attore alle prese con una regista, perché "gli attori sanno del personaggio più del regista". Recensione ❯
Vota da 1 a 5 stelle
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Kirchheimer ritrova vecchie riprese girate insieme a Hess di una New York anni Cinquanta/Sessanta e decide di rimontarle. Espandi ▽
New York, 1958-1960. Vecchie riprese in 16mm, girate all'epoca da Kirchheimer e Walter Hess, ritrovate e rimontate. Mute, con Šostakovic e Debussy. Una rapsodia non in blu, ma in bianco e nero. La sinfonia di una città che, cantiere dopo cantiere, letteralmente sale. Recensione ❯
Vota da 1 a 5 stelle
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.