| Anno | 2016 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Gianluca Ansanelli |
| Attori | Serena Rossi, Gennaro Guazzo, Luigi Esposito (II), Rosario Morra, Giorgia Agata Giusi Cervizzi, Salvatore Misticone, Giovanni Esposito, Gianni Ferreri, Nunzia Schiano, Loredana Simioli, Antonella Lori, Clementino. |
| Uscita | giovedì 7 aprile 2016 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,50 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 27 giugno 2017
Prodotto da Alessandro Siani, il film, ambientato a Napoli, vedrà l'esordio sul grande schermo dei due comici Gigi e Ross. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Troppo napoletano ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 1,4 milioni di euro e 459 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Ciro vuole conquistare la mano di Ludovica, primo amore di scuola. Il suo terapeuta quella della madre, rimasta sola da quando il marito, popolare cantante neomelodico, è deceduto per uno stage diving andato a vuoto. Soci in affari di cuore, tra i due nasce presto un'intesa che li vede entrambi coinvolti nella veste di maldestri pretendenti.
Napoli canta Napoli. Ennesima romanticommedia "made in sud", che dall'omonimo cabaret televisivo preleva, come il recente Vita Cuore Battito, un'altra coppia di saltimbanchi, i tristanzuoli Gigi e Ross (Luigi Esposito e Rosario Morra).
In più stavolta c'è lo zampino di Alessandro Siani, Principe abusivo dell'arte partenopea qui nel ruolo di produttore. E ci sono gli scugnizzi Ciro (Gennaro Guazzo) e Ludovica (Giorgia Agata), che dei bambini che dovrebbero interpretare non hanno nulla. Si esprimono infatti come i più grandi, con cui si relazionano da pari a pari, e hanno nevrosi e malinconie da adulti complessati e infelici. A causa di una banalissima cotta per la sua compagna di banco, Ciro andrà in analisi da uno psicologo alle prime armi, nonostante un inverosimile studio da professionista navigato, che accetta i consigli del ragazzino ricciuto e tracagnotto per entrare nelle grazie della mamma avvenente (Serena Rossi).
Alla bella vedova piacciono il caffè, la pizza, i film di Totò, le commedie di Eduardo e, evidentemente, tutti gli stereotipi più consunti della napoletanità. Raffigurata, quest'ultima, con quel tanto di folclore che basta ad ottenere la dichiarazione di interesse culturale del MiBACT e della sua politica scellerata.
C'è la Napoli bene di Posillipo col palazzo Donn'Anna che si affaccia sulla splendida riviera e c'è quella precaria del rione Sanità coi vicoli e la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco con le sue capuzzelle. Che insieme convivono senza interferenze né conflitti di classe, lasciati a chi Napoli sa e vuole rappresentarla in modo verace. Napoli canta Napoli, per citare ancora Merola. Senza più un filo di voce.
SUL ‘O MMEGLIO! Ovvero … PÉTANQUE! Ovvero… ADDA’ TURNA’! Ovvero… ME’ PRORE! Ovvero… LE COSE PIU’ SO’ BELLE E PIU’… TE’ PRORE! Ovvero… LA SPAGNOLA! Ovvero… ADDO’ ME PORTA ‘O CORE! Ovvero… GRANDE FRATONE! Ovvero… ME SPARE E ME SBATTE! Un bambino, Ciruzzo [...] Vai alla recensione »
C'è Napoli e poi c'è Napoli Napoli. Così come c'è il napoletano ed il troppo napoletano. Non bisogna andare al Nord per trovare le differenze col Sud. Basta spostarsi da un quartiere all'altro della città che tutto cambia. O quasi. Il sentimento dell'amore, ad esempio, è lo stesso a qualsiasi latitudine o per qualsiasi ceto sociale. Il piccolo Ciro (Gennaro Guazzo, attore ci è nato e l'avevamo notato [...] Vai alla recensione »