| Titolo internazionale | If I Close My Eyes I'm Not Here |
| Anno | 2013 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Vittorio Moroni |
| Attori | Giorgio Colangeli, Giuseppe Fiorello, Mark Manaloto, Hazel Morillo, Vladimir Doda Anita Kravos, Elena Arvigo, Stefano Scherini, Ivan Franek, Ignazio Oliva, Enrico Bergamasco, Igor Sancin. |
| Uscita | giovedì 18 settembre 2014 |
| Tag | Da vedere 2013 |
| Distribuzione | Maremosso |
| MYmonetro | 3,21 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 25 gennaio 2017
Kiko si sente a casa solo su un vecchio bus abbandonato che ha trasformato nel suo rifugio. Finchè non incontra Ettore, un amico del padre.
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CONSIGLIATO SÌ
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Sedicenne con una forte passione per l'astronomia, trasmessagli dal padre, morto in un incidente stradale, Kiko vive con la madre filippina, Marilou, e il suo nuovo compagno, Ennio, un caporale che gestisce cantieri edili, sfruttando manodopera clandestina. A scuola rischia di essere bocciato per il secondo anno consecutivo e il rapporto con il patrigno, che lo forza a lavorare come manovale, è quantomai teso anche per via dei suoi modi violenti. Un giorno, Kiko incontra Ettore, un insegnante in pensione sulla sessantina, che gli dice di essere un vecchio amico del padre e di volerlo aiutare nello studio.
È la storia di un'adolescenza tremante quella raccontata da Vittorio Moroni, la cronaca sincera e diretta di un'esistenza incerta, dispersa nella periferia friulana tra cantieri, scuola e una bar-stazione di benzina in cui, insieme all'anomala famiglia di Kiko, vive un gruppo di immigrati clandestini. Lavoro di accensioni e di inganni, di incontri e scontri, Se chiudo gli occhi non sono più qui si interroga su temi abnormi quali la solitudine dell'uomo di fronte all'universo (apertamente citato il Giacomo Leopardi di "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia"), il bisogno di redenzione insito nel carattere umano, l'importanza di avere una guida nel momento cruciale della crescita. Anche a livello più basico il tiro rimane alto, perché ogni nuova circostanza narrativa nasconde in realtà una problematica più o meno centrale della contemporaneità: si va dall'integrazione degli adolescenti di seconda generazione allo sfruttamento dell'immigrazione clandestina, dall'importanza della cultura alla dispersione scolastica. Nonostante un tale spettro tematico, il film gode comunque di una buona fluidità, di una distensione di racconto che è diretta conseguenza di una sceneggiatura (del regista e di Marco Piccarreda) ben costruita e sufficientemente credibile in tutta la progressione.
In definitiva, Moroni convince con il ritratto di un adolescente sospeso in tutti gli ambiti a cui ha accesso: scuola, famiglia, amicizie. A ben vedere, Kiko riesce a vivere pienamente soltanto dentro ad un vecchio autobus dismesso, quasi un santuario eretto alla memoria del padre, dimora dell'affetto molto più di un bar-stazione che dovrebbe fare le veci di una casa vera. Attraversato da quella vena di malinconia che è tutt'uno con la giovinezza rappresentata, il lavoro rappresenta l'ingresso del regista valtellinese in un cinema più conciliato, ma non per questo meno interessante e coinvolgente.
Dopo la presentazione al Festival Internazionale del Film di Roma 2013, è stato accorciato nel minutaggio, guadagnando in fluidità e coesione.
Se chiudo gli occhi non sono più qui di Moroni POETICO, COLTO RACCONTO DI KIKO E DI UN PADRE MANCATO di Gaia Serena Simionati Pà, a cosa servono le stelle? A proteggere i ricordi Prima di sapere una cosa, devi sapere perché la vuoi sapere. Con queste due frasi potenti e nette si delinea il taglio del film.
Si parte dall'Eden, dal paradiso perduto, in Se chiudo gli occhi non sono più qui di Vittorio Moroni, e si prosegue con alterne vicende sulla strada della vita disseminata di problemi e dolori in quel lasso di tempo, l'adolescenza, che sembra interminabile. Protagonista è Kiko (Mark Manaloto) italo fihippino con il ricordo del padre scomparso in un incidente stradale (Ignazio Oliva) quando lui era [...] Vai alla recensione »