| Titolo originale | Dans la maison |
| Titolo internazionale | In the House |
| Anno | 2012 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | François Ozon |
| Attori | Fabrice Luchini, Ernst Umhauer, Kristin Scott Thomas, Emmanuelle Seigner Denis Ménochet, Bastien Ughetto, Jean-François Balmer, Yolande Moreau, Catherine Davenier, Stéphanie Campion, Fabrice Colson, Diana Stewart, Vincent Schmitt (II), Jacques Bosc, Ronny Pong, Jana Bittnerova, Nadir Azni, Bénérice Barbin, Marie Brunet, Cyril Chaussivert, Matthieu Cisse, Yann Conflant, Manon Delaître, Noé Fournier, Vincent Hocini, Guillaume Jacques, Marie Jupille, Cendro Kancel, Belkacem Lalaoui, Alain Lhostis, Antoine Louis, Kevin Méanard, Mehdi Meskar, Mohamed Dahmane El Mehdi, Mélissa Placide, Olivier Royer, Hana Tanem, Christian Tongkhiane, Gaëtan Vajou. |
| Uscita | giovedì 18 aprile 2013 |
| Tag | Da vedere 2012 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 3,98 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 30 dicembre 2016
Il film si ispira alla pièce teatrale Il ragazzo dell'ultimo banco del drammaturgo spagnolo Juan Mayorga, che esalta il potere affascinante e manipolatorio della scrittura. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai European Film Awards, 6 candidature a Cesar, In Italia al Box Office Nella casa ha incassato 769 mila euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Il cinquantenne Germain (Fabrice Luchini) è professore di letteratura presso il Liceo Flaubert (!) in una cittadina francese. È un docente competente, ma è anche uno scrittore mancato perché carente di talento. Jeanne (Kristin Scott Thomas), sua moglie, gestisce una galleria di arte moderna. All'inizio dell'anno scolastico Germain viene favorevolmente impressionato dalla qualità dell'elaborato del sedicenne Claude (Ernst Umhauer), un bel ragazzo di umili origini, che sembra timido. Il testo, fluido e sottilmente sarcastico, racconta l'amicizia con Rapha (Bastien Ughetto), un compagno di classe che ha suscitato il suo interesse perché appartiene a una famiglia piccolo borghese, apparentemente "perfetta". Ciò che intriga Germain e Jeanne (coinvolta dal marito) è la chiosa finale del tema: 'continua'. Affascinato dallo spirito di osservazione dello studente, Germain lo stimola a continuare a scrivere. Claude si insinua abilmente in seno alla famiglia del compagno, e diventa un habitué nella bella villetta. Quindi, settimanalmente, consegna a Germain le puntate di un'avvincente cronaca voyeuristica in cui descrive i dettagli "sorprendenti" di quel contesto. Dagli episodi narrati (e mostrati visivamente) emergono i problemi lavorativi del padre di Rapha (Denis Ménochet), un impiegato entusiasta della Cina e amante del basket, che pratica con il figlio, ma anche l'attrazione (fantasie e atti) di Claude nei confronti di Esther, la madre dell'amico (Emmanuelle Seigner), una donna molto attraente, interessata unicamente alla decorazione di interni. I racconti di quella intimità "normale" (e le imprevedibili svolte del plot) appassionano Germain che sviluppa una stretta relazione con l'allievo che, a sua volta, ne è lusingato. Il professore corregge la prosa dello studente, ma lo consiglia anche su come agire praticamente e ne diventa complice di intrighi, affinché la storia narrata continui. Una vicenda scandita da un ritmo teso e seducente fino al magnifico finale.
È una commedia drammatica, spiritosa e intelligente, che si sviluppa come un thriller con risvolti dark più che inquietanti. Scritta dallo stesso regista con uno stile incisivo e con dialoghi taglienti, adatta brillantemente "El chico de la última fila", una pièce teatrale del drammaturgo spagnolo Juan Mayorga. Ozon ripropone la sua abilità nel far emergere aspetti infausti da situazioni apparentemente ordinarie. All'inizio del film realtà e finzione appaiono ben distinte, ma poi, progressivamente, tutto si mescola e si confonde, in un gioco di apparenze e di macchinazioni divertenti e sinistre, con una perfetta combinazione di suspence e intrattenimento, anche grazie alle magnifiche performances di tutti gli attori. È evidente il riferimento a temi e suggestioni di altri maestri: in primis Chabrol e Buñuel, ma anche Rohmer e Haneke. In realtà Ozon riflette sul processo di immaginazione e di creazione narrativa. Il rapporto fra Germain e Claude evoca la manipolazione dello scrittore nei confronti del lettore o quella (reciproca?) dell'editore verso l'autore o del produttore verso il regista. In effetti il regista ha dichiarato di aver voluto sfruttare una chance per parlare indirettamente delle problematiche del suo lavoro, collocando lo spettatore all'interno del processo artistico.
Il tema del mestiere dello scrittore, o meglio dello scrivere, i rapporti tra chi scrive e chi legge e i rischi connessi con tutto questo all'epoca dei social network, senza mai citare internet, non a caso grande assente di questo film. E' un tentativo ambizioso, quello che si propone Ozon nel suo ultimo lavoro. E' proprio l'esclusione di internet, intesa come terzo occhio dell'adolescen [...] Vai alla recensione »
È il cinema francese, così bello quando è bello. «Nella casa» per tematica e struttura è un film per intenditori, ma lo consigliamo a tutti perché di fronte alla qualità bisogna pure aprirsi al nuovo e prendere dei rischi. La qualità di cui parliamo è, ovviamente, quella specifica del cinema che si potrebbe - come hanno insegnato Hitchcock, Chabrol o Polanski - tradursi nel termine «manipolazione». [...] Vai alla recensione »