Millennium - Uomini che odiano le donne

Film 2011 | Drammatico, V.M. 14 160 min.

Titolo originaleThe Girl with the Dragon Tattoo
Anno2011
GenereDrammatico,
ProduzioneUSA
Durata160 minuti
Regia diDavid Fincher
AttoriDaniel Craig, Rooney Mara, Christopher Plummer, Stellan Skarsgård, Steven Berkoff Robin Wright, Yorick van Wageningen, Joely Richardson, Geraldine James, Goran Visnjic, Donald Sumpter, Ulf Friberg, Elodie Yung, Joel Kinnaman.
Uscitavenerdì 3 febbraio 2012
TagDa vedere 2011
DistribuzioneWarner Bros Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 3,74 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di David Fincher. Un film Da vedere 2011 con Daniel Craig, Rooney Mara, Christopher Plummer, Stellan Skarsgård, Steven Berkoff. Cast completo Titolo originale: The Girl with the Dragon Tattoo. Genere Drammatico, - USA, 2011, durata 160 minuti. Uscita cinema venerdì 3 febbraio 2012 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 3,74 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 11 aprile 2023

Argomenti:  Millennium

Il romanzo "Uomini che odiano le donne" torna sul grande schermo diretto da David Fincher. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, 2 candidature a BAFTA, 2 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Millennium - Uomini che odiano le donne ha incassato 2,1 milioni di euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,74/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,05
PUBBLICO 3,42
CONSIGLIATO SÌ
Affine alla letteratura gialla di Dürrenmatt e aperto alle sperimentazioni visive, Fincher realizza una versione autoriale del primo episodio di "Millennium".
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 10 gennaio 2012
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 10 gennaio 2012

Mikael Blomkvist è un giornalista celebre per il suo impegno e per una condanna di diffamazione, collezionata dopo aver attentato alla reputazione di un infido uomo d'affari. La sua scrupolosità zelante e il suo recente rovescio gli attirano le simpatie di Henrik Vanger, potente industriale svedese che da quarant'anni cerca la verità e il corpo della giovane nipote, probabilmente assassinata da un membro della sua numerosa e disturbata famiglia. Lasciata Stoccolma alla volta di Hedestad, una cittadina battuta dal vento e assediata dall'inverno, Mikael si avvale della collaborazione di Lisbeth Salander, agente investigativo intuitiva e hacker virtuosa con un passato abusato e un presente intimidito. Selvatica e bellicosa Lisbeth è attratta dalla riservatezza e dall'integrità di Mikael, che seduce, corteggia e prova a innamorare. Fuori dal letto e dalla loro intesa intanto i fantasmi del passato si risvegliano e provano a ostacolarne l'indagine e a minacciarne la vita.
Più affine alla letteratura gialla di Friedrich Dürrenmatt che ai romanzi giallosvezia di Stieg Larsson, il Millennium di David Fincher produce arte là dove nessuno se lo aspetta e avvia un'indagine più importante della soluzione. 'Colpevole' degli esiti più felici e rilevanti del genere delittuoso e seriale (Seven e Zodiac), Fincher realizza una versione autoriale del primo episodio di "Millennium", trilogia poliziesca già adattata per lo schermo da registi ordinari e scandinavi. Introdotto da "Immigrant Song" dei Led Zeppelin (nella cover di Karen O., Trent Reznor e Atticus Ross) e 'terminato' da "Orinoco Flow" di Enya, Millennium ribadisce l'ossessione del regista per il delitto e la decodificazione. Sotto il segno del male e dentro baratri esistenziali, invariabilmente lastricati da sangue, lividi e ferite, il suo thriller nero rifiuta come il Vanger di Christopher Plummer lo sguardo superficiale. Per questa ragione il patriarca al tramonto assolda Mikael e Lisbeth, diversamente motivati ma incarnazioni ugualmente silenti e laboriose dell'individuo che respinge il sistema chiuso e omertoso in cui è costretto a muoversi e contro il quale mette in piedi ipotesi e intuizioni.
Altrimenti da Oplev e da Alfredson, l'autore americano esce dai confini 'nazionali', dal paese dei Nobel, dal benessere scandinavo e dai suoi rovesci sociali, per abitare un'inquietudine indeterminata e assumere uno sguardo astratto sul disagio dello stare assieme. A dirla tutta il romanzo di Larsson prima di essere adattamento si adatta alla poetica fincheriana, che riguarda da sempre la morale individuale e la patologica condizione di smarrimento interiore dell'individuo nella società contemporanea. Millennium secondo Fincher innalza la temperatura interpretativa e chiarisce una volta per tutte che l'adattamento non è una traduzione (fedele) ma un'interpretazione, o perlomeno ne implica una. In questo senso la trasposizione dell'autore è qualcosa di diverso dal romanzo di origine, una riscrittura che scava più in profondità, producendo valore aggiunto, illuminando Larsson e concedendo un'ulteriore chance al suo romanzo.
A muovere la situazione di impasse apparente, accumulando dettagli utili a edificare una costruzione indiziaria e contro un conclamato fraintendimento del reale e delle evidenze, ci pensano la Lisbeth diafana e disperatamente vitale di Rooney Mara e il giornalista assediato e depotenziato di Daniel Craig, crepe luminose che lottano per dare visibilità a esistenze e corpi inghiottiti dal nulla, ricercatori (in)sani che indagano con fiducia nella verità dentro l'impenetrabilità dello spazio domestico. E l'iniziazione alla verità nel cinema di Fincher avviene sempre in un 'mondo parallelo'. Agli scenari allestiti dal serial killer mistico di Seven, ai club notturni e alle cantine sporche di Fight Club succede la Hedestad immaginaria di Larsson, un territorio 'raffreddato', un luogo mentale che disprezza il presente (e lo stile Ikea), che esala vapori densi e l'odore cattivo degli spurghi dell'anima. Aperto alle innovazioni tecniche e sperimentatore indefesso di soluzioni visive potentemente funzionali al racconto (nel modo dei titoli di testa), Fincher riapre il caso 'Larsson' e fa giustizia.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 11 febbraio 2012
HULK1

Mi sono sparato l'intera trilogia cartacea e cinematografica, di conseguenza voglio dire la mia, qualsiasi commento negativo, offensivo......fatevi i .....vostri , quanto scrivo non ammette repiche, non le accetterò, badate bene professorini, azzeccagarbugli, cacadubbi, scopiazzatori di recensioni altrui, sono in parecchi ad ispirarsi alle riviste di cinema.

Frasi
"Tu sapevi che non andava qualcosa ma sei tornato in questa casa. Ti ho obbligato? Trascinato? No, non ho fatto altro che offrirti un drink. È assurdo pensare che la paura di offendere sia più forte della paura di soffrire. Assurdo o no è così"
Una frase di Martin Vanger (Stellan Skarsgård)
dal film Millennium - Uomini che odiano le donne - a cura di Francesca
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Cristina Piccino
Il Manifesto

Nel fondo degli occhi azzurro quasi trasparente di Lisbeth Salander entriamo almeno una volta quando nella notte di Natale, il sorriso della tenerezza si arrende alla solitudine scomparendo veloce sulla moto nera nel buio di Stoccolma. È lei, l'hacker imbattibile vittima sotto protezione dei servizi sociali scandinavi l'eroina nella versione hollywoodiana di David Fincher del romanzo successo planetario [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
venerdì 16 dicembre 2011
Nicoletta Dose

Qualche anno fa la storia di Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist aveva conquistato i lettori di tutto il mondo. La trilogia dei romanzi polizieschi dello svedese Stieg Larsson (scomparso prematuramente nel 2004) ha rappresentato uno dei successi letterari [...]

winner
miglior montaggio
Premio Oscar
2012
winner
miglior montaggio
Critics Choice Award
2012
winner
film dell'anno
AFI Awards
2012
La saga tratta dalla trilogia scritta dallo svedese Stieg Larsson.
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