| Titolo originale | Les petits mouchoirs |
| Anno | 2010 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 154 minuti |
| Regia di | Guillaume Canet |
| Attori | François Cluzet, Marion Cotillard, Benoît Magimel, Gilles Lellouche, Laurent Lafitte Jean Dujardin, Valérie Bonneton, Pascale Arbillot, Anne Marivin, Louise Monot, Joel Dupuch, Hocine Merabet. |
| Uscita | venerdì 6 aprile 2012 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,62 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 15 luglio 2013
Un incidente occorso appena prima della tradizionale vacanza estiva a Cap Ferret obbliga un gruppo di amici a sollevare la maschera che per anni ciascuno di essi ha portato per non affrontare i turbamenti della vita. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, In Italia al Box Office Piccole bugie tra amici ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 747 mila euro e 199 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Dopo una notte brava in discoteca, Ludo ha un brutto incidente in moto e viene ricoverato d'urgenza in ospedale. I suoi migliori amici, dopo aver visto la gravità delle sue condizioni ma esser stati rassicurati dai medici sulle possibilità di recupero, decidono ugualmente di partire per l'annuale ritrovo a Cap Ferret. Là, Max, il più ricco ma anche il più pedante del gruppo, ha una villa dove tutte le estati invita gli amici di sempre a trascorrere qualche settimana fra vita di mare e gite in barca sull'oceano. La vacanza, anziché calmare gli animi, farà emergere tutte le nevrosi, le paure e le incomprensioni tenute nascoste da una vita.
Dal Grande freddo della generazione post-sessantottina di Lawrence Kasdan al caldo estivo della costa oceanica dei trenta-quarantenni parigini di oggi, le rimpatriate tra amici prevedono un programma puntuale come la giornata di un villaggio vacanze: segreti e bugie seguite da risate e lacrime al ritmo di una playlist dei brani più noti degli ultimi quarant'anni.
Prendendo ispirazione tanto dal nostalgismo agrodolce di Kasdan quanto dall'intimismo sentimentale di Claude Sautet, Piccole bugie tra amici si propone come una di quelle imprese corali in cui a un complesso processo di scrittura e di formazione dei caratteri deve corrispondere un gruppo di attori capaci di muovere i sentimenti e l'empatia degli spettatori. Da questo punto di vista, anche grazie all'impiego di tutti i migliori attori francesi della sua generazione, bisogna riconoscere che la commedia umana di Guillaume Canet raggiunge il suo scopo.
Rimane da notare a che prezzo.
Al suo terzo film, Canet palesa definitivamente una sindrome ossessiva da enfant prodige: la sua capacità di dirigere (bellissimo il piano sequenza d'apertura sull'incidente) non riesce a contenere né a salvare le sue sconfinate ambizioni. Nel precedente Non dirlo a nessuno era una trama gialla ridicolmente complicata a sacrificare un thriller teso e ben confezionato; in Piccole bugie tra amici sono (ancor più colpevolmente per un genere come il melodramma) certi passaggi innaturali e drammaturgicamente grossolani a non dare giustizia ai suoi personaggi. Pignoli, cinici, omofobi, ninfomani, ossessivi, codardi: i suoi personaggi sono tutti vittime di un narcisismo egoista che Canet non si sente di condannare fino in fondo, ma che decide redimere e di tamponare solo a suon di fazzolettini ricattatori.
Così, se, in un certo senso, il personaggio che più dovrebbe somigliargli è quello dell'attore sciupafemmine Éric (Gilles Lellouche), in realtà finisce per comportarsi come il padrone di casa moralista Max (François Cluzet), invitando attori e spettatori ad assistere a una commedia umana in cui basta ridere e piangere a comando per salvarsi dall'egoismo di cui siamo (saremmo?) tutti colpevoli.
Banale.Trito,ritrito,stantio.L'unica situazione con un potenziale "drammaturgico" è quella dell'attrazione omosesessuale affidata al fascinoso Magimel...ma anche qui(a parte il fatto di lasciarla del tutto irrisolta) la "coppia" è sgangerata, surreale:non si capisce cosa trovi il bel Benoit nell'oggetto della sua passione. Per non parlare dell'altra coppia.
Figo essere Guillaume Canet: bello, bravo (dietro e davanti la macchina da presa) e con una dea (Marion Cotillard) per compagna. Già caso in patria, il suo terzo film da regista “Piccole bugie tra amici”, segnala l’attuale, siderale distanza tra il cinema francese e il nostro e, nello specifico, tra il suo ensemble generazionale e quelli di Gabriele Muccino: un amico in terapia intensiva a Parigi, [...] Vai alla recensione »