Racconti dell'età dell'oro

Film 2009 | Commedia, 100 min.

Regia di Hanno Höfer, Cristian Mungiu, Constantin Popescu, Ioana Uricaru, Razvan Marculescu. Un film con Alexandru Potocean, Teodor Corban, Emanuel Parvu, Avram Birau, Paul Dunca. Cast completo Titolo originale: Amintiri din Epoca de Aur. Genere Commedia, - Romania, Francia, 2009, durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 18 settembre 2009 distribuito da Archibald Enterprise Film. - MYmonetro 2,90 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 21 aprile 2015

Cinque storie di ordinaria follia nella Romania straordinariamente provata di Ceausescu. In Italia al Box Office Racconti dell'età dell'oro ha incassato 125 mila euro .

Consigliato sì!
2,90/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,83
PUBBLICO 2,86
CONSIGLIATO SÌ
Film collettivo alla maniera della commedia all'italiana degli anni di Risi e Monicelli.
Recensione di Marianna Cappi
martedì 26 maggio 2009
Recensione di Marianna Cappi
martedì 26 maggio 2009

Storie di vita ordinaria in Romania sotto il regime comunista di Ceausescu. La visita dell'ispettore, la fotografia del leader da ritoccare, un maiale consegnato erroneamente vivo da tagliare, l'imbottigliamento dell'aria: cinque leggende urbane bizzarre, ridicole, commoventi. Sono I racconti dell'età dell'oro, quegli ultimi quindici anni di dittatura che hanno visto il paese in ginocchio per la fame e la povertà.
Film collettivo alla maniera della commedia all'italiana degli anni di Risi e Monicelli, concepito collettivamente e non a staffetta, vede alla guida Cristian Mungiu, su tutt'altro registo rispetto a 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni, che firma uno dei cortometraggi, in compagnia di Höfer, Marculescu, Popescu e Ioana Uricaru.
Lirico all'esordio, grottesco in materia di comunicazioni di massa, poi comico e surreale, l'umorismo della disperazione (ma non nella disperazione, perché sono passati gli anni) prende di mira l'obbedienza cieca, le acrobazie di un popolo che s'impone di soddisfare le richieste più arbitrarie e teme l'assurdo (se il premier francese nella foto ha il cappello e Ceausescu no potrebbe sembrare un gesto di rispetto verso il capitalismo e non deve accadere).
Il neorealismo è un modello presente ma parcheggiato a latere: le operette di Mungiu e colleghi cercano il riso; sembrano dire "non eravamo cattivi, solo un po' scemi, e ci alimentavamo a vicenda"; sono curate e talvolta furbette; guardano nello specchietto retrovisore, non sudano per l'urgenza. Eppure riescono a ridisegnare un mondo, mettendo in scena generazioni diverse e differenti reazioni, plaudendo in silenzio alla sana ironia dei giovani e scuotendo talvolta troppo affettuosamente la testa rispetto alla follia dei vecchi, spesso masochista.
Contenitore ideale e raccordo tra gli episodi è l'immagine delle scale interne di un condominio, riprese da un'angolatura affacciata sul vuoto che suggerisce la vertigine di chi osserva e la distanza di chi si muove in senso contrario, in salita, sotto sforzo.
L'immagine che questi Tales of the golden age restituiscono del loro paese di provenienza è in molti modi "corretta", come la fotografia di Ceausescu: il colore della disperazione è stato limato fino a sparire, il carattere popolare enfatizzato. Ma la capacità di (far) sorridere è assodata e anche quella dietro la macchina da presa.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 9 novembre 2015
DANIELA MACHERELLI

L'ultimo dei quattro episodi di cui è composto il film ruota intorno alla presenza di un maiale vivo, che viene portato in un appartamento di un condominio per essere macellato e consumato. Il grosso, grasso, invasivo animale può essere visto come la metafora del regime comunista ormai morituro, destinato ad essere travolto dagli eventi. Il padre della famiglia protagonista è un poliziotto, rappresentante [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Quattro racconti comico-grotteschi per ricordare un paese che non c’è più. Quattro "leggende metropolitane" nate nella Romania di Ceausescu e trasformate in film a episodi da un pugno di bravissimi registi esordienti ma non così giovani da non avere ricordi diretti di quell’epoca. Affiancati e coordinati da Cristian Mungiu, l’autore del geniale Quattro mesi, tre settimane, due giorni (palma d’oro a [...] Vai alla recensione »

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