| Titolo originale | Amintiri din Epoca de Aur |
| Anno | 2009 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Romania, Francia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Hanno Höfer, Cristian Mungiu, Constantin Popescu, Ioana Uricaru, Razvan Marculescu |
| Attori | Alexandru Potocean, Teodor Corban, Emanuel Parvu, Avram Birau, Paul Dunca Viorel Comanici, Ion Sapdaru, Virginia Mirea, Gabriel Spahiu, Vlad Ivanov, Tania Popa, Liliana Mocanu. |
| Uscita | venerdì 18 settembre 2009 |
| Distribuzione | Archibald Enterprise Film |
| MYmonetro | 2,90 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 21 aprile 2015
Cinque storie di ordinaria follia nella Romania straordinariamente provata di Ceausescu. In Italia al Box Office Racconti dell'età dell'oro ha incassato 125 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Storie di vita ordinaria in Romania sotto il regime comunista di Ceausescu. La visita dell'ispettore, la fotografia del leader da ritoccare, un maiale consegnato erroneamente vivo da tagliare, l'imbottigliamento dell'aria: cinque leggende urbane bizzarre, ridicole, commoventi. Sono I racconti dell'età dell'oro, quegli ultimi quindici anni di dittatura che hanno visto il paese in ginocchio per la fame e la povertà.
Film collettivo alla maniera della commedia all'italiana degli anni di Risi e Monicelli, concepito collettivamente e non a staffetta, vede alla guida Cristian Mungiu, su tutt'altro registo rispetto a 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni, che firma uno dei cortometraggi, in compagnia di Höfer, Marculescu, Popescu e Ioana Uricaru.
Lirico all'esordio, grottesco in materia di comunicazioni di massa, poi comico e surreale, l'umorismo della disperazione (ma non nella disperazione, perché sono passati gli anni) prende di mira l'obbedienza cieca, le acrobazie di un popolo che s'impone di soddisfare le richieste più arbitrarie e teme l'assurdo (se il premier francese nella foto ha il cappello e Ceausescu no potrebbe sembrare un gesto di rispetto verso il capitalismo e non deve accadere).
Il neorealismo è un modello presente ma parcheggiato a latere: le operette di Mungiu e colleghi cercano il riso; sembrano dire "non eravamo cattivi, solo un po' scemi, e ci alimentavamo a vicenda"; sono curate e talvolta furbette; guardano nello specchietto retrovisore, non sudano per l'urgenza. Eppure riescono a ridisegnare un mondo, mettendo in scena generazioni diverse e differenti reazioni, plaudendo in silenzio alla sana ironia dei giovani e scuotendo talvolta troppo affettuosamente la testa rispetto alla follia dei vecchi, spesso masochista.
Contenitore ideale e raccordo tra gli episodi è l'immagine delle scale interne di un condominio, riprese da un'angolatura affacciata sul vuoto che suggerisce la vertigine di chi osserva e la distanza di chi si muove in senso contrario, in salita, sotto sforzo.
L'immagine che questi Tales of the golden age restituiscono del loro paese di provenienza è in molti modi "corretta", come la fotografia di Ceausescu: il colore della disperazione è stato limato fino a sparire, il carattere popolare enfatizzato. Ma la capacità di (far) sorridere è assodata e anche quella dietro la macchina da presa.
L'ultimo dei quattro episodi di cui è composto il film ruota intorno alla presenza di un maiale vivo, che viene portato in un appartamento di un condominio per essere macellato e consumato. Il grosso, grasso, invasivo animale può essere visto come la metafora del regime comunista ormai morituro, destinato ad essere travolto dagli eventi. Il padre della famiglia protagonista è un poliziotto, rappresentante [...] Vai alla recensione »
Quattro racconti comico-grotteschi per ricordare un paese che non c’è più. Quattro "leggende metropolitane" nate nella Romania di Ceausescu e trasformate in film a episodi da un pugno di bravissimi registi esordienti ma non così giovani da non avere ricordi diretti di quell’epoca. Affiancati e coordinati da Cristian Mungiu, l’autore del geniale Quattro mesi, tre settimane, due giorni (palma d’oro a [...] Vai alla recensione »