Invictus - L'Invincibile

Film 2009 | Drammatico, +13 134 min.

Regia di Clint Eastwood. Un film Da vedere 2009 con Morgan Freeman, Matt Damon, Tony Kgoroge, Patrick Mofokeng, Matt Stern. Cast completo Titolo originale: Invictus. Genere Drammatico, - USA, 2009, durata 134 minuti. Uscita cinema venerdì 26 febbraio 2010 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,82 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 31 maggio 2017

Nelson Mandela è il presidente eletto del Sud Africa. Il suo intento primario è quello di avviare un processo di riconciliazione nazionale. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, 3 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a Cesar, 4 candidature a Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, In Italia al Box Office Invictus - L'Invincibile ha incassato 6,4 milioni di euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,82/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,60
PUBBLICO 3,67
CONSIGLIATO SÌ
Eastwood affronta con ammirazione la figura di Nelson Mandela in un film assolutamente classico.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 10 febbraio 2010
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 10 febbraio 2010

Nelson Mandela è il presidente eletto del Sud Africa. Il suo intento primario è quello di avviare un processo di riconciliazione nazionale. Per far ciò si deve scontrare con forti resistenze sia dalla parte dei bianchi che da quella dei neri. Ma Madiba, come lo chiamano rispettosamente i suoi più stretti collaboratori, non intende demordere. C'è uno sport molto diffuso nel Paese: il rugby e c'è una squadra, gli Springboks, che catalizza l'attenzione di tutti, sia che si interessino di sport sia che non se ne occupino. Perché gli Springboks, squadra formata da tutti bianchi con un solo giocatore nero, sono uno dei simboli dell'apartheid. Mandela decide di puntare proprio su di loro in vista dei Mondiali di rugby che si stanno per giocare in Sudafrica nel 1995. Il suo punto di riferimento per riuscire nell'operazione di riunire la Nazione intorno alla squadra è il suo capitano François Pienaar.
Negli Stati Uniti all'uscita del film c'è chi ha affermato che il nome del protagonista si scriveva Mandela ma si pronunciava Obama. Chi la pensa così evidentemente non conosce nulla di Clint Eastwood. Clint è un repubblicano nel DNA, ha fatto campagna per McCain e attende gli esiti dell'Amministrazione democratica con una fiducia guardinga. Eastwood però è un conservatore illuminato e con il suo cinema ormai da tempo persegue una ricerca nel profondo degli elementi che possono, senza che nessuno perda la propria identità di base, provare a conciliare gli opposti. Lo ha fatto (solo per stare nel breve periodo) con Million Dollar Baby , con Flags of Our Fathers e Lettere da Iwo Jima e, in modo ancor più esplicito e rivolto al grande pubblico, con Gran Torino .
In Invictus trova in Mandela (e in un totalmente mimetico Morgan Freeman) una sorta di supporto storico alla sua ricerca. Ciò che racconta non è frutto della fantasia di uno sceneggiatore ma trae origine dai fatti narrati nel libro di John Carlin "Playing the Enemy: Nelson Mandela and the Game That Made a Nation". Eastwood ne trae un film assolutamente classico sia per quanto riguarda lo stile visivo sia per quanto attiene ai due generi consolidati (biografia e cinema e sport) a cui fa riferimento. Si sente in lui e in Freeman la profonda ammirazione per Mandela con la consapevolezza (lo si dice anche a un certo punto facendo riferimento a una gaffe di una sua guardia del corpo a proposito della famiglia) del rischio dell'agiografia. Che viene sfiorato ma poi in definitiva evitato nel momento in cui si mostra come il desiderio di superare il devastante clima dell'apartheid parta dal cuore ma sia filtrato da uno sguardo razionalmente strategico. Mandela non è spinto dal sentimentalismo. I versi di "Invictus" imparati in prigione hanno rafforzato la tempra di un uomo che sa come raggiungere l'obiettivo rischiando in proprio ma sostenendo il rischio con una strategia ben definita. Lui che non sa granché di rugby non solo si tiene a fianco una sorta di trainer ma impara a memoria volti e nomi dei giocatori. Ha la fortuna di trovare in Pienaar un uomo che non dimentica di essere diventato un segno di divisione ma che non teme di mutare atteggiamento. La rudezza sul campo non è disgiunta dall'intuito e il modo in cui Eastwood ci mostra una partita di cui gli annali hanno già fissato l'esito sottolinea questa empatia. Due uomini, due squadre (gli Springboks e il ristretto staff presidenziale) e due 'popoli' che compiono un primo, importante passo per iniziare a divenire una Nazione nel pieno e moderno senso del termine. Chi ha la parola 'buonismo' sempre a portata di tastiera la sprecherà anche questa volta ricordando magari come in Sudafrica i problemi non siano tuttora completamente risolti. Dimenticando, al contempo, che ci sono film buonisti e buoni film. Invictus appartiene ai secondi.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 22 agosto 2010
laulilla

Il film si apre presentando la difficile situazione del Sud Africa dopo la vittoria elettorale di Nelson Mandela: le troppe umiliazioni dei neri soggetti alla ferocia di un segregazione disumana, non potevano essere cancellate, ma neppure era possibile permettere che le paure dei bianchi (minoritari, ma pur sempre in posizioni di vantaggio economico e "militare", essendo la polizia e l'esercito schierati [...] Vai alla recensione »

Frasi
Son io il signore del mio destino, il capitano dell'anima mia
Una frase di Nelson Mandela (Morgan Freeman)
dal film Invictus - L'Invincibile - a cura di fabrizio cammarota
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Ancora Clint Eastwood e ancora un suo film in cui il cinema ha modo di imporsi al suo meglio, toccando le corde più vivide: dall'azione, all'emozione fino all'impegno storico-politico. L'occasione, questa volta, è una data di fondamentale importanza per il Sud Africa dopo l'apartheid: la partita di rugby che vide nel 1995 la squadra sudafricana vincere i Mondiali, contro ogni aspettativa.

NEWS
LIBRI
martedì 2 marzo 2010
Fabio Secchi Frau

La recensione *** Sud Africa, dove bianchi e neri uscivano dal cuore di tenebra dell'apartheid. Le strade della politica non possono fare i sudafricani, anche se il Sud Africa è fatto. Ci vuole qualcosa di più selvaggio, qualcosa che parli ai loro [...]

NEWS
mercoledì 10 febbraio 2010
Valeria Filippi

Tre dei film più attesi del 2010 Mentre fuori il freddo ancora imperversa, nelle sale cinematografiche di tutta Italia arriveranno diversi lavori lungamente attesi dai fan di tutto il mondo: tra febbraio e marzo potremo godere di una tripletta di film [...]

NEWS
martedì 29 dicembre 2009
Gabriele Niola

365 giorni di cinema Sarà difficile che il 2010 riesca a replicare l'annata 2009, colma di buon cinema per tutti i tipi di palati, eppure qualche indizio già lo possiamo avere. I film targati 2010 (sarà un altro paio di maniche vedere se ce la faranno [...]

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