Il cacciatore

Film 1978 | Drammatico, V.M. 14 183 min.

Regia di Michael Cimino. Un film Da vedere 1978 con Christopher Walken, John Savage, Robert De Niro, Meryl Streep, John Cazale. Cast completo Titolo originale: The Deer Hunter. Genere Drammatico, - USA, 1978, durata 183 minuti. Uscita cinema lunedì 22 gennaio 2024 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 4,51 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 16 gennaio 2024

Mike, Nick e Steven stanno per partire per il Vietnam e uno di loro si sposa con una cerimonia che coinvolge l'intera comunità di origine russa. Non tutti faranno ritorno e chi lo farà sarà profondamente cambiato nel corpo e/o nell'animo. Il film ha ottenuto 9 candidature e vinto 5 Premi Oscar, 6 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, In Italia al Box Office Il cacciatore ha incassato 243 mila euro .

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2024
Consigliato assolutamente sì!
4,51/5
MYMOVIES 5,00
CRITICA 4,42
PUBBLICO 4,11
ASSOLUTAMENTE SÌ
Il film vertice della filmografia di Michael Cimino: una radiografia di esperienze di vita vissute.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 16 gennaio 2024
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 16 gennaio 2024

Clairton, Pennsylvania. Tre amici sono in procinto di partire per il Vietnam lasciando il loro lavoro nell'acciaieria locale. Sono Mike, esperto cacciatore di cervi cui però spara un solo colpo, Nick, innamorato di Linda che interessa anche a Mike e Steven che, prima di partire, sposa Angela, che è incinta ma non di lui. Il Vietnam sarà per loro un'esperienza estrema che li segnerà in vari modi.

Il film pluripremiato di Michael Cimino che rappresenta il vertice della sua cinematografia.

Ming Junction è una cittadina industriale dell'Ohio trasformata in Clairton nella finzione cinematografica ma che per Michael Cimino ha rappresentato un luogo in cui, letteralmente, immergere soprattutto la prima lunga parte del film. Se si osserva la prima scena, con il procedere di un camion sotto un ponte, ci si accorge come già una sola inquadratura (che vedremo poi ripetuta) acquisisca il significato che il regista voleva darle. Si tratta di una sorta di confine al di là del quale si incontra una comunità che ruota attorno a una fabbrica (si veda la sequenza che segue).

Si tratta di una comunità con una forte presenza di persone di provenienza dalla Russia e ancora oggi si trovano comparse che hanno offerto la loro autenticità al film. Cimino vedeva delle affinità tra russi e americani tanto da avere dato al personaggio affidato a De Niro il cognome Vronsky (che è quello del conte di cui si innamora Anna Karenina).

Quanto sopra per sottolineare come si tratti di un film che, come affermò Cimino alla consegna degli Oscar, non vuole fare storia o documentazione ma che si avvale delle esperienze di vita vissuta. È ciò che Quentin Tarantino vede come determinante, ritenendo che non si tratti tanto di un film sul Vietnam quanto piuttosto della radiografia di un nucleo di persone comuni trasformate dalla presenza di una guerra che si svolge altrove.

All'epoca non fu accolto così da chi riteneva che si trattasse di un'opera fondamentalmente pro Usa, grazie anche alla descrizione dei vietnamiti come belve feroci. Entrambe le letture hanno elementi che giocano in loro favore. Le sequenze della roulette russa restano impresse in maniera indelebile nel ricordo di chi lo vide allora e lo resteranno in chiunque abbia l'opportunità di assistervi. Non solo per l'interpretazione degli attori ma per il modo in cui sono girate, montate, sonorizzate.

Certo i vietnamiti vi sono rappresentati come esseri inumani (era già avvenuto con il lancio della bomba nel rifugio di donne e bambini) ma forse era necessario per raggiungere un altro obiettivo: quello di una riflessione sui segni che la guerra, qualsiasi guerra, lascia nell'essere umano. C'è chi muore, chi viene mutilato, chi torna a casa rimanendo però con la testa nel luogo in cui il suo status di essere umano è stato messo a dura prova.

Cimino ha dovuto lottare sequenza dopo sequenza (non solo per quelle violente) con i produttori fingendo di tagliare ciò che per loro era disturbante salvo poi reinserirlo a loro insaputa. Si tratta di un film che mette alla prova lo spettatore così come mise alla prova, sia fisicamente che emotivamente, gli interpreti (De Niro dixit).

Il finale, che non anticipiamo per chi vedesse il film per la prima volta, può essere letto con la lucidità della distanza. Quel canto, e la tonalità con cui viene espresso, può ancora essere considerato come un'affermazione nazionalistica ma può anche, visto il contesto in cui si colloca, essere visto come un malinconico tentativo di auto convincimento patriottico smentito però da quanto accaduto.

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Tre ore di spettacolo raccontato con grinta e rilievo drammatico.

Tre ragazzi della Pennsylvania vanno alla guerra (nel Vietnam). Due tornano mutilati nel corpo e nello spirito. Il terzo non ritorna affatto. Rimane nell'inferno di Saigon a rischiare ogni sera la vita in un assurdo gioco della roulette russa (una pallottola sola in canna, ogni sera un avversario diverso). Finché ci rimane, sotto gli occhi inorriditi del commilitone che era tornato a ripescarlo. Tre ore di spettacolo, raccontato con una grinta e un rilievo drammatico che il cinema americano da tempo non riusciva ad esprimere. Più appassionante come romanzone che significante per i caratteri (abbastanza sfumati nelle loro motivazioni), il film vanta sequenze memorabili (il matrimonio, la tortura, la roulette nelle bettole di Saigon). Presentato al festival di Berlino, fu sonoramente beccato da molti giovani di sinistra per la rappresentazione che faceva dei Vietcong (sadici, torturatori, assassini). In realtà, il conflitto nel Sudest serve solo come corrusca tela di fondo. Giudizi storico-politici non vengono dati dal regista. Al massimo il Vietnam è visto come una sporca avventura per la quale non era proprio il caso di immolare tanti bravi ragazzi americani. Il film vive particolarmente per la bravura di tutti gli interpreti e per la gagliardia registica di Michael Cimino.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 22 ottobre 2011
tiamaster

Uno dei migliori film della storia del cinema con un cast vertiginoso!!!Il film è grintoso ma anche drammatico,commovente e molto umano.La trama e molto bella e raccontata benissimo,con un espressevità incredibile,recitato benissimo e con una sceneggiatura incredibile e una regia fantastica,un montaggio che coinvolge immediatamente.Un autentico spettacolo incredibile,i personaggi hanno [...] Vai alla recensione »

Frasi
Ricordati: un solo colpo. Il cervo non ha un fucile, e tu devi sparare un solo colpo. Questà è lealtà!
Una frase di Michael Vronsky (Robert De Niro)
dal film Il cacciatore - a cura di Shippo
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 22 gennaio 2024
Federico Chiacchiari
Sentieri Selvaggi

In un'intervista Michael Cimino ha raccontato che «ne Il cacciatore il problema è di condensare una guerra così varia in un limitato numero di minuti. Bisogna escludere qualsiasi logica e rifiutare la spiegazione, altrimenti il film durerebbe dieci ore. Così, ad esempio, non si può spiegare logicamente il ritorno, sano e salvo, di Michael da Saigon.

NEWS
TRAILER
martedì 2 gennaio 2024
 

Regia di Michael Cimino. Un film con Christopher Walken, John Savage, Robert De Niro, Meryl Streep, John Cazale. Dal 22 al 24 gennaio al cinema in versione restaurata. Guarda il trailer »

VIDEO RECENSIONE
lunedì 25 giugno 2018
A cura della redazione

Tre amici americani, con le loro vite e il loro mondo, vengono scaraventati in Vietnam e catturati dai vietcong. Dopo torture e umiliazioni, riescono a rientrare. Ma scoprono che reinserirsi è persino più difficile che partire, perché si rischia di perdere [...]

CELEBRITIES
martedì 30 settembre 2008
Stefano Cocci

Record di candidature Oscar che canta e balla gli ABBA A quasi sessant'anni, canta e balla come una indiavolata le canzoni degli ABBA, scritte e interpretate nei mitici anni Settanta, quando Meryl Streep, strepitosa protagonista del musical Mamma mia!, [...]

winner
miglior film
Premio Oscar
1979
winner
miglior regia
Premio Oscar
1979
winner
miglior attore non protag.
Premio Oscar
1979
winner
miglior montaggio
Premio Oscar
1979
winner
miglior suono
Premio Oscar
1979
winner
miglior regia
Golden Globes
1979
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