| Anno | 1966 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Gran Bretagna, Italia |
| Durata | 108 minuti |
| Regia di | Michelangelo Antonioni |
| Attori | David Hemmings, Sarah Miles, Vanessa Redgrave, Jane Birkin, Peter Bowles John Castle, Gillian Hills, Tsai Chin, Veruschka von Lehndorff, Julian Chagrin, Claude Chagrin, Jeff Beck, Susan Broderick, Chris Dreja, Melanie Hampshire, Harry Hutchinson, Jill Kennington, Mary Khal, Chas Lawther, Jim McCarthy, Peggy Moffitt, Rosaleen Murray, Ann Norman, Ronan O'Casey, Jimmy Page, Keith Relf, Janet Street-Porter, Reg Wilkins. |
| Uscita | lunedì 2 ottobre 2017 |
| Tag | Da vedere 1966 |
| Distribuzione | Cineteca di Bologna |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,96 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 13 dicembre 2023
Thomas, un giovane e brillante fotografo londinese, passeggiando per caso in un parco pubblico scatta delle foto ad una misteriosa ragazza che si trova in compagnia di un uomo. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, Blow-up è 67° in classifica al Box Office. sabato 21 febbraio ha incassato € 387,00 e registrato 340 presenze.
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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A Londra, un fotografo di moda crede di aver visto (e fotografato) un omicidio. Cerca di arrivare alla soluzione del mistero, ma non ci riesce. La realtà ha molte facce, persino l'evidenza, persino un'immagine impressionata su lastra possono essere negate. Il film parte come un "mistery" ma si rivela ben presto una fascinosa meditazione sul divario (ammesso che ci sia) fra realtà e fantasia. A differenza di altri film di Antonioni, Blow up è opera forse più tempista che valida. Capitò in un momento in cui il pubblico era interessato ai temi esistenziali, agli ermetismi di linguaggio, alle opere prive di trama. La portentosa fotografia di Carlo di Palma cattura gli scorci più suggestivi della Londra dei Beatles e di Carnaby Street e riprende (velocemente) le nudità della Redgrave.
Thomas, un giovane e brillante fotografo londinese, passeggiando per caso in un parco pubblico scatta delle foto ad una misteriosa ragazza che si trova in compagnia di un uomo; lei, però, quando se ne accorge lo segue fino a casa e fa di tutto per sottrargli il rullino. Incuriosito, Thomas sviluppa i negativi, e ingrandendo le immagini si rende conto di avere tra le mani le prove di un omicidio.
Realizzato nel 1966 e girato a Londra, Blow-up è stata la prima pellicola in inglese diretta dal regista Michelangelo Antonioni, co-autore anche della sceneggiatura insieme a Tonino Guerra; prodotto da Carlo Ponti, il film ha riscosso a sorpresa un clamoroso successo internazionale e si è aggiudicato la Palma d'Oro al Festival di Cannes e la nomination all'Oscar per la miglior regia. Ispirato al racconto breve La bava del diavolo di Julio Cortàzar, Blow-up è costruito attorno alle movimentate vicende nella giornata del protagonista, un rinomato fotografo di moda interpretato da David Hemmings, e prosegue il discorso sull'arte e sul cinema già avviato dal cineasta italiano nei suoi titoli precedenti.
Come di frequente accade nelle opere di Antonioni, la storia non segue una precisa struttura narrativa ma è tutta basata sull'ambiguità delle immagini. Nella prima parte il film ci illustra la Swinging London degli anni '60, con i suoi ritmi frenetici, il suo carattere frivolo e le sue bizzarrie; poi, a un certo punto, la trama devia improvvisamente verso il thriller, con l'episodio nel parco che sarà il motore dell'ossessiva indagine del protagonista alla ricerca di una verità sfuggente quanto ineffabile. E infatti, la pellicola vuole essere proprio una riflessione sul carattere ingannevole della realtà, una realtà enigmatica ed incomprensibile filtrata attraverso l'obiettivo della macchina fotografica; a questo tema si aggiunge quello dell'illusorietà dello sguardo, in un atipico giallo in cui ciò che si vede non sempre corrisponde a ciò che è, e in cui non sembra esistere più nessuna certezza (il delitto è avvenuto oppure no?). Non a caso, alla fine, i dubbi dello spettatore sono destinati a rimanere irrisolti.
Rivisto oggi, Blow-up continua a risultare di sicuro un film ermetico ed affascinante, sebbene non manchi qualche squilibrio narrativo e alcune sequenze possano apparire fini a se stesse. All'epoca, ha suscitato scandalo per l'esposizione di nudi femminili e per una certa trasgressività un po' pretestuosa (come nella scena del ménage-à-trois); da ricordare comunque la silenziosa partita a tennis giocata dai mimi nel finale. È stato uno dei primi ruoli cinematografici dell'attrice inglese Vanessa Redgrave. Il titolo, Blow-up, si riferisce all'operazione di ingrandimento delle fotografie.
Enigmatico ma... superbo. Per fotografia e dialoghi essenziali (a volte incomprensibili, come quello sull'appendicite...). Un bellissimo documento cinematografico sulla Londra anni '60. L'immaginario si sovrappone al reale quasi spiazzando lo spettatore, preso nella morsa della curiosità per il susseguirsi di situazioni quasi irreali. Un film per sognare e immaginare.
Nella storia del cinema, le mele cadono spesso lontano dall'albero. Il ricordo degli spettatori, o l'appropriazione che la cultura fa di certi film, non sempre somiglia molto al progetto originale del regista. A Blow-up di Michelangelo Antonioni - che ora torna in prima visione grazie al restauro distribuito dalla Cineteca di Bologna - è accaduto qualcosa di simile a ciò che in precedenza era successo a La dolce vita di Federico Fellini e in seguito ad American Gigolo di Paul Schrader: sono film molto complessi, e fortemente pessimisti verso i tempi in cui erano ambientati, presto divenuti poi manifesti del periodo che in realtà criticavano. La dolce vita nella testa di quasi tutti è l'illustrazione dell'irripetibile momento euforico che colse l'Italia di fine anni Cinquanta; American Gigolo è ormai universalmente considerato come l'atto di nascita degli anni Ottanta, della moda italiana, del divismo patinato, dell'immagine pubblicitaria (e non il racconto morale, ispirato a Robert Bresson, che condannava l'edonismo del periodo). Blow-up a sua volta, invece che una profonda meditazione sulla fallacia dell'immagine e sulla trasformazione di una società, è oggi il poster della Swinging London e di fine anni Sessanta.
Non bisogna però considerarlo solamente un aspetto negativo. Blow-up, come gli altri film, ha traghettato un pubblico d'élite dentro il consumo di massa, e viceversa. Se oggi celebriamo questo capolavoro a quarant'anni di distanza è anche grazie alle forme di trasferimento della passione verso questa pellicola che varie generazioni hanno messo in circolo.
La storia di Thomas, giovane fotografo londinese, e della sua invidiabile vita, è solo l'inizio del racconto. Il giallo che si dipana a partire dagli ingrandimenti sempre maggiori di immagini scattate pigramente, per caso, apre domande personali e universali sconcertanti. L'indagine che Thomas cerca di portare avanti, a partire dal dettaglio di una pistola e di un cadavere trovato nelle fotografie, è destinata a scontarsi con la realtà e con il torpore di una società impegnata in tutt'altre faccende. Antonioni, che trasse la sceneggiatura da un racconto di Julio Cortázar, riuscì a intuire meglio di molti colleghi inglesi ed europei, le contraddizioni di un vitalismo non sempre sorretto da tensioni etiche o morali.
Un'opera di pensiero. Un'opera di poesia. Ma anche, in senso elevato e nobilissimo, spettacolo e poi, in primo luogo e soprattutto, cinema, cinema nuovo, purissimo, Anche un film difficile, comunque. Per raccontarvelo debbo fare quello che non si dovrebbe mai fare con un'opera d'arte, dividerlo, cioè, in sezioni: il racconto, i significati e lo stile con cui e l'uno e gli altri, sono stati espressi [...] Vai alla recensione »