| Anno | 2000 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Gran Bretagna, Francia |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Stephen Daldry |
| Attori | Jamie Bell, Gary Lewis, Jamie Draven, Julie Walters, Jean Heywood, Stuart Wells Mike Elliot, Billy Fane, Nicola Blackwell, Carol McGuigan, Joe Renton, Colin MacLachlan, Janine Birkett, Trevor Fox, Charlie Hardwick. |
| Tag | Da vedere 2000 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,21 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 24 gennaio 2019
1984. In un paese minerario dell'Inghilterra la politica tatcheriana è causa di gravi problemi. I minatori sono in sciopero perché il lavoro è in peri... Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, 2 candidature a Golden Globes, 3 candidature a SAG Awards, Al Box Office Usa Billy Elliot ha incassato 21,9 milioni di dollari .
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CONSIGLIATO SÌ
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1984. In un paese minerario dell'Inghilterra la politica tatcheriana è causa di gravi problemi. I minatori sono in sciopero perché il lavoro è in pericolo. Billy è figlio di uno di questi minatori che si leva quasi letteralmente il pane di bocca per permettergli di continuare a frequentare la palestra di boxe. Ma il proprietario della palestra, visti i tempi, decide di affittare una parte dell'ampio locale a una scuola di danza. Billy è attratto da quella disciplina e progressivamente si distrae dal pugilato per interessarsi alle evoluzioni alla sbarra. Diventa così l'unico allievo di un gruppo tutto femminile. Non appena il padre e il fratello se ne rendono conto si scatena il finimondo. Ma Billy ha il sostegno della sua insegnante, la signora Wilkinson. Mentre le lotte sociali proseguono e dividono il padre dal figlio maggiore, continua la lotta personale di Billy per inseguire il proprio sogno. Un sogno che rischia di diventare realtà quando la signora Wilkinson lo iscrive a un esame al Royal Ballett... Gratificato dagli incassi in patria e dalle nomination all'Oscar è un film che va oltre Full Monty nel mescolare problematiche sociali e commedia con molto garbo, confezionando una delle colonne sonore più interessanti della stagione.
Billy Elliot segue un percorso di formazione centrale, quello del protagonista, e i percorsi di formazione dei personaggi che ruotano intorno a Billy: il padre, il fratello maggiore, l’insegnante di danza, l’amico. Il percorso di Billy lo spinge a una crescita precoce. Già all’inizio Billy ha su di sé il peso di una maturità e di responsabilità imposte (ha perso la madre, bada alla nonna). La madre gli ha lasciato una lettera che Billy avrebbe dovuto aprire a 18 anni e che invece apre a 11, segnando l’anticipato raggiungimento della maturità. La lettera contiene il monito che dà la linea etica al film, «Sii sempre te stesso», un invito a seguire l’autenticità del proprio essere. Billy parte da uno stato di rassegnazione al presente che sta vivendo e al futuro che sembra già scritto per lui dalla realtà in cui si trova e dal padre, ma attraverso la passione per la danza scopre un’altra strada. Il desiderio di Billy si scontra con le imposizioni familiari, gli ostacoli economici, i pregiudizi espressi dalla famiglia, dalla comunità, e interiorizzati dal ragazzo con l’educazione subita. Billy supera questi muri grazie al talento, al sacrificio, e al cambiamento del padre. Billy lascia la prima patria, Durham, e trova la realizzazione del desiderio nella seconda patria, Londra. I principali personaggi-satelliti del protagonista trovano il riscatto e la realizzazione di sé attraverso Billy. Il padre e il fratello maggiore passano dall’assoggettamento ai pregiudizi, al loro superamento. Il percorso di Mrs Wilkinson, maestra severa e complice, è segnato dalla frustrazione dovuta a delusioni professionali e familiari, e la porta all’affermazione di sé attraverso l’insegnamento. Quello di Michael è un percorso verso la conquista della propria identità sessuale, raggiunta anche grazie all’esempio di Billy.
Il trionfo del talento, della determinazione, della volontà, del fuoco della passione più ardente che divampa dentro ed esplode inesorabilmente sopra tutto e al di sopra di tutto: è questo quello che il film racconta magnificamente e brillantemente. Una volta, per caso, ho ascolto alla TV un’intervista al grandissimo maestro Salvatore Accardo.
Che succede se il rampollo di una tosta famiglia di minatori inglesi si mette in testa di seguire le orme di Rudolf Nureiev? Un dramma. «Il balletto classico è una cosa da femminucce con le alucce sulle spalle e la coroncina in testa» ringhiano i parenti. «I ballerini sono tutti gay» gli gridano in faccia le persone vicine. E poi arrivano le minacce, gli insulti, perfino le botte.