| Anno | 1992 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | USA |
| Durata | 125 minuti |
| Regia di | Paul Verhoeven (II) |
| Attori | Michael Douglas, Sharon Stone, George Dzundza, Jeanne Tripplehorn, Dorothy Malone Stephen Tobolowsky, Wayne Knight, Benjamin Mouton, Chelcie Ross, Bruce A. Young, Denis Arndt, Daniel Von Bargen, Leilani Sarelle, Bill Cable, Jack McGee, James Rebhorn. |
| MYmonetro | 2,90 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento sabato 31 ottobre 2020
Siamo a San Francisco. Un cantante viene trovato morto in circostanze che non lasciano dubbi sul fatto che a commettere l'omicidio sia stata una donna. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, Al Box Office Usa Basic Instinct ha incassato 110 milioni di dollari .
Passaggio in TV
il film è stato trasmesso mercoledì 25 febbraio 2026 ore 21,15 su IRIS
Basic Instinct è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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CONSIGLIATO SÌ
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San Francisco. Lui e lei fanno l'amore. Lui è legato alla spalliera del letto con una sciarpa bianca di seta. Quando arrivano all'acme lei lo colpisce più volte con un punteruolo per rompere il ghiaccio. L'indagine, di una certa importanza perché il morto è un ex rockstar ben introdotto nell'entourage del sindaco, viene affidata a Nick Curran il cui soprannome è 'il giustiziere'.
Quando si parla di Basic Instinct sembra inevitabile riferirsi alla scena dell'accavallamento delle gambe da parte di Sharon Stone quasi che in questo 'sotto il vestito niente' si concentrasse tutto il film. Invece c'è molto di più e non necessariamente in positivo.
Si tratta, per l'epoca, di un film costato più come promozione che come produzione (anche se i 3 milioni di dollari incassati dallo sceneggiatore Joe Eszterhas non sono proprio trascurabili). I passaggi di mano di produzione non sono stati pochi così come le polemiche che lo hanno preceduto e accompagnato. Non ultima quella delle associazioni dei gay americani a proposito della rappresentazione delle donne nel film come omosessuali e killer. Se ci si aggiungono i tagli di 42 secondi imposti all'epoca dalla censura il gioco si può considerare fatto.
Per chi lo scopre o lo rivede oggi tutto ciò può sembrare (ed è) appartenente ad un'altra era geologica. Resta però una trama così 'pensata' a tavolino da sembrare a tratti poco credibile anche perché non mancano tentazioni citazioniste (ogni appassionato del genere sarà in grado di individuarle). Si punta tutto sull'erotismo e sullo 'scandalo' sopra citato che all'epoca rese i suoi frutti al box office di là e di qua dall'oceano. Senza contare il finale che puntualmente presagisce un seguito che, purtroppo, c'è stato.
Siamo a San Francisco. Un cantante viene trovato morto in circostanze che non lasciano dubbi sul fatto che a commettere l'omicidio sia stata una donna. Viene sospettata una scrittrice, Catherine, e delle indagini si occupa l'agente Nick. Tra i due ci sarà una relazione, ma Nick riuscirà anche a scoprire il colpevole. Il film comincia come Matador di Almodovar ma finisce in una sequela di banalità narrate da una grande fotografia e da buon professionismo. Indubbio il fascino della Stone. Le polemiche che hanno accompagnato il film negli Stati Uniti con le proteste di gay - si tratta di un'assassina bisex - non hanno fatto altro che farne lievitare il successo in tutto il mondo.
La cosa bella di questo film è che ha raggiunto il suo scopo: fare scalpore. Non tanto per le scene parecchio esplicite, ma piuttosto perchè da ogni singola critica, che sia positiva o negativa, si capisce benissimo che ci si ricorda solo la scena dell'accavallamento delle bellissime gambe della Stone. E se ci si ferma solo a questo allora vuol dire che non si è capito proprio [...] Vai alla recensione »
«Sono una scrittrice. Uso le persone per scrivere. Il mondo stia in guardia.» Un autoritratto che funziona anche da slogan, questo di Catherine Trammell, la protagonista di Basic Instinct. Sono seri Paul Verhoeven (regista) e Joe Eszterhas (soggettista e cosceneggiatore), quando le fanno dire questa e altre baggianate? Forse no e forse sì. Forse sono volutamente ironici e forse sono involontariamente [...] Vai alla recensione »