| Titolo originale | The seven year itch |
| Anno | 1955 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 105 minuti |
| Al cinema | 1 sala cinematografica |
| Regia di | Billy Wilder |
| Attori | Marilyn Monroe, Tom Ewell, Evelyn Keyes, Sonny Tufts, Robert Strauss Oskar Homolka, Marguerite Chapman, Victor Moore, Dolores Rosedale, Donald MacBride, Carolyn Jones. |
| Uscita | lunedì 11 maggio 2026 |
| Tag | Da vedere 1955 |
| Distribuzione | Cineteca di Bologna |
| MYmonetro | 3,75 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento lunedì 11 maggio 2026
Un impiegato rimasto solo in città, perché la famiglia se ne è andata in villeggiatura, prova un'attrazione sempre maggiore per la vicina di casa bionda e sexy. Alla fine però si spaventa per le possibili conseguenze e fugge a raggiungere la moglie. Quando la moglie è in vacanza è 68° in classifica al Box Office. domenica 7 giugno ha incassato € 282,00 e registrato 1.213 presenze in totale.
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Richard Sherman, che lavora presso una piccola casa editrice a NewYork, rimane solo in città mentre moglie e figlio partono per le vacanze estive. Tornato a casa dopo averli accompagnati al treno, scopre che al piano di sopra è venuta ad abitare un'attrice di spot pubblicitari. Ne viene immediatamente colpito e la situazione si complica quando legge le bozze di un libro in cui uno psicologo tratta della crisi del settimo anno di matrimonio. Da quel momento Richard inizia a fantasticare sul proprio potere di seduzione e, quando una piantina di pomodori cade dal piano di sopra, si annuncia per lui un nuovo incontro con la vicina che gli ha appena detto che conserva la biancheria intima in frigo a causa del gran caldo.
Il più grande successo del 1955 per la 20th Century Fox.
Il Codice Hays impera a Hollywood imponendo assurde censure. Non è facile quindi per Billy Wilder e George Axelrod adattare per lo schermo una commedia che ha tenuto il cartellone a Broadway per tre anni. I sottintesi sessuali sono vietati e qualsiasi, seppur vago, riferimento all'adulterio non viene neppure preso in considerazione. Wilder dirà in seguito che il film avrebbe dovuto essere girato senza censure e che era stato imbarazzante realizzarlo.
Ma forse proprio a causa di quelle censure ancora oggi si può apprezzare la sottigliezza di uno script che sa come aggirarle conservando una libertà di pensiero e di espressione vivace nonostante tutti gli ostacoli.
Basta pensare all'ironico e sferzante inizio. Se Chaplin diversi anni prima in Tempi moderni aveva paragonato le masse lavoratrici alle pecore qui si prendono a pretesto i nativi americani per sottolineare che nulla è cambiato nei secoli: quando le mogli partono per le vacanze i mariti si mettono a seguire le belle donne rimaste in città. Ci sono poi tutte le divertenti elucubrazioni in cui Richard si presenta come un irresistibile seduttore per arrivare successivamente alla fantasia (che dovrebbe giustificarlo) sul comportamento della consorte. Richard continua in sostanza a rivolgersi allo spettatore (maschio) cercando in lui la complicità e, al contempo, autoridicolizzandosi nei confronti del pubblico femminile.
Cercare la complicità degli uomini è indubbiamente facile avendo come vicina di casa Marilyn Monroe. Difficile, se non impossibile, resistere al suo fascino ma il Codice impone le sue restrizioni ed allora abbiamo i pattini a rotelle e la pagaia dimenticata a ricordare alla protagonista la famiglia e i suoi doveri e, con il senno di poi, si può considerare che i produttori, che imposero Tom Ewell (che aveva impersonato Sherman a teatro) al posto di Walter Matthau, avessero ragione. Era necessario un volto sconosciuto al grande schermo per impersonare questo borghese qualunque messo di fronte al sex symbol universalmente riconosciuto nel mondo della settima arte.
Un impiegato rimasto solo in città, perché la famiglia se ne è andata in villeggiatura, prova un'attrazione sempre maggiore per la vicina di casa bionda e sexy. Alla fine però si spaventa per le possibili conseguenze e fugge a raggiungere la moglie.
Film bellissimo. L’istrionismo di Billy Wilder è inconfondibile. Maestria recitativa a tutto tondo. Sulla carta non potrebbe esistere ruolo più vacuo e insensato della vicina di casa, ma la mano abile del regista e la scelta azzeccata della Monroe ne fanno un personaggio da antologia. Satira feroce e corrosiva alla Wilder sul consumismo e sui valori sui quali si reggerebbe la famiglia [...] Vai alla recensione »