Il regista goriziano è dietro la macchina da presa del film Ultimo schiaffo. Al cinema.
di Veronica Ranocchi
Non un regista per caso, ma sicuramente qualcuno che ha fatto tesoro della propria esperienza di vita trasformandola poi in qualcosa di diverso e concreto. Tanti gli impegni di Matteo Oleotto prima di diventare stabilmente un nome dietro la macchina da presa. Ma tutti impegni che lo hanno formato in qualche modo.
In questi giorni esce nelle sale il suo nuovo film, Ultimo schiaffo.
Nasce a Gorizia nel 1977 e lì trascorre la prima parte della sua vita. Si sposta poi a Udine dove si diploma attore nel 2001 presso la Civica Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe". Solo quattro anni dopo, nel 2005, si sposta e, invece di rimanere davanti alla macchina da presa, va dietro diplomandosi regista presso il Centro Sperimentale di Cinematografa di Roma dove scrive e dirige i suoi primi lavori.
Nel frattempo lavora come telefonista in un call-center, come bagnino, in una ditta di traslochi, in un autolavaggio, come operaio in una ditta di microcomponenti, assistente notturno, cameriere, aiuto cuoco, giardiniere, arbitro di basket, portiere d'albergo, istruttore di nuoto. Tutte queste professioni lo impegnano prima di dedicarsi completamente alla regia.