Sarà quest’anno dedicata ad Agnieszka Holland la 3° edizione della rassegna “Grandi classici del cinema polacco” che fa parte della 13° edizione del festival CiakPolska che si svolgerà a Roma a Palazzo delle Esposizioni dall’11 al 20 novembre. Lo sguardo della cineasta polacca è tra quelli più forti, liberi e senza compromessi, crudi ma anche intimi del panorama europeo. I suoi film sono spesso caratterizzati da una narrazione solida che guarda da una parte al cinema hollywoodiano, soprattutto nella costruzione dei personaggi, nel modo in cui costruisce la tensione e nel rapporto coi generi.
Contemporaneamente, la sua formazione alla FAMU, la celebre Scuola di cinema di Praga dove ha avuto come insegnanti anche Milos Forman e Ivan Passer, ha contribuito a farle respirare il clima delle Nouvelle Vagues europee, a cominciare da quella francese dove possono rintracciarsi delle influenze del cinema di Jean-Luc Godard e Robert Bresson fino alla Nová Vlna cecoslovacca. Tra i nomi di punta della cinematografia del proprio paese, è entrata a far parte all’inizio degli anni Settanta di un collettivo di cineasti polacchi guidati da Andrzej Wajda per cui ha anche collaborato come sceneggiatrice in Danton (1982) e I demoni (1988) e, non accreditata, in L’uomo di marmo (1977) e L’uomo di ferro (1981) ed è stata assistente alla regia di Krzysztof Zanussi in Illuminazione (1973) prima di realizzare nel 1977 il suo primo lungometraggio, Screen Tests, codiretto con Pawel Kedzierski e Jerzy Domaradzki, che racconta l’incontro di due ragazzi a un provino cinematografico. In questo film, che inaugura la rassegna l’11 novembre, emergono già alcuni dei temi che attraversa la filmografia della cineasta: lo sguardo generazionale, l’ingresso dell’età adulta, i personaggi davanti alle loro scelte.
