Uscito nel 1977 e poi caduto nell’oblio, il film restaurato di Coline Serreau è disponibile gratuitamente in streaming su ARTE grazie alla rassegna Artekino Classics.
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di Roberto Manassero
Come ha scritto il giornalista francese Tristan Brossat, «il cinema francese non ha aspettato la fine degli anni ’60 per mettere in discussione la rappresentazione della coppia tradizionale e raccontare i triangoli amorosi». In effetti, l’aveva fatto già da tempo, da classici come Amanti perduti (1945) di Marcel Carné e I diabolici (1955) di Henri-Georges Clouzot e poi ai tempi della Nouvelle Vague, con il capolavoro Jules et Jim (1962) di François Truffaut.
Nel ’68 e dintorni, poi, le cose erano cambiate ulteriorment: nel ’67 Due o tre cose che so di lei Godard aveva raccontato di una madre di famiglia che si prostituisce per interesse e noia e nel ’73 Jean Eustache aveva messo a nudo la fragilità del maschio nel suo La maman et la putain.
Tra i film «scandalo» di quella stagione c’è anche un altro titolo per molto tempo dimenticato e oggi riscoperto: Perché no? (Pourquoi pas!, 1977) di Coline Serreau, storia di un triangolo che oggi definiremmo “poliamore”. Siamo nella banlieu di Parigi, in una grande casa dove vivono due uomini e una donna: Fernand, che si occupa della gestione pratica della casa; Louis che compone e suona musica; Alexa, che con il suo lavoro mantiene gli altri. Emotivamente e sessualmente, i protagonisti si sostengano a vicenda: Fernand deve accettare la separazione dai figli voluta dall’ex moglie, Louis si è da poco liberato dalla relazione con la madre, Alexa è reduce dalla delusione del precedente matrimonio…
La rappresentazione di questo triangolo non è nemmeno così trasgressiva come potrebbe sembrare: il film ha un tono malinconico, la prova dei suoi interpreti (Christine Murillo, Mario Gonzalez, Sami Frey) è misurata e le scene di sesso non cercano per forza lo scandalo come altri film di quella stagione: il ’77, non dimentichiamolo, è l’anno di Ecco l’impero dei sensi, e poco prima c’era stato Ultimo tango a Parigi…. Eppure, forse per via del tono assolutamente normale del film, per la Francia dell’epoca non è ancora tempo.
La sceneggiatura viene rifiutata due volte dalla commissione per l’anticipo sugli incassi del Centro nazionale per la cinematografia (nata nel 1959 proprio per sostenere film origini e difficili da realizzare) e solo dopo che la regista ha collaborato con la femminista e politica francese Antoinette Fouque per il documentario Mais qu’est-ce qu’elles veulent? (un mosaico di ritratti di giovani donne francese che compone un’indagine sulla condizione femminile nel Paese) ottiene finalmente il via libera.
Una volta terminato, Perché no? ottiene un buon successo di pubblico e critica e anche la stampa più conservatrice riconosce la delicatezza e la sobrietà con cui la Serreau ha affrontato il tema della convivenza e della bisessualità. Il film resta in cartellone diversi mesi sia a Parigi sia a New York, ma un po’ alla volta viene dimenticato, complice la trasformazione della regista in una figura a metà tra il cinema di ricerca e il grande pubblico, grazie soprattutto al successo di Tre uomini e una culla (1985), riflessione in chiave di commedia sulla crisi della società patriarcale poi rifatta a Hollywood con Tre scapoli e un bebè (1987).
Solo a inizio anni Duemila Perché no? viene riscoperto e inserito in un cofanetto DVD sull’opera della Serreau, salvo ricadere nell’oblio negli anni successivi, mai programmato in tv e introvabile nei servizi in streaming. Almeno fino al 2022, quando la casa di distribuzione Le Chat qui fume, gestita da un grande appassionato del cinema della Serreau, Stéphane Bouyer, ottiene il permesso di restaurare il film a partire dal negativo originale. E così si arriva a poche settimane fa, al Cinema ritrovato di Bologna che dedica un’integrale alla regista francese e inserisce anche Perché no?, poi reso disponibile gratuitamente in streaming su ARTE.TV nella rassegna Artekino Classics insieme ad altri 18 film cult.
Quale occasione migliore, dunque, per riscoprire un gioiello del cinema francese, e capire quale ruolo può avere il cinema per contribuire al cambiamento delle abitudini sentimentali e sessuali?