Il regista francese è dietro la macchina da presa per Le occasioni dell'amore, con Guillaume Canet e Alba Rohrwacher. Dal 23 dicembre al cinema.
di Fabio Secchi Frau
Drammi sociali e umani della classe lavoratrice (ma non solo), stretta tra dinamiche familiari e lotte personali. Il realismo di Brizé parla così di economia, morale, emotività in una narrazione estetica cruda e autentica.
Immerso in una luce naturale, sorretta da una fotografia sobria spesso firmata da Antoine Heberlé o da Éric Dumont, questo regista francese compone un approccio visivo che permette agli spettatori di sentirsi nell'immediatezza come i suoi operai, i suoi cinquantenni, i suoi disoccupati, le sue nobildonne e i suoi innamorati, spiati nelle loro esperienze quotidiane, in luoghi scelti con cura per riflettere la realtà della loro rispettiva classe sociale.
Le inquadrature lunghe e fisse sono il buco della serratura da cui osserva le loro storie negli ambienti naturali, con uno stile di ripresa che ha tutta la grammatica del cinema documentaristico, riuscendo a far percepire le intense emozioni che muovono la trama dietro dettagli e piccoli gesti.
Dal 23 dicembre vedremo nelle sale il film con Guillaume Canet e Alba Rohrwacher Le occasioni dell'amore.