Continua fino al 31 dicembre l’evento che offre un’imperdibile selezione del giovane cinema europeo.
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di Roberto Manassero
È ancora in corso - fino al 31 dicembre - la nona edizione dell’Artekino Festival, manifestazione che offre gratuitamente al pubblico italiano (e di una trentina di altri paesi europei) 9 film su arte.tv, su smartphone e SmartTV tramite l’app ARTE e su YouTube. Il giovane cinema europeo sarà protagonista di una selezione che mostra opere passate negli ultimi anni nei festival più importanti (da Cannes e Berlino in giù), espressione delle nuove leve del cinema d’autore, in particolari di paesi come Francia, Germania, Grecia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca. Ambizione della selezione – come del resto di ogni festival – creare connessioni tra le opere, i loro creatori e un pubblico che cerca nel cinema esempi di sguardi diversi e non omologati.
Buone visioni.
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L’attrice Agathe Bonitzer (figlia del critico e sceneggiatore Pascal e della regista Sophie Fillières, autrice prima di morire del bellissimo Ma vie ma gueule) indaga sulla vita di sua nonna Solange. Ad accompagnarla la regista Louise Narboni, che tra opere d'arte, scritti e archivi familiari scoprirà con l’amica un passato affascinante e rifletterà sul tempo, il ricordo e i diversi percorsi della vita. Un film intimo e a più voci, familiare e insieme personale, ammaliante come leggere le pagine di un diario appartenuto a qualcun altro…
Un documentario politico e insieme poetico sui precari dell’industria nucleare, migliaia di lavoratori che viaggiano da un centrale all’altra per eseguire lavori di manutenzione, guadagnando abbastanza per vivere ma esponendosi alle radiazioni. La riflessione sul rapporto fra profitto e salute nella società liberalista si accompagna a immagini di grande impatto, come quelle dei reattori alti all’orizzonte simili e montagne o la visione contrastante di un camper parcheggiato di fronte alla centrale, a unire lavoro e svago, pericolo e divertimento. Presentato alla Berlinale del 2023, è il lavoro di laurea di due studenti della Hochschule für Fernsehen di Monaco.
Mentre sta lavorando a un documentario sui “fantasmi”, cioè i dipendenti pubblici greci assunti regolarmente ma sempre assenti, soprattutto se incaricati di occuparsi dell’emergenza migratoria, una troupe incontra Haroula, una madre alla ricerca del figlio scomparso. E quando quest'ultimo viene accusato di frode, la donna parte a cercarlo in compagnia dell’altro figlio disabile e di un tassista di origini africane… Una satira sulla società greca contemporanea, tra commedia nera e sguardo antropologico. Presentato nel 2023 al Festival di Salonicco, il film ha poi vinto il Golden Apricot International Film Festival in Armenia.
Presentato al London Film Festival nel 2019, poi candidato a diversi BAFTA (gli Oscar del cinema inglese), è il lungometraggio d’esordio del romanziere Blake, ispirata a un suo precedente corto. Attraverso la storia di Tyler, un adolescente che vive con la madre e la sorella in un piccolo appartamento di East London e viene coinvolto in un grande traffico di droga e sfruttamento minorile, il film è uno sguardo durissimo sul mondo della criminalità inglese, sul degrado del paesaggio urbano contemporaneo e sulla solitudine di un adolescente che abbandona e ferisce le persone che ama.
In Germania la chiamano Ostalgie, la nostalgia, cioè, degli anni del comunismo, ammantata di mitologia e poco senso della realtà. Chissà se anche in Ucraina esiste un’espressione simile: in caso contrario, per capire fosse la vita ai tempi dell’Urss (specie verso la fine, durante la cosiddetta perebudova, “il rimodellamento”), Do You Love Me? di Tonya Noyabrova, presentato nel 2023 nella sezione Panorama della Berlinale, è il film perfetto, ambientato a un passo dalla caduta dell’Urss (quando la regista era ancora una bambina) e anche della famiglia della giovane protagonista… Un gioiello.
L’uomo peggiore di Londra del titolo originale (da un’espressione realmente utilizzata da Arthur Conan Doyle) è il mercante d’arte Charles Augustus Howell, vicino per aspirazione e lavoro ai pittori pre-raffaeliti della seconda metà dell’Ottocento, un po’ artista pure lui, un po’ truffatore e un po’ vampiro, come lo definisce nel film il pittore più famoso del movimento, Dante Gabriel Ferretti. Tra ambiente decadenti e altolocati, interni oscuri e scene en-plein-air, amore per la vita e costumi liberi, un film (presentato quest’anno a Rotterdam) corale e polifonico, vicino al cinema di un grande oggi dimenticato: il regista cileno Raoul Ruíz.
Dal concorso di Karlovy Vary del 2021, la storia d’amore ambientata a Francoforte tra una gallerista e un congolese in attesa di essere regolarizzato che vende diamanti e vive di espedienti più o meno legali. Entrambi intenzionati a vivere diversamente la propria vita, si scontreranno però con una realtà difficile da controllare. E quando lei deve decidere se aiutare o meno lui a togliersi dai pasticci, le loro differenze emergono drammaticamente. Tra Loach e Fassbinder, un mélo visivamente energico che gioca con gli stereotipi del genere per provare a superarli, nel cuore dell’Europa democratica.
In un villaggio della Repubblica Ceca, Standa e Bronya sono entrambi vigili del fuoco volontari: uno aspetta la nascita del primo figlio, l’altro, più anziano, ha perso da poco la moglie. Quando un’auto piomba sulla folla in una festa di paese, i due reagiscono diversamente: Bronya è convinto si tratti di terrorismo, Standa vede invece le cose da un’altra prospettiva... Un film laconico come i suoi protagonisti, un ironico e dunque serissimo pamphlet sulla nascita dei pregiudizi e del razzismo nei paesi dell’ex blocco sovietico. Presentato a Panorama nel 2022.
Atene, estate, caldo soffocante. In un piccolo appartamento vivono la sedicenne Eleftheria e la sorella maggiore, incinta e vicina al parto. L’atmosfera opprimente trasmette bene la condizione della giovane protagonista, il cui nome in greco significa “libertà”, ma al contrario si sente intrappolata dalla sua vita, tra la morte della madre, la nuova compagna del padre e l’arrivo ad Atene con la speranza di trovare l’amore… Adolescenza torbida, atmosfere torride, sguardo partecipe e languido: una storia di desiderio femminile, opera seconda della sua regista, in concorso a Salonicco nel 2023.