Un film sulla battaglia di una madre coraggio per riprendersi suo figlio, raccontata con un’interessante gamma di chiaroscuri. È Niente da perdere, debutto cinematografico nella finzione di Delphine Deloget, presentato nella sezione Un certain regard del Festival di Cannes del 2023 e incentrato sulla (dis)avventura esistenziale di una madre lavoratrice single con due figli a carico.
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Il più piccolo, Sofiane, resta gravemente ferito in un brutto incidente domestico e da quel momento i servizi sociali lo allontanano da casa. Un incubo per qualsiasi madre, e infatti Sylvie, la protagonista, non ci sta, decide di intraprendere una durissima battaglia, in primis con l’annosa burocrazia, per riottenere a tutti i costi la custodia di suo figlio.
La chiave più interessante e originale della scrittura di questo dramma insieme familiare e sociale dalla tensione costante è la caratterizzazione obliqua della protagonista, presentata da subito come tutt’altro che un’eroina virtuosa. È una madre imperfetta, una donna non gradevole, collerica e piena di ombre, che compie una serie di errori e risulta anche psicologicamente poco stabile.

