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Venezia 81, la SIC che punta su un mix variegato che racconta i nostri giorni

La sezione autonoma e parallela della Mostra del cinema presenta un programma che inquadra la complessità del presente.
di Paola Casella

lunedì 22 luglio 2024 - Mostra di Venezia

La 39esima edizione della Settimana Internazionale della Critica, sezione autonoma e parallela della Mostra del cinema di Venezia organizzata dal Sindacato nazionale critici cinematografici italiani, è “una finestra sul mondo, dalla quale è possibile osservare tutta la complessità del presente”, afferma la Delegata nazionale Beatrice Fiorentino, secondo cui i film della selezione raccontano “l’incertezza, indeterminatezza e contraddittorietà che accompagnano i nostri giorni ad ogni latitudine del pianeta”, fotografando la nostra società “sempre più in affanno”.

Il mix è variegato: fra i titoli in cartellone troviamo film di genere, d’autore e documentari, senza dimenticare il divertimento e la magia. Ecco i titoli di questa edizione, raccontati da Fiorentino:
 

APERTURA E CHIUSURA FUORI CONCORSO LUNGOMETRAGGI 

Due film francesi molto diversi fra loro segnano l’apertura e la chiusura della selezione dedicata ai lungometraggi. In apertura troviamo Planet B della regista Aude Léa Rapin, fantascienza cyberpunk ispirata al cinema di Carpenter, Cameron e Shyamalan che è “un inno alla libertà, uguaglianza e sorellanza declinato su due piani paralleli di realtà: le strade di una metropoli del futuro incendiate dalla rivolta e una prigione virtuale di cui nessuno conosce le regole”. In chiusura invece c’è Little Jaffna di Lawrence Valin, anche attore protagonista, che parte dal cortometraggio omonimo del 2018 e sviluppa come “un polar adrenalinico e avvincente ambientato fra le strade ed i quartieri della comunità Tamil di Parigi, fra infiltrazioni della polizia, tradimenti e inseguimenti”. Un film di genere che si preannuncia accessibile, ma affronta anche con coraggio “la questione identitaria delle seconde generazioni figlie dei flussi migratori meno recenti”.

CONCORSO LUNGOMETRAGGI

L’unico italiano in gara è Anywhere Anytime, esordio del regista iraniano Milad Tangshir emigrato in Italia nel 2011 per studiare cinema all’Università di Torino. Il film racconta “l’Italia di oggi attraverso gli occhi dell’altro, riuscendo nell’impresa di aggiornare la lezione del Neorealismo e instaurare un dialogo con il più recente cinema italiano”. Una storiadi sopravvivenza con protagonista un rider immigrato che sembra collocarsi tra il Vittorio De Sica di Ladri di biciclette (guarda la video recensione) e il Matteo Garrone più attento al sociale.


Due i film statunitensi in concorso: alla vigilia delle elezioni presidenziali 2024, Homegrown di Michael Premo segue “la migliore tradizione del documentario civile americano, osservando dall’interno e senza giudizio, anche a rischio della propria vita, le attività di un gruppo di suprematisti sostenitori di Donald Trump, dai raduni in campagna elettorale fino all’assalto a Capitol Hill”. No Sleep Till della regista inglese Alexandra Simpson racconta invece “la Florida delle palme, l’oceano, le piscine, i neon e le ballate di Springsteen dove un uragano incombe all’orizzonte”.

Inglese è anche Jethro Massey, il regista di Paul & Paulette Take a Bath, “una rom-com anomala e un buddy movie bizzarro a tinte chiaroscure” incentrato sull’incontro fra “due personaggi accomunati da un’insolita attrazione per la morte”: una premessa che fa subito pensare ad Harold & Maude, anche se a differenziare i protagonisti non è la grande differenza di età.

“Feng shui e voodoo, lirismo e magia” popolano invece Don’t Cry, Butterfly della regista vietnamita Du'o'ng Dieu che pone la questione femminile in primo piano. “Un film visionario, una storia famigliare dal sapore dolceamaro ambientata fra mura domestiche che si fanno potente metafora della società”.

“Ironico e amaro, a tratti ferocemente divertente” è invece Peacock dell’austriaco Bernhard Wenger che secondo la Delegata nazionale rimanda a Lanthimos e Ostlund, “ma con l’aggiunta di una compassione inedita, profondissima e sincera”. Fiorentino definisce infine “uno stoner movie sinestetico e pittorico, rigoroso e ipnotizzante” Perfumed with Mint del regista egiziano Muhammed Hamdy, che narra attraverso il filtro del realismo magico “una generazione condannata all’esilio perenne, incompresa e braccata” e “fotografa le tensioni sociali di un Nordafrica ancora spaccato fra tradizione e modernità”. 


In Perfumed with Mint il realismo magico è il filtro attraverso cui fotografare le tensioni sociali di un Nord Africa ancora spaccato fra tradizione e modernità.

I CORTI SIC@SIC

In apertura fuori concorso ci sono The Eggregores’ Theory di Andrea Gatopoulos e Dark Globe di Donato Sansone (una coproduzione Italia-Francia) e in chiusura, sempre fuori concorso, troviamo invece Domenica sera di Matteo Tortone, che aveva già partecipato in gara a Sic@Sic nel 2022 con Mother Lode.

Ecco la lista dei corti in concorso:

- At Least I Will Be 8294400 Pixel di Marco Talarico 
- Billi il Cowboy di Fede Gianni
- Nero argento di Francesco Manzato 
- Phantom di Gabriele Manzoni
- Playing God di Matteo Burani (altra coproduzione italofrancese) 
- Sans Dieu di Alessandro Rocca 
- Things That My Best Friend Lost di Marta Innocenti 


Tutti i film da € 1 al mese

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