Una filmografia appassionante che torniamo a proporvi attraverso nuovi percorsi. Un’occasione per celebrare uno dei più grandi registi della storia che quest’anno avrebbe compiuto 90 anni.
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di Roberto Manassero
È ora disponibile su MYmovies ONE una nuova rassegna streaming dedicata a François Truffaut (uno dei registi più famosi della storia del cinema, da rivedere e riscoprire a ogni passaggio). Dalla sua lunga filmografia, purtroppo interrottasi troppo presto, nel 1984, quando Truffaut morì a 52 anni con una trentina di progetti in mente, sono stati scelti 11 film, appartenenti a diversi periodi della sua produzione.
A 2,99 € si potrà acquistare anche l’ebook della nuova edizione di uno dei libri italiani più importanti sul regista francese, il bellissimo “Il cinema di Truffaut” di Paola Malanga (rieditato da Baldini+Castoldi lo scorso febbraio, con prefazione di Paolo Mereghetti). Il volume cartaceo si può acquistare anche sugli store online di IBS e Amazon.
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Abbiamo pensato a una guida ai film di Truffaut compresi nel pacchetto, individuando percorsi e legami, tenendo bene presente che poche filmografie del passato risultano anche a rivederle altrettanto coerenti e appassionanti.
IL CICLO DI ANTOINE DOINEL
I QUATTROCENTO COLPI (1959)
Il primo lungo di Truffaut segna con Fino all’ultimo respiro l’inizio della Nouvelle Vague. A 27 anni il regista ripensa all’infanzia e crea l’alter ego Antoine Doinel, adolescente con genitori distratti, una passione intensa per la letteratura e il cinema e la propensione a mettersi nei guai e a inseguire la libertà. A interpretarlo chiama Jean-Pier Léaud, di 12 anni più giovane, cucendogli addosso il ruolo della vita.
BACI RUBATI (1968)
Terzo episodio della saga di Antoine Doinel, dopo l’episodio Antoine e Colette: Antoine ha vent’anni, sperimenta vari lavori, trova l’amore, si guarda allo specchio e a forza di ripetere il proprio nome prova a capire chi è. Una commedia intimista e buffa, con momenti farseschi e polizieschi, in cui Truffaut mette tutto lo spirito vitale di una stagione irripetibile per il cinema e per la società francese.
L’AMORE FUGGE (1979)
Quinto e ultimo capitolo della saga di Antoine: il personaggio ha poco più di trent’anni ma per lui è già tempo di bilanci esistenziali. Divorziato, impulsivo, pasticcione, insegue la felicità ma è incapace di trattenere l’amore. Truffaut usa i film del passato come flashback, ma ne rigira alcune scene per rendere conto della memoria selettiva di un uomo che sotto sotto sa di aver fallito.
CINEMA E LETTERATURA
JULES E JIM (1962)
Terzo film di Truffaut e altro film simbolo della Nouvelle Vague. La storia di un triangolo amoroso (due amici amano la stessa donna) tra la Belle époque e gli anni ’20 è raccontata con uno stile liberissimo, segnato sia dall’amore per la letteratura (è tratto da un romanzo di Henri-Pierre Roché), sia dalla voglia di rompere le convenzioni del racconto cinematografico. E Jeanne Moreau non è mai stata così bella.
LE DUE INGLESI (1971)
Il secondo incontro con la prosa di Henri-Pierre Roché cambia gli addendi del triangolo amoroso (non più due uomini e una donna, ma due donne e un uomo nella Parigi di inizio ’900) e anche il risultato dalla riflessione di Truffaut sui sentimenti, che qui si fa più cupa, concreta, anche scandalosa (non a caso girano parecchie versioni del film, massacrato dalla censura soprattutto in Italia).
TRA NOIR, MÉLO E COMMEDIA
TIRATE SUL PIANISTA (1960)
Secondo film di Truffaut, il più influenzato all’epoca dal suo recentissimo passato di critico per i «Cahiers du cinéma» e dal suo amore per il cinema di serie B hollywoodiano, qui omaggiato con la storia noir di un pianista (Charles Aznavour) coinvolto suo malgrado in un regolamento di conti fra gangster. Un film di genere giocoso e divertente, in cui emerge una Parigi realistica da lustrarsi gli occhi.
LA CALDA AMANTE (1964)
Il volto in primo piano di Françoise Dorleac (sorella maggiore di Catherine Deneuve, morta giovanissima nel ’67), addormentata e osservata con amore dal suo amante – uno scrittore che per lei lascerebbe la famiglia – resta una delle immagini più belle di tutto il cinema di Truffaut. Il film è un altro triangolo amoroso borghese, ancora una volta destinato a finire in tragedia.
MICA SCEMA LA RAGAZZA (1972)
Uno dei Truffaut minori e forse – chissà – da rivalutare. Con il solito amore per il noir, la commedia scanzonata, le storie sentimentali che mescolano sentimenti puri e istinti carnali, il regista allestisce la tragedia un po’ ridicola di un professore di sociologia che vuole studiare il caso di una pluriomicida e ovviamente s’innamora di lei, facendo immancabilmente una brutta fine…
GLI ULTIMI CAPOLAVORI
L’ULTIMO METRO (1980)
Nella Parigi occupata, la proprietaria di un teatro prosegue l’attività del marito, un regista ebreo creduto morto da tutti, destreggiandosi fra collaborazionisti, impresari nazisti e l’amore inatteso per un nuovo attore della compagnia. L’amore, la guerra, l’arte, la vita, lo spettacolo, Catherine Deneuve, Gerard Depardieu: il mondo di Truffaut in tutto il suo splendore, insomma. Che sia questo il suo capolavoro?
LA SIGNORA DELLA PORTA ACCANTO (1981)
Due ex amanti si ritrovano a vivere uno accanto all’altra, entrambi con nuove famiglie e nuove vite. La passione però riprende, dirompente e tragica come solo il cinema sa raccontarla. Un melodramma tra i più famosi di sempre, con Depardieu e Fanny Ardant emblema dell’amore impedito e immortale, qui ancora più dirompente perché calata in un contesto piattamente borghese. «Né con te, né senza di te».
FINALMENTE DOMENICA (1983)
Basterebbe l’inizio, con Fanny Ardant che cammina a passo spedito, statuaria e bellissima, a fare di questo film – l’ultimo di Truffaut, che sarebbe morto nell’ottobre dell’84 per un tumore al cervello – l’icona di un modo di fare cinema improntato alla leggerezza, alla citazione (la Hollywood classica, il giallo, la commedia investigativa), alla passione per l’arte del racconto, al piacere luminoso di creare mondi.