Un film struggente e delicato che ha saputo colpire il pubblico online.
PRENOTA UN POSTO IN SALA.
La 77.ma Mostra del Cinema di Venezia è definitivamente iniziata con i primi film dei concorsi internazionali. Ad aprire le danze della sezione Orizzonti è stato Mila (Apples), film del regista greco Christos Nikou proiettato anche nella Sala Web di MYmovies.
La storia è quello di un uomo che ha perso tutti i suoi ricordi a causa di una pandemia ed è costretto sottoporsi a un nuovo trattamento per curare questa amnesia. Un racconto che ricorda molto l’attualità ma che ha colpito gli spettatori soprattutto per la modalità delicata e struggente con cui viene messo in scena. “Bello, struggente, un film che ad ogni scena ti lascia con una riflessione” si legge tra i commenti del pubblico che in queste ore stanno continuando a vedere il film.
Mila (Apples) sarà infatti disponibile nella Sala Web della Mostra del Cinema fino alle 19.40 di lunedì 7 settembre.
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Ecco intanto i migliori commenti arrivati finora:
Meraviglioso! Il desiderio di non sentire più, perché sentire sembra insopportabile. Mi piace che non ci sono dei nomi. Potrebbe essere la fuga di chiunque, per arrivare ad un'idonea distanza che richiama il ritorno ai sentimenti, al vivere tutto a pieno, perché la vita è così... 5 stelle
Certo che il cinema greco sta facendo passi da gigante. Qui all'apparenza sembra la rappresentazione di un sofferto conflitto a perdere con se stessi, nel dramma della perdita di memoria che conduce allo straniamento da sé. poi si scopre che si tratta dell'annientamento dei ricordi di fronte ad un Dolore troppo grande per essere accettato. Come dire, se mi lasci mi cancello. Molto bravo l'attore protagonista, intenso nella sua chiusura obbligata con il mondo, mai fuori tono.
Bello, struggente, un film che ad ogni scena ti lascia con una riflessione, mi è davvero piaciuto!
Il lutto la fuga del protagonista dalla sofferenza per prendere in mano un'altra vita e costruire un fim di se stesso, non quello vero, quello mascherato dell'ordinario non significante che riempie la vita degli umani come da programma rieducativo. Fino all'impatto con un dolore estraneo, quando il nodo del cuore, rifiutato, inabissato, riaffiora e cede sciogliendosi nella tenerezza del gesto dei fiori portati su una tomba. Chi saprà dissotterrare il dolore e lasciarsi andare alla dolcezza del ricordo? chi non mangerà le mele perché fan tornare la memoria? Un film che fa risuonare tante corde
Splendido. Un film piccolo piccolo. poetico. Freddo nell'ambientazione invernale. Caldo di emozioni. Una fotografia assolutamente perfetta, cucita sul protagonista. Intenso. Bellissimo l'uso del sonoro. ost minimale, delicata, entra in campo in punta di piedi, quasi, elegante. un film che merita. sentito.
Struggente il desiderio di non ricordare.
Elaborare un lutto..attraverso l'amnesia..melanconico..fra grecia ed europa dell' est.
Un film che fa riflettere! Struggente e malinconico...bello!
Bel film, malinconico e struggente, ma profondo!
Perdere la memoria per amore. una storia particolare e intima. Bravo lui.
Bella sceneggiatura e bravissimo protagonista. regia molto pulita. Mi è piaciuto tutto, anche il titolo che tiene sospesi sino alla fine.
Come sempre i greci rivelano grande sensibilità: la scelta della chiave minimalista può essere intesa come un atto di empatia e di rispetto verso il protagonista e la sua storia, che nella sua essenzialità trova la sua forza
Soggetto molto interessante e nuovo. Un po', giustamente, angosciante. Mancavano i nomi delle persone e questo accresceva il senso di vuoto (di memoria) e vuoto di affetti.
Film bellissimo. parla di solitudini. Di quelle solitudini che ognuno ed ognuna di noi ha vissuto in questi mesi di solitudine, appunto. musiche altrettanto belle, ed anche se il film è in greco, sembra capirlo tutto.
Certi eventi della vita fanno perdere di vista sè stessi, perdere pezzi della propria identità e della propria storia. e fanno sì che si debba cambiare, ricominciare, riannodare i fili, ricreare un nuovo album di immagini e di ricordi. eccezionale la metafora che sta alla base del film. bella la sceneggiatura. originale, a tratti, la regia. meraviglioso il protagonista.
Nonostante il tema sia da sempre molto affrontato nel cinema, mi hanno sorpreso le delicatezza, la sensibilità e l'originalità con cui ci siamo trovati immersi nell'universo interiore del personaggio. la scena in cui si ritrova in camera vestito da astronauta è il climax. ho apprezzato il minimalismo delle inquadrature e del racconto essenziale: un modo poetico per raccontare il distacco dalla perdita ed il bisogno di prendersi del tempo in cui dimenticarsi di sé, per poi provare a ritrovarsi.
Vivere o immaginare di vivere attraverso una miriade di immagini che vorrebbero rappresentare la vita? argomento interessante,visto che ognuno di noi fa della sovraesposizione di immagini attraverso i social una scelta ben precisa…
Sorprendentemente attuale, un viaggio emozionante alla scoperta di un mondo interiore solitario e disperato, con un finale pieno di speranza per il futuro
Recitazione misurata eppure intensa, una storia di toni sfumati e grigi, in cui l'unico che sembra non usare gli altri è proprio il protagonista. metafore sottile del malessere di oggi in cui la memoria a volte è solo un ostacolo.
Interfacciarsi con dolori ordinari in un contesto straordinario e cercare di celare, ricoprire, l'ordinario con lo straordinario, cercando di farlo passare (forzatamente) come secondario. questo secondo me il legame indesiderato con la gestione delle problematiche di sempre all'interno del contesto straordinario del lockdown e le sue conseguenze.
Una rappresentazione delicata e struggente dell'elaborazione del lutto, processo lungo e doloroso. Ben descritto con scene, musica, ricordi e colori