Fu Karl Lagerfeld a trasformarla in icona della passerella
ROMA, 24 AGO - I lunghi capelli biondi, le gambe
chilometriche, ma soprattutto un irresistibile broncetto alla
Brigitte Bardot: appena apparsa sulla passerella, reincarnazione
della bambola Barbie, non vi furono dubbi, Claudia Schiffer
sarebbe diventata la "regina" delle top model, di quel gruppo di
straordinarie bellezze che, negli anni Novanta, conquistarono il
fashion system e le copertine dei più prestigiosi magazine della
moda, toccando la cifra record di 700 cover. Ma soprattutto,
Schiffer ha incarnato il prototipo della bellezza perfetta che
ha popolato i sogni erotici di milioni di uomini, divenendo
anche il parametro di riferimento fisico, purtroppo
irraggiungibile, d'intere generazioni di ragazzine.
Il 25 agosto "Queen Claudia", nata nel 1970 a Rheinberg, in
Germania, spegne dunque 50 candeline. Ma il mito della sua
statuaria perfezione è ancora vivo. Claudia è ancora sul podio
delle super modelle che hanno stravolto il fashion system,
dominando le passerelle dagli anni Novanta, contese dagli
stilisti a suon di compensi stellari.
Claudia, Naomi, Linda e le altre, solcavano le passerelle
più importanti con la loro bellezza aliena, indossando abiti e
accessori iconici, dai tailleur in tweed abbinati alle borse
cult di Chanel, agli abiti in maglia metallica di Gianni
Versace, dagli smoking di Saint Laurent, ai long dress
incendiari di Valentino. Ma ad uno stilista Claudia era
particolarmente legata, Karl Lagerfeld. "Karl era la mia polvere
magica- diceva la modella al funerale del Kaiser nel febbraio
2019 - mi ha trasformato da timida ragazza tedesca in una top
model. Mi ha insegnato la moda, lo stile e la sopravvivenza nel
mondo della moda. Ciò che Warhol era per l'arte, lui lo era
nella moda, è insostituibile. Lui è l'unica persona che potrebbe
rendere colorato ciò che è in bianco e nero! Sarò eternamente
grata a lui". (ANSA).
(ANSA)