Il film di Esteves coinvolge lo spettatore in un'indagine sulla natura dell'essere umano. Da giovedì 4 aprile al cinema.
di Giancarlo Zappoli
Al centro della storia Reynaldo, alias "el Rey" (il Re), un ragazzo che viene introdotto dal fratello nella malavita di Mendoza. Qualcosa va storto però la notte in cui El Rey, al suo primo colpo in un ufficio notarile fa scattare l'allarme. I suoi due complici vengono catturati da una volante mentre lui, con in mano la refurtiva, riesce a scappare sui tetti. Nella fuga cade in un giardino distruggendo una serra. Il padrone di casa, Vargas, una guardia giurata in pensione, lo ammanetta ma istintivamente gli da riparo. Il mattino seguente, gli propone un accordo: non lo denuncerà alle autorità purché che lui ripari ciò che ha rotto in giardino. Entrambi non sanno che chi cerca quel denaro non sono criminali comuni ma poliziotti corrotti e determinati.
Santiago Esteves, al suo esordio nel lungometraggio, ha alle spalle la collaborazione (come montatore) di registi come Pablo Trapero, Juan Villegas e Mariano Llinás.