Emoziona poi la storia di un'omosessualità segreta che Greg Berlanti racconta in Tuo, Simon (guarda la video recensione). "Simon ci piace perché rappresenta in qualche modo tutti noi. Ognuno di noi può avere un segreto, può avere paura di qualcosa, può non accettarsi per come è, può avere degli amici fantastici e altri un po' meno. Ma proprio come lui, ognuno di noi può trovare la forza di affrontare le proprie paure, può trovare il coraggio di viversi davvero, può trovare e meritare un grande amore", scrive un anonimo lettore che descrive l'opera come un'esperienza altamente empatica: "abbiamo tutti riso, pianto, sperato e gioito insieme a Simon" (leggi tutto).
Continua a far discutere, inoltre, Lazzaro Felice (guarda la video recensione) di Alice Rohrwacher, che maumauroma definisce "un'opera affascinante e intrigante, anche se discontinua e irrisolta". Sembra disorientare il pubblico, il cinema destrutturante e sorprendente di una regista fuori dagli schemi. "Tra l'odore bucolico delle campagne e l'asprezza soffocante delle polveri sottili, le due epoche della vicenda faticano a fondersi, ma ciò nonostante Lazzaro Felice" prende" l' anima e commuove - continua la lettrice - Un po' Albero degli zoccoli, un po' Miracolo a Milano. Ma non fa niente. E poi basta un'aria di Bach, e tutto finisce per diventare bello e prezioso" (leggi tutto).
Entusiasma infine la "discreta rivisitazione dell'American Dream" che è, secondo carlosantoni, La truffa dei Logan (guarda la video recensione) di Steven Soderbergh, per la riflessione su un'America diversa da quella dei film di Spielberg, del buon cittadino dai principi liberal-progressisti e degli eroi. "Soderberg - continua carlosantoni - ci parla di un'America fatta di povera gente, che vive in case da poco, che ha una vita da poco, dove si è licenziati perché nonostante si sappia fare il proprio lavoro, si è claudicanti, dove non esiste protezione sanitaria, dove si finisce in galera per aver infranto con la propria auto una vetrina, dove il direttore di un carcere si comporta come il direttore di un Lager. Dove la solidarietà la puoi trovare soltanto in carcere: il carcere dunque sembra essere l'unico luogo davvero sociale dell'Impero Americano" (leggi tutto).