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FEFF 20, al via oggi il festival che provoca e rivela

La 20esima edizione del Far East Film Festival guarda al futuro: Steel Rain, il film d'apertura, è condiviso con Netflix. A Udine, dal 20 al 28 aprile.
di Emanuele Sacchi

venerdì 20 aprile 2018 - Festival

Vent'anni di visioni proibite, rivelatrici, scomode, epifaniche. Vent'anni in cui il Far East Film Festival di Udine ha costruito una fama internazionale come divulgatore di un cinema popolare, spesso (ma non sempre) di genere. Talora da multisala, talaltra indipendente. Una palestra per il cinefilo curioso, un'epifania per chi ignora di cosa sia capace il cinematografo oltre i meridiani più orientali.

Per l'occasione del ventesimo anniversario il Far East torna voluminoso a livello di selezione: 81 i film proiettati, con una distribuzione equilibrata tra Teatro Nuovo e Visionario, le due sale simbolo di questo ventennio udinese.
Emanuele Sacchi

Ad aprire idealmente la kermesse è un'ospite straordinaria, un dono che il festival fa al suo pubblico di fedelissimi: Brigitte Lin Ching-hsia, per gli occidentali volto legato principalmente a Hong Kong Express di Wong Kar-wai, ma in precedenza protagonista di una carriera lunga e ricca di svolte. La retrospettiva a lei dedicata preleva degli assaggi dalle diverse fasi della sua filmografia, dagli inizi come giovanissima rubacuori del mélo anni '70 taiwanese alla maturità, in cui l'attrice ha messo il suo corpo al servizio di audaci ruoli androgini (il Master Asia di Swordsman II, Yin/Yang di Ashes of Time).


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In foto una scena di Steel Rain, il film d'apertura del festival.
In foto una scena di Our Time Will Come.
Una foto di Sukita Masayoshi, il fotografo a cui è dedicato il documentario Sukita.

A chiudere il festival invece è la presenza rassicurante di Johnnie To, da sempre padrino ideale della manifestazione. Nel mezzo tante prime visioni dai diversi Paesi dell'Estremo Oriente, con una prevalenza quantitativa di Cina, Giappone e Corea del Sud. I grandi maestri come Kurosawa Kiyoshi (Yocho) si alternano a giovani di belle speranze (21 film sono opere prime o seconde), mentre i blockbuster da record di incassi (Wolf Warrior 2) si accompagnano a titoli che, a parte Udine, non approderanno mai su grande schermo, come il film d'apertura sudcoreano Steel Rain, già presente su Netflix.

Il segreto del Far East: quello di rifiutare limiti autoimposti, o l'assillo della prima mondiale, lasciandosi andare al flusso spontaneo delle visioni in sala.
Emanuele Sacchi

Come un affresco storico sulla resistenza anti-giapponese nella Hong Kong anni '40 - Our Time Will Come di Ann Hui - o ancora un discusso ritratto sulla gioventù cinese attraverso gli ultimi decenni (Youth di Feng Xiaogang), passando per un documentario su David Bowie (Sukita) e una competitività esasperata che induce i giovani dotati a vendere il proprio talento per donare (Bad Genius).
Vent'anni di gioie, di tenacia e di militanza, in cui un'idea un po' folle si è trasformata in un vanto, in un'istituzione. Se non avete mai provato l'esperienza, è il momento di andare a Udine, per uscirne trasformati.


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