Vent'anni di visioni proibite, rivelatrici, scomode, epifaniche. Vent'anni in cui il Far East Film Festival di Udine ha costruito una fama internazionale come divulgatore di un cinema popolare, spesso (ma non sempre) di genere. Talora da multisala, talaltra indipendente. Una palestra per il cinefilo curioso, un'epifania per chi ignora di cosa sia capace il cinematografo oltre i meridiani più orientali.
Ad aprire idealmente la kermesse è un'ospite straordinaria, un dono che il festival fa al suo pubblico di fedelissimi: Brigitte Lin Ching-hsia, per gli occidentali volto legato principalmente a Hong Kong Express di Wong Kar-wai, ma in precedenza protagonista di una carriera lunga e ricca di svolte. La retrospettiva a lei dedicata preleva degli assaggi dalle diverse fasi della sua filmografia, dagli inizi come giovanissima rubacuori del mélo anni '70 taiwanese alla maturità, in cui l'attrice ha messo il suo corpo al servizio di audaci ruoli androgini (il Master Asia di Swordsman II, Yin/Yang di Ashes of Time).