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MILANO, 28 FEB - I sogni son
desideri sulla passerella di Dolce e Gabbana, che portano la
loro moda nel mondo delle fiabe tra zucche e nani, carrozze e
specchi. Sono principesse di oggi, che non aspettano
passivamente l'arrivo del principe azzurro ma sanno cosa
vogliono, quelle che escono dal cancello fiabesco prestato dalla
Scala, così come la carrozza, il letto, la grande luna e
l'orologio con le lancette che corrono all'indietro che
costituiscono la scenografia della sfilata.
Come sempre da Dolce e Gabbana la passerella si snoda come un
film, ma la Cenerentola che sfila su un pavimento a scacchi
bianchi e neri assomiglia più alla ragazza volitiva portata al
cinema da Kenneth Branagh che alla creatura remissiva della
Disney. Perché se è vero - spiegano i due stilisti - che tutte
le bambine sognano di essere delle principesse, oggi le nuove
icone sono Elsa e Anna di 'Frozen', che non aspettano un
fidanzato ma lottano per la loro indipendenza. Certo, al sogno
non si può rinunciare, né nella moda né nella vita reale, ma
anche i sogni - riflettono i due - vanno aggiornati ai tempi di
Instagram. Ecco così che ogni uscita - e sono 95 in meno di 10
minuti - è unica, come vogliono essere le ragazze di oggi,
quelle che "hanno la sicurezza e l'incoscienza di mettersi
davanti allo specchio e di cambiarsi il colore dei capelli da
sole, di essere diverse - dicono Dolce e Gabbana - dalla mattina
alla sera". Così il cancello di Cenerentola si apre su un
principe azzurro in giacca da cadetto con bottoni di cristallo e
pantaloni corti con la banda, per poi mostrare una Cenerentola
tutta celeste e luccicante con la scarpetta di plastica o con un
tubino bianco tutto impunturato con topi e uccellini che
sembrano cucirlo. Sembrano proprio i bottoni rubati dai topini
per l'abito da ballo dell'amica sporca di cenere quelli che
decorano longuette e cerchietti-parrucca con ciocche colorate o
pieni di fibbie e galloni. Ma Cenerentola non è l'unica favola
'saccheggiatà dal duo creativo: lo chemisier stampato con le
mele ricorda Biancaneve, così come i nani ricamati sull'abito al
ginocchio con le spalle segnate, il tubino di velluto rosso con
il colletto gioiello e quello nero con lo specchio delle brame.
Il cappotto maschile in pied de poule ha un ricamo di orologi,
la maglia la teiera del cappellaio matto, tutti riferimenti
presi da Alice nel paese delle meraviglie; la stampa di micetti
cita il gatto con gli stivali, uno schiaccianoci decora l'abito
bicolor con spille-bottone, una torre ricorda la storia di
Rapunzel, il cappotto in bianco e nero tagliato a vivo trasforma
il ranocchio in un principe azzurro. E poi gli elementi di ogni
favola: i lampadari di cristallo e i fiori, le corone e i
castelli, l'oro e i gioielli. E i cattivi, che non mancano mai,
con sorellastre e matrigna di pizzo nero vestite sicilian style.
Non sono per loro i cappotti doppiati in tulle che cadono come
un cardigan o quelli di seta trapuntata con fiori
tridimensionali, i soprabiti di lana cardata floccata con il
glitter e chiusi da fiocchi, le sottovesti di seta e pizzo, gli
abitini candidi come camicie da notte e quelli pieni di orsetti,
il modello a mosaico che ricorda uno specchio infranto, i
sandali luccicanti con la cresta di pelliccia o con le borchie,
le borse scrigno e i colletti gioiello. Il gran finale è un 'e
vissero felici e contente' vestito di paillettes rosa
confetto.(ANSA).
(di Gioia Giudici) (ANSA)